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Era da tanto che volevo visitare questa parte della Sardegna. Il territorio che si affaccia sulla costa occidentale della Sardegna è decisamente diversa dal resto dell’isola e possiede un fascino tutto particolare. Io ho avuto la fortuna di visitarlo nella stagione migliore, ovvero la primavera. Un viaggio per la prima volta in compagnia di mia sorella che anche lei aveva voglia di vedere una parte diversa della Sardegna.

Quello della penisola del Sinis e di Cabras è secondo me un territorio sconosciuto ma ricco di storia. Con una costa selvaggia, ma ricco di monumenti e un paesaggio diverso, disegnatosi nel tempo attorno allo stagno di Cabras. Un paese modesto il cui centro storico si affaccia sullo stagno stesso ed è fatto di case basse allineate tra loro come tanti paesi dell’oristanese. Attorno campi coltivati a riso lasciano spazio alle rovine archeologiche che testimoniano la storia di questo territorio.

penisola del sinis
La penisola vista dalla torre spagnola

Cosa visitare nel Sinis

La piccola penisola del Sinis si trova a circa 1 ora e 30 minuti da Cagliari, 2 ore e 15 minuti da Olbia, 1 ora e 30 minuti da Sassari. Risulta proprio al centro della costa occidentale dell’isola a circa 20 minuti da Oristano, città nota per la Sartiglia, la giostra equestre del carnevale.

Si raggiunge la penisola in auto o in moto che è possibile lasciare in un ampio parcheggio per poi continuare a piedi. E’ disponibile anche un tour in trenino turistico.

san giovanni di sinis
La Chiesa di San Giovanni di Sinis

San Giovanni di Sinis

Prima di arrivare alla penisola vera e propria degna una visita la Chiesa di San Giovanni, un’esempio raro di architettura paleocristiana in Sardegna. La chiesa si nota facilmente dalla strada di accesso alle penisola, in vicinanza delle case del villaggio omonimo. La chiesa è molto affascinante proprio per la sua architettura arcaica con pianta a croce greca sormontata da cupola. La chiesa è costituita da tre navate illuminate da bifore; dall’esterno ricorda alcune costruzioni orientali come quelle di alcune chiese siciliane.

Tharros

La piccola penisola ospita il sito archeologico di Tharros. Si tratta di una città costruita dai fenici nell’VIII sec. a.C. sul versante sud della penisola e successivamente conquistata dai Romani nel 238 a.C. Colpisce senza dubbio la vicinanza sul mare che sebbene crei un connubio con il paesaggistico da cartolina, causa erosione della costa e delle strutture archeologiche stesse.

strada romana tharros
Strada romana di Tharros

Senza dubbio colpisce la rete delle strade romane di cui si intuisce la struttura della rete fognaria e di cui permangono molti dei lastroni in basalto del piano di calpestio. Sulle strade si affacciano le rovine delle antiche abitazioni romane, la cisterna d’acqua, i tempi e le immancabili terme. Alcuni di questi edifici furono convertiti in luogo di culto durante l’età paleocristiana. Si intuiscono le diverse tecniche costruttive dei romani con pietre, mattoni rossi e calce, e nella parte inferiore, più vicina al mare si intuisce facilmente come lo stesso pendio sia stato impiegato come cava per poi costruirci dentro gli edifici sacri. Non avrei mai pensato di visitate un’antica città del genere in Sardegna, in cui poter camminare come ai tempi dei romani.

Il connubio tra rovina archeologica e paesaggio ha un qualcosa di romantico che lascia a bocca aperta.

L’area si visita facilmente a piedi in meno di un’ora. Consigliabile in giornate di primavera o quando soffia vento. Disponibile il biglietto cumulativo con il Museo Archeologico di Cabras.

Torre Spagnola del Sinis

Sulla parte più alta della penisola si erge la torre spagnola che offre una bella vista sulla penisola e sulla spiaggia di San Giovanni. Risale alla fine del XV secolo e fu costruita per motivi difensivi. Si tratta di una “torre de armas” ovvero di una torre dotata di una scale di canapa detraibile. E’ possibile salire fino alla cima della torre eccetto che nelle giornate di condizioni meteo avverse.

Ulteriori informazioni sull’area archeologica di Tharros sul sito www.penisoladelsinis.it

Il Museo di Cabras Archeologico e i Giganti di Mont’e Prama

Il territorio di Cabras è noto da alcuni anni per i “Giganti”, sculture in pietra risalenti all’ultimo periodo della civiltà nuragica, ritrovate nel 1979 e oggetto di un importante restauro negli anni 2004-2005, dopo anni di abbandono. I diversi frammenti ritrovati, circa 5000 sono stati catalogati e in parte ricongiunti tra loro per ricostruire le statue come in una sorta di grande puzzle 3D.

Considerata l’importanza dei ritrovamenti si sono continuati gli scavi sino a pochi anni fa riportando in luce un’importante necropoli, unica in Sardegna. Molto resta ancora da sapere su questo sito archeologico e le statue.

I Giganti di Mont’ePrama

Si tratta delle prime sculture a tutto tondo dell’area mediterranea. Le statue, circa una trentina, sono in parte custodite presso il Museo Civico Archeologico Giovanni Marongiu di Cabras, a pochi minuti dalla penisola del Sinis e a pochi passi dal centro storico. Le altre sono al Museo Archeologico di Cagliari.

Il Museo non è molto grande e si visita in circa un’ora. E’ suddiviso in 8 sale ognuna delle quali conserva testimonianze dei diversi siti archeologici del territorio di Cabras.

Le prime due sale del Museo percorso sono dedicate proprio al sito di Mont’e Prama. Il Museo verrà prossimamente ampliato per consentire una più adeguata collocazione dei reperti. Sono esposti i modellini di nuraghe e le statue dei Giganti.

modellini di nuraghe
I modellini di nuraghe di Mont’ePrama

I modelli di nuraghe rappresentano una sorta di modello di riconoscimento e quasi devozione per la civiltà nuragica. Per quanto riguarda i Giganti, invece, il loro significato non è ancora ben chiarito. Probabilmente sono una sorta di monumento dedicato alla forza militare dei nuragici. Si tratta di infatti di pugliatori, arcieri e guerrieri, simili a quelli rappresentati nei noti bronzetti votivi. Erano poste a protezione di alcune tombe riservate presumibilmente a personalità di prestigio del villaggio di Mont’e Prima.

Di sicuro sono state distrutte ma non si sa bene il motivo. Forse proprio per il modello culturale o politico che esse rappresentavano.

Quello che colpisce di queste statue non sono solo le dimensioni ma senza dubbio anche la precisione geometrica con cui sono realizzate. La forma degli occhi, il naso e gli accessori che essi indossano colpiscono il visitatore. La visita ai Giganti dà modo di avere uno sguardo diverso sulla civiltà nuragica.

Di notevole importanza sono i materiali recuperati dal relitto di Mal di Ventre. Si tratta di un relitto di una nave romana affondata vicino all’isola di Mal di Ventre, da cui prende il nome, nel I secolo a.C. Sono ben 1000 i lingotti di piombo ritrovati e in parte esposti al museo, che testimoniano il commercio di piombo per lavorazione in altre località.

Fanno parte del museo anche le numerose stele in pietra del tofet punico, santuario a cielo aperto dedicato alla sepoltura di resti incinerati di bambini all’interno di urne in terracotta.

Nel Museo si trovano anche i reperti relativi al sito preistorico di Cuccuru is Arrius (monili, oggetti votivi, strumenti in osso e ossidiana) e da quello di Sa Osa (reperti ceramici e strumenti di caccia).

Spiaggia Is Aruttas

È una delle spiagge più note della costa. Contrariamente ad altre zone della Sardegna qui siamo in mare aperto, pertanto il livello dell’acqua è più alto. Non mancano però sfumature di azzurro. La spiaggia però è nota per la sua sabbia di quarzite i cui chicchi vengono spesso paragonati a quelli del riso. Senza dubbio è una spiaggia unica da questo punto di vista.

S’archittu

S’Archittu

Possiamo definire un monumento naturale creato nei secoli dal mare. Si fa notare. Per ammirarlo dovete raggiungere il paese di S’Archittu e seguire le indicazioni. Arrivati ad un piccolo parcheggio seguite il sentiero che conduce alla vista panoramica. In vicinanza dell’arco si trova una piccola spiaggia, raggiungibile da una scalinata che si apre sul sentiero stesso.

Galleria Multimediale “Corsa degli Scalzi”

Un’esposizione per immagini racconta una delle manifestazione storiche più importante di Cabras. Si tratta di una processione religiosa che si svolge ogni anno la prima domenica di settembre.

Son ben sette i chilometri di cammino fatti a piedi dai curridores per portare il simulacro di Santu Srabadori, che riproduce il Cristo nella sua Trasfigurazione dalla Chiesa di Santa Maria Assunta fino al borgo di San Salvatore di Sinis. Si tratta di una rievocazione storica e allo stesso tempo religiosa di un episodio di difesa contro l’invasione dei mori avvenuta nel 1619. All’epoca i cabraresi legarono ai propri piedi nudi dei rami di frasche, in modo da sollevare polvere e sembrare più numerosi.

Il villaggio di San Salvatore di Sinis

È un piccolo borgo disabitato che si trova non lontano dalla penisola del Sinis. Di origini medioevali fu utilizzato come set cinematografico per film western, ed è caratterizzato proprio da piccole case basse disposte in fila. Da non perdere la chiesa omonima sorta sull’antico santuario ipogeico.

Dove dormire a Cabras

Aquae Sinis è un’albergo diffuso nato alcuni anni fa per valorizzare alcune antiche abitazioni nel centro storico della cittadina. Si tratta pertanto di diverse strutture diffuse nel centro della città a poca distanza l’una dall’altra, e dotate di tutti i comfort. Aquaes Sinis propone anche trattamenti benessere, termali e piscina per unire la visita a monumenti e spiagge a momenti di relax e riposo fisico.

Ho trovato la struttura molto accogliente e pulita. Voto 10 alla colazione sulla terrazza fiorita che si affaccia sulla piazza della Chiesa.

terrazza aquae sinis
Terrazza sulla piazza della Chiesa dell’albergo diffuso Aquae Sinis.

Dove mangiare a Cabras

Un ristorante che consiglio a chi si trova a Cabras è senza dubbio la Trattoria Sa Bell’e Crabasa. Un locale piccolo e accogliente, in pieno centro storico, in Piazza Principe di Piemonte n°2, vicino la Chiesa dello Spirito Santo. Il personale è molto accogliente e sa indirizzarvi subito su cosa scegliere. Io ho optato per gli antipasti di pesce, una serie di assaggi di pesce freschissimo tra i quali mi ha complito l’ombrina con cipolla caramellata, uvetta e pinoli e l’insalata di calamari, carciofi e bottarga.

La bottarga di muggine è il prodotto tipico di Cabras e qui si trova facilmente quello di produzione artigianale. Il sapore è decisamente più deciso rispetto a quella che si trova nei supermercati…

Pappardelle di pesce con bottarga.

Mia sorella ha scelto una carbonara di mare: fatta con uova di muggine, bottarga e muggine affumicato, davvero sfiziosa! Io ho invece scelto delle pappardelle con pesce spada, zucchine e bottarga (foto) che ho trovato molto sfiziose. Ottimo abbinamento il vino Is Arutas, un vermentino di Sardegna dal gusto decisamente sapido della Cantina sociale della Vernaccia di Oristano.

Nota bene: le dosi sono piuttosto importanti pertanto scegliete attentamente quello che volete mangiare. Come ci ha detto la cameriera “è difficile che arriverete al secondo”, e in effetti così è stato… Prezzi nella media.

Dove comprare la bottarga a Cabras? Vi consiglio la Pescheria Regina, su Corso Italia 133 oppure:

  • Bottarga Di Muggine Di Spanu Giovanni & C. Snc, Via Giosuè Carducci, 20, Cabras
  • Bottarga e affumicati gusti pregiati – Tharros Pesca, Corso Italia, 64, Cabras
  • Oro di Cabras – Bottarga – Dei f.lli Manca dal 1930, Via Gaetano Cima, 5, Cabras

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l'attività di blogger con "Un sardo a Parigi" e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell'Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola, il suo paesaggio, la sua storia e le sue tradizioni. Oltre alle diverse esperienze da vivere, in tutte le stagioni.

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