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Ho voluto concludere il 2018 con un’escursione nei Monti del Limbara nel nord Sardegna. In questo post vi racconterò la mia esperienza di trekking in un percorso poco conosciuto nel versante di Calangianus. In fondo al post trovate una selezione di fotografie.

In seguito a questa camminata ho deciso che uno dei propositi dell’anno nuovo sarà proprio quello di godermi di più le vette del Limbara e i suoi diversi percorsi.

L’estate scorsa vi avevo raccontato della mia esperienza di trekking in uno dei percorsi tracciati che si dilungano dalla località Vallicciola del versante di Tempio Pausania fino a Punta Bandiera.

inizio del sentiero

Durante le festività natalizie, in compagnia di mio zio sono tornato sul Limbara per una bella giornata di cammino nel silenzio della natura in questa stagione. Anche in Sardegna c’è la montagna e voglio promuovere un modo di viverla in tutte le stagioni. Anche con un giubbotto e sciarpa al collo!

Il mio itinerario

Scarponi a piedi, abbigliamento a strati, siamo partiti, dalla stazione cantoniera n° 13 dell’ex ferrovia Monti – Tempio (Punto A), facilmente raggiungibile dalla SS 127, a pochi km dall’uscita di Calangianus. In vicinanza della cantoniera si trova una piccola piazzola dove poter lasciare la propria auto. Si può proseguire sulla strada in auto o lasciarla poco più avanti, davanti ad un cancello verde che troverete sulla sinistra.

Si tratta di una strada sterrata, antico sentiero di carbonai, non più mantenuta da un po’ di tempo (forse anche i fuoristrada fanno un po’ di fatica). Dovrebbero risistemarla nel prossimo progetto di valorizzazione. Troverete pertanto diversi punti con pietre sconnesse, sabbia e canali creati dall’acqua piovana. Il sentiero si segue facilmente, senza necessità di particolari indicazioni.

Particolarità di questo percorso è che la strada sale in maniera piuttosto rapida e con dei tratti ripidi; può risultare un po’ faticosa per chi non è abituato.  La indicherei per questo motivo di difficoltà media.

monti Limbara
Il versante di Calangianus durante la salita

Già dopo i primi minuti di cammino potrete voltarvi e ammirare il panorama che piano piano si apre alle vostre spalle. Facilmente riconoscerete in lontananza la forma dell’isola di Tavolara nel Golfo di Olbia. Già questo ripaga le prime fatiche.

Il cammino complessivo di salita è durato circa 3 ore dalle ore 09. 45 alle ore 13.00 con passo sostenuto e qualche breve pausa fotografica. Il dislivello è di circa 500 m slm (dalla cantoniera alla fonte Crispoli).

Durante il cammino è bello scoprire la varietà delle piante circostanti: ginepro, corbezzolo, leccio, sughera, mirto, cisto e tante altre. Un insieme di verdi differenti e di colori che ha arricchito la mia salita così come lo stupore di fronte alle rocce granitiche multiformi.

Ad un certo punto dopo circa due ore di cammino incrocerete una strada sterrata più larga e meglio tenuta. Girate a sinistra e poi ancora a destra seguendo le indicazioni per  Fonte Crispoli. Si tratta di una fontana realizzata nel 1989 dove potrete fare una piccola pausa di ristoro.

La stessa strada, girando a destra e non a sinistra all’ultimo incrocio, conduce allo spettacolare angolo de Li Conchi* (Punto C) dove si trovano grossi massi rocciosi un tempo utilizzate come abitazioni e rifugi, oggi un affascinante monumento naturale circondato da vette rocciose.

Abbiamo fatto pausa non lontano da Fonte Crispoli, in una piccola piazzola naturale riparata dal vento, ideale per farci un fuoco adatto a scaldarci e per cuocere delle salsicce. Il pranzo ideale: del pane fresco messo a scaldare, uno spiedo per arrostire carne e formaggio. Che cosa volere di più? Un caffè caldo portato col termos per poi concludere con qualche chiacchiera seduti davanti ai raggi di un timido sole invernale.

E’ proprio questa la Sardegna in tutte le stagioni che piace a me!

Fonte Crispoli
La Fonte Crispoli, 1005 m slm.

E’ stata davvero una bella escursione: godersi la natura selvaggia senza l’afa estiva e con la compagnia del suo silenzio e dei suoi profumi. Ricca vegetazione, ampi panorami, rocce particolari, piccoli torrenti d’acqua, il cinguettio di qualche uccello: un’insieme di sensazioni ha arricchito la mia escursione facendomi dimenticare la fatica fatta.

La discesa 

Avremmo impiegato 1 ora e mezza per poter scendere e ritornare alla macchina. Il passo era tranquillo e ci siamo goduti il panorama che da questa parte del Limbara si apre da Calangianus e Luras verso i colli di Telti e fino al Golfo di Olbia.

durante la discesa
Strada di discesa, versante di Calangianus.

Questa parte del sentiero è una strada più ampia e pulita, ugualmente ripida se si svuole percorrere in salita. Molto affascinanti anche le diverse vette rocciose ammirando le quali è sempre simpatico riconoscere la sagoma di qualche animale.

panorama dal limbrara
Vista panoramica su Calangianus con particolari rocce in primo piano.

In questa prima parte del percorso in discesa il profumo del timo selvatico si fa sentire più che in altre parti del percorso fatto. Alla mente mi sono tornati i ricordi delle gite che facevamo con mio zio sempre su queste montagne.

Molto particolare il massiccio roccioso di Monti Nieddu che mi ha regalato un bellissimo scorcio da cartolina. All’ora del tramonto le sue rocce si colorano di un tono ambrato andando a contrastare con il verde circostante e l’azzurro del cielo.

vista panoramica monti nieddu
Vista panoramica su Olbia con Monti Nieddu in primo piano.

Nota importante per la discesa: vi ritroverete in un terreno privato dal quale occorre uscire oltrepassando un cancello verde in metallo.

Precauzioni importanti di cui tenere conto:

  • Mai andare in montagna da soli, in particolare d’inverno quando la temperatura è molto bassa e le giornate sono più corte. Se dovessi cadere o avere un malore nessuno potrebbe soccorrerti.
  • Se non si è esperti sui sentieri è facile perdersi, specie quando nel primo pomeriggio la luce incomincia a perdere d’intensità o può esserci la nebbia. Fermi ad osservare un panorama si può perdere la via maestra e i punti di orientamento.
  • Se è domenica o giovedì c’è la caccia al cinghiale ed è meglio non uscire specie se vedete delle auto vicine al vostro sentiero. E’ vero che nei sentieri si è più sicuri ma è opportuno non rischiare di trovarsi in mezzo.
  • Il sentiero descritto non è un sentiero nato per escursioni e attualmente non mantenuto. Pertanto è bene fornirsi di scarponi adeguati.
  • E’ sempre bene avere con sé dell’acqua e un telefono cellulare.

*da non confondere con i tafoni Li Conchi nel territorio di Arzachena.

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l'attività di blogger con "Un sardo a Parigi" e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell'Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola, il suo paesaggio, la sua storia e le sue tradizioni. Oltre alle diverse esperienze da vivere, in tutte le stagioni.

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