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La Sardegna è veramente grande e ricca. Per questo motivo non si finisce mai di conoscerla e tanti sono ancora i luoghi che anch’io – nonostante sia sardo – devo ancora scoprire. Ogni volto che visito una nuova destinazione è per me una nuova esperienza, quasi come fare un viaggio in un nuovo paese straniero in cui ci sono paesaggi sorprendenti, architetture particolari, tradizioni e piatti diversi da quelle a cui si è abituati. Anche se è sempre Sardegna, ogni borgo o città dell’isola suscita in me delle nuove sensazioni, permettendomi di vivere un’esperienza nuova ad ogni occasione.  Così è stato visitare Ozieri per la prima volta. Non ci ero mai stato e vi dirò che non mi sembrava di stare in Sardegna: è stato come fare visitare una città del sud, ricca di storia e cultura, ottimo cibo e davvero molto accogliente.

ozieri
Panoramica di Ozieri verso il tramonto.

In questo post vi racconterò la mi esperienza di visita e di darò qualche  consiglio su cosa visitare tra musei e monumenti e su cosa mangiare. Di luoghi ricchi di storia e di cose buone questo territorio ne offre parecchi.

Ho scoperto una città – sì, una vera e propria città, non un semplice paese –  che si distende su un colle a mo’ di anfiteatro, con alti e signorili palazzi che mi hanno fatto ricordare il centro storico di alcune città siciliane, strade tortuose da ricordarmi città di montagna, l’accoglienza dei ristoranti come quelli a gestione familiare di Roma, le cantine con in vino novello come nei paesi del Monte Amiata in Toscana. Bar, ristoranti, negozi, teatri, parcheggi. Questo carattere urbano di una grande paese mi mancava.

Ozieri mi ha emozionato. Le strade del centro storico non seguono un ordine preciso ma creano un particolarissimo labirinto di strade, scorci, scalini. Grossi palazzi signorili, alcuni dei quali oggi abbandonati si alternano l’uno dopo l’altro: cornicioni, portoni lavorati, ferro battuto, terrazzi in marmo, il tutto con un certo gusto neoclassico e molto elegante. Quanto doveva essere ricca e bella un tempo! Oggi questo carattere signorile si è un po’ perso ma si percepisce ancora il fascino della città di un tempo, ricca per l’economica del grano e i numerosi allevamenti. Pensate che vi erano ben due teatri! Per certi versi mi ha ricordato alcuni film anni ’80 ambientati in città di provincia, per altri mi sono venuti in mente alcuni scorci dei paesi in cui si svolgono molti dei film di Tornatore. Per non parlare delle somiglianze con i borghi umbri o di quelli ciociari. Sono davvero tante le sfaccettature di questa città.

antico palazzo ozieri
Antico Palazzo nel centro storico di Ozieri

Anche Ozieri è ormai una destinazione pronta per essere visitata. Durante il blog tour al quale ho partecipato ho avuto l’occasione di percepire come anche qui, come in tanti paesi della Sardegna, ci siano tanti luoghi da visitare, storie da conoscere, prodotti da assaporare. Anche qui solo ora si sta iniziando a mettere insieme tutto ciò per proporre un itinerario di visita completo.

L’accoglienza di questo paese è uno degli aspetti che più mi ha colpito, senza dubbio una parte dell’esperienza di visita che potrà vivere chi vorrà scoprire la cultura di questo paese.

Da non perdere ad Ozieri

Quello di Ozieri è uno dei territori della Sardegna più ricchi di siti archeologici di età preistorica. Nuraghi, antiche sepolture scavate nella roccia, le Domus de Janas, fino alle rovine romane ma non solo. Qui a Ozieri ci sono delle grotte naturali tra le più belle della Sardegna. Si tratta della Grotta di San Michele, grotta frequentata già dall’uomo preistorico. Qui infatti sono stati ritrovati numerosi reperti. 

Testimonianza delle prime presenze umane, la Grotta di San Michele, è un’interessante serie di cunicoli naturali creati dall’erosione dell’acqua, abitati fin dalla preistoria ed impiegati principalmente come sepoltura. Penso di non aver mai visitato nulla di simile in vita mia e non pensavo di trovarne di simili nel cuore del nord Sardegna.

interno grotta
Interno della Grotta di San Michele

La grotta prende il nome da una chiesa, che in passato sorgeva nelle vicinanze. È  lunga fino a 160 m di cui 56 oggi visitabili. La grotta fu impiegata anche come rifugio durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Purtroppo una parte della grotta fu distrutta durante gli anni ’50 per costruire una campo da calcio. devo ammettere a una certa impressione ritrovarsi a camminare tra questi stretti corridoi già conosciuti dai nostri antenati!

È proprio dalla Grotta di San Michele che prende il nome la Cultura di Ozieri che caratterizza il Neolitico recente sardo. E’ qui che sono stati trovati importanti reperti ceramici ricchi di forme e decori, che hanno consentito di conoscere più approfonditamente il passato dell’isola.

I reperti ritrovati in questo sito sono ora conservati presso il Museo Archeologico “Le Clarisse” che come suggerisce il nome è allestito presso l’antico convento: un’ampia e affascinante struttura dove gli antichi ambienti di vista delle suore ospitano numerose teche ricche di testimonianze preziose disposte secondo un ordine cronologico. Dai bronzetti nuragici alle testimonianze del periodo romano, devo dire che sono rimasto molto colpito dal lungo passato di questo territorio.

Un allestimento ordinato con pezzi selezionati che riesce a far comprendere bene la ricchezza storica e culturale di questa parte della Sardegna.

Date un’occhio anche all’edificio stesso. Il Convento delle Clarisse risalente alla metà del 1700 è stato restaurato solo di recente: all’ultimo piano non vi perdete una passeggiata “sopra” le volti a botta delle cellette delle suore.

volta a botte
Particolare di una delle volti a botte.

C’era una volta il medioevo

Di Medioevo in Sardegna non se ne parla mai abbastanza eppure è stato uno dei periodi storici più importanti soprattutto da un punto di vista culturale ed economico. Permangono in tutta l’isola diverse testimonianze tra chiese, torri e castelli. Le chiese romaniche d’ispirazione pisana sono un’esempio della diffusione di uno stile architettonico toscano nella costruzione delle chiese. Mi hanno sempre affascinato sia per i colori delle pietre impiegate, spesso due alternati, sia per l’estetica lineare e l’invito alla riflessione e la meditazione degli interni nonché per la loro ricca simbologia.

La Basilica di Sant’Antioco di Bisarcio

sant antioco bisarcio
Chiesa di Sant’Antico di Bisarcio

La Basilica risale al XII secolo e fu sede della diocesi di Bisarcio e nelle sue vicinanze si trovavano la sede vescovile ed un intero villaggio di cui oggi rimangono solo rovine. Perché Sant’Antioco? il culto di questo santo del I secolo si diffuse in Sardegna dopo il suo approdo nell’isola che oggi prende il suo nome. Pare sia passato anche da Ozieri e ancora oggi rimane il patrono della città. 

La facciata della chiesa colpisce per la sua asimmetria oltre che per il portico di ingresso, raro in Sardegna, che un’occhio attento nota leggermente distaccato dalla facciata originale. Un’evidente costruzione successiva alla prima fase di erezione dell’edificio come un segno di rispetto della prima fase costruttiva. All’ingresso una scala conduce ad un ambiente suddiviso in tre stanze. Si tratta di una sala capitolare con un camino e di una cappella con altare dove il vescovo poteva celebrare messa osservando dall’alto la Chiesa. È qui che si trova una scritta di consacrazione dell’altare.

Curiosità:  nell’interno della chiesa si trovano alcune figure a forma di sandalo incise sulla pietra che i pellegrini lasciavano come segno del loro passaggio.

L’interno è suddiviso in tre navate, semplice ed intimo come le tante chiese del periodo.

In un tour di visita di Ozieri non perdete le numerose chiese. In particolare al Cattedrale della Beata Vergine Immacolata risalente al XVI secolo con interventi barocchi e del neoclassico. Numerose opere adornano le cappella della Chiesa.

Se amate l’arte fate tappa al Museo Diocesano dove si custodiscono le affascinanti opere del “Maestro di Ozieri“, un’artista del XVI secolo dal nome non conosciuto di gusto manierista. vi ricordate quando ve ne avevo parlato parlando di street art a Olbia?

Nel centro di Ozieri merita una visita anche la Fontana Grixoni, risalente al 1881 è una bella fontana anticamente un’importante punto di approvvigionamento per la città. Oggi è possibile visitare il suo interno scoprendo il meccanismo idraulico di scorrimento delle acque.

fontana grixoni
L’ottocentesca Fontana Grixoni

Museo del Molino o Museo dell’arte molitoria del Molino Galleu

Di coltivazione di cereali Ozieri può vantare una lunga tradizione. Il Museo del molino raccoglie alcune macine che vanno dal neolitico fino alle moderne strumentazioni permettendo di scoprire anche questo mondo. Molto interessante anche la sezione in cui sono esposte le diverse varietà di grano coltivate in Sardegna.

museo del molino
La sala dedicata alle diverse tipologie di grano e gli strumenti di lavoro.

Mi affascina sempre conoscere le storie di chi prende in mano l’azienda di famiglia: il Molino Galleu ha quasi 100 anni di vita e l’azienda vive ancora di amore al territorio, passione e attenzione al cibo di qualità. Il molino, infatti, produce farina solo da grano coltivato in Sardegna.

Vivere l’accoglienza, conoscere i sapori

Come ho accennato all’inizio, visitare Ozieri è stata una vera e propria esperienza di accoglienza. Devo dirmi che mi sono sentito coccolato fin da subito e che come sottolineo spesso in Sardegna non è scontato. Ho scoperto un territorio ricco di interessanti produzioni locali. Ogni prodotto tipico di Ozieri nasconde dietro di sé una storia fatta di passione e amore al territorio. Molto spesso storie di famiglie imprenditrici che si tramandano il lavoro di generazione in generazione. Storie di giovani che amano la propria terra e decidono di ripercorrere le orme dei propri nonni e padri spesso andando controtendenza.

Ad iniziare dal Caffè Lo Svizzero, un locale storico del centro della cittadina, originariamente un emporio e fabbrica di bevande tra cui la spuma (sì, quella bevanda che oggi in Sardegna neanche conosciamo più!). E’ qui che ho iniziato a conoscere il lato gustoso di Ozieri. Su invito di Barore, il proprietario del locale, la degustazione di vini è stata accompagnata da salumi e formaggi, tra cui i prodotti del Salumificio Bardana e la nota greviera di Ozieri, prodotta dalla ditta Piras Formaggi, tipico formaggio del Logudoro, le copulette, dolce tradizionale della pasticceria L’Artigiana di Giuseppe e Donatella Zappareddu. Quest’ultimo in particolare è un dolce tipico che si caratterizza da una pasta finissima che accoglie al suo interno una sorta di pan di spagna ricoperto con una glassa morbida. E’ uno dei miei dolci sardi preferiti che difficilmente si trova fuori Ozieri. 

Lo svizzero
La degustazione di vini, formaggi e salumi a Lo Svizzero.

Da non perdere anche i dolci del Laboratorio artigianale “Artigiani del Dolce” di Peano, nota per i sospiri di Ozieri ma sempre più apprezzati per i cioccolati e le praline con profumi mediterranei.

Che sorpresa conoscere dei vini diversi dal solito Vermentino: i vini proposti mi sono apparsi vini timidi all’olfatto ma con un gusto gentile e ricercato al palato. La degustazione mi ha fatto scoprire dei profumi e dei sapori che mai avrei pensato di gustare nel Nord Sardegna. Il Nobile Tola in particolare è un vino bianco ottenuto da uve alvarega, un vitigno del territorio di Ozieri recuperato solo recentemente. Un vino che racconta un’altra storia di giovani appassionati alla propria terra.

Molto buoni anche il vino Manzanile ‘e Beranu 2017 (misto vermentino e alvarega) della Suelzu Società Agricola e il cannonau Andende 2015 della Farina Srl.

Sempre sui formaggi un’azienda di formaggi a gestione familiare è Cabigliera Zidda formaggi, che produce dei gustosi formaggi da latte vaccino e di pecora. L’azienda trasforma solo il latte delle proprie vacche e pecore seguendo la lavorazione tradizionale in paiolo di rame e stagionatura su assi di legno. Interessante il formaggio con caglio di agnello e la tradizionale panedda, formaggio vaccino a pasta filata Per non parlare della ricotta con miele e di quella al peperoncino! Dovremmo comprare più spesso i prodotti locali, freschi e più sani oltre che buoni. Anche questa azienda che va avanti grazie all’impegno di giovani imprenditori innamorati della propria terra e del proprio lavoro.

Le storie che ho scoperto riguardano anche l’olio. Ozieri, infatti, è uno di quei territori della Sardegna in cui si produce olio. Presso la Fattoria didattica Sa Tanca ‘e muros rujos ho partecipato per la prima volta in vita mia ad una vera e propria degustazione di olio di diverso tipo scoprendo tutto un ampio mondo che non conoscevo. Che cosa desiderare di più dell’olio appena fatto su una fetta di pane abbrustolita? La mia mente è andata subito ai miei anni in Toscana e al  pizzicorino dell’olio novo conosciuto durante gli anni universitari.

Tra i piatti tipici da segnalare anche i maccarones de ungia, gnocchetti tipici di Ozieri, simili ai cjusoni galluresi ma più piccoli (grazie al Mulino Galleu e l’Associazione Moica e il forno di Corralzu).

Sapevate che Ozieri è definita città del pane? Proprio per su pane fine, ovvero la spianata di Ozieri, il paese è noto per questo tipo di pane che ben si abbina a salumi e formaggi oltre che carni e… nutella! Nella versione fritta è un moderno snack molto stuzzicante. Pane fino (non chiamatela fresa!), formaggio, olio e vino: sono tanti i prodotti del territorio di Ozieri. Un locale dove poter fare un buon aperitivo slow con degustazione dei prodotti del territorio è il Palace Bar: si dedica alla selezione di vini locali, birre artigianali, salumi e formaggi di Ozieri.

aperitivo
aperitivo Palace bar

Se volete provare un tipo di cucina differente dove la tradizione incontra le ultime tendenze del gusto, beh, allora non potete non fare un salto al Ristorante La Torre dove lo Chef Salvatore Polo propone piatti studiati con attenzione ai prodotti del territorio e le produzioni locali e un pizzico di originalità e attenzione alle odierne tendenze del gusto. Tra le prelibatezze sono rimasto molto colpito dalle pizze gourmet, pizze realizzate con farine selezionate prodotte in Sardegna, con impasti a lunga lievitazione (e leggerissimi) e con ingredienti selezionati.

pizza gourmet gamberi
Pizza gourmet delle Chef Salvatore Polo con gamberi rossi, finocchietto e crema di ricotta.

Non ho mai mangiato una pizza così soffice e leggera e ricca di gusto: ottimi gli abbinamenti degli ingredienti. Ho apprezzato molto la pizza con gamberi rossi e crema di ricotta, e quella con carne salda di bue rosso, emulsione di pappa reale e salsa verde, peperoncino. La creatività, e di conseguenza la scelta, di certo non manca nel menù di questo ristorante. Ottima idea l’abbinamento con birre artigianali sarde, le ottime Barley e Dolmen. 

E chi si aspettava di mangiare una pizza con le trombette dei morti, funghi che in autunno si trovano in alcuni boschi della Gallura? 

Al Ristorante ho apprezzato molto anche il menù che lo chef ha proposto per una domenica a pranzo. Sono rimasto colpito da trovare piatti di pesce fresco nell’interno del nord Sardegna e dalla capacità di reinventare dei piatti tradizionali con un tocco di originalità. Il pane a fittas è un piatto tipico realizzato con il pane fino secco tradizionale cotto come una pasta asciutta. Io l’ho assaggiato con scampi, zafferano e scaglie di bottarga. È forse il piatto che mi ha colpito di più ma anche il rollé di porchetta tonnata con cream di zucca e riduzione di Cannonau ha senza dubbio stimolato il mio palato.

A Km 0 è anche l’impostazione dell’Agriturismo “Sa domo de s’olia” che offre ospitalità con tanto di servizio pernottamento: miele e ricotta locali, formaggi, olive con finocchietto e creme di verdure sono stati alcuni dei prodotti gustati durante una merenda che ho avuto modo di fare presso questa struttura.

Quando visitare Ozieri?

Tutte le stagioni vanno bene ma se non volete soffrire troppo caldo senza dubio la mesa stagione è l’ideale. La primavera e l’autunno sono le migliori stagioni per visitare numerose località della Sardegna.

cantina vino
Cantina Sos Piseddos e Sevadore Asole

In particolare il 1° dicembre si svolge Su Trinta ‘e Sant’Andria un’evento dedicato a festeggiare il vino nuovo. Le vecchie cantine del cento storico si aprono per questa festa molto sentita dai cittadini e che attrae persone da ogni parte dell’isola e non solo.

Le cantine di San’Andria che ho visitato mi hanno fatto venire in mente le feste dei paesi dei monti toscani della ciociaria: voglia di stare insieme, allegria e buon cibo. In particolare presso Sa Cantina ‘e S’ainu è possibile ammirare una vecchia cantina restaurata e salendo sulla terza all’ultimo piano a si può osservare un bellissimo panorama su Ozieri e i sui palazzi. E’ in questa cantina che ho avuto modo di assaggiare per la prima volta in vita mia un piatto a base di piedi di vitello in umido. Davvero molto saporito!

 -> In fondo al post una galleria completa di fot <-

Come raggiungere Ozieri?

La città è facilmente raggiungibile da Olbia percorrendo la strada per Sassari SS 729 dopo circa 1 ora e 20 minuti di tragitto. Uscendo per Ozieri seguire le indicazioni per circa 15 minuti.

Se vuoi un consiglio su dove dormire a Ozieri leggi il mio post sul B&B Tramentu.

Indirizzi utili

Lo svizzero di Falchi Salvatore, Birreria Caffetteria, Piazza Carlo Alberto, 12

Palace Bar Via Vittorio Veneto 2/4 – 079-4464082

Ristorante Pizzeria La Torre via Scarpata del Cantaro –  079 – 786695

Pasticceria L’artigiana di Giuseppe Zappareddu – Via Togliatti, 6 – 079-788280

Agritursmo e Fattoria Didattica Sa Tanca e Muros Rujos  – Loc Mesu e Rios, 346-0079109

Molino Galleu – Museo dell’arte molitoria –  Reg. Sos Ortos. – 079-787188 galleu.it

Agriturismo Sa domo de s’Olia – SS 199 Ozieri – Monti km 0.3 – 340- 6273798

Cabigliera Zidda Formaggi Loc. Santu Juanneddu 349-1302550

Formaggi Sardi Piras Loc. Monti Inni snc 348-7500521

Peano fine chocolate –  Loc traccone 079-780460 dolcipeano.it

Salumi artigianali Bardana –  Zona industriale Chilivani 380-3442013

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l'attività di blogger con "Un sardo a Parigi" e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell'Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola, il suo paesaggio, la sua storia e le sue tradizioni. Oltre alle diverse esperienze da vivere, in tutte le stagioni.

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