Oggi vi racconto la storia di Carlo Duilio Viti, mio coetaneo e Sindaco di Sant’Antonio di Gallura, un piccolo e poco conosciuto paese nel nord-est della Sardegna. La rubrica Storie di Sardi oggi parla di una storia diversa delle altre ma altrettanto interessante.

Sant’Antonio è un paese di circa 1550 abitanti, si trova a circa 20 minuti da Arzachena e la Costa Smeralda ed è proprio quest’ultima ad offrire oggi il sostentamento maggiore di questo piccolo paese. Erano diversi anni che non mi fermavo in questo paese e ho trovato un bel borgo della Gallura con antiche abitazioni in granito, una piazza centrale ben tenuta e un paesaggio rurale circostante molto affascinante. Se passate da queste parti fermatevi a fare una passeggiata.

In fondo, anche Sant’Antonio vorrebbe valorizzarsi di più da un punto di vista turistico. Da alcuni anni lo sta facendo soprattutto sul vicino Lago del Liscia dove ora si trovano due strutture ricettive immerse nel verde. Anche il settore del vino è cresciuto: Sant’Antonio può vantare due cantine che producono vini sempre più conosciuti.

sant antonio gallura

Carlo ha poco più di 30 anni e due anni fa ha scelto di candidarsi per dare il suo contributo alla crescita del suo paese.
Conosco Carlo da quando frequentavamo lo stesso liceo a Tempio Pausania. Ammetto che fa uno strano effetto ritrovarselo dopo anni a fare il sindaco, aldilà di una scrivania con le bandiere istituzionali.
Certe persone ci sorprendono per le scelte coraggiose che fanno.
Non è scontato, in particolar modo per un giovane, decidere di impegnarsi in un’amministrazione comunale  In un piccolo paese, poi, davvero ci metti la faccia e non puoi sbagliare. Il giudizio dei cittadini diventa facilmente un passaparola e l’unica strada è fare politica seriamente.

Possiamo dire che proprio la politica è uno di quei settori che oggi ci appare come un mondo pieno di arrivisti e fannulloni. Pretendiamo che la politica risolva tutti i nostri problemi e perdiamo tutte le speranze in essa. Siamo scettici sul fatto che ci siano politici realmente interessati al bene comune ed impegnati a migliorare la vita dei cittadini.
Anche il senso civico e l’impegno politico dei cittadini si è ridotto notevolmente. Sembra che negli ultimi anni abbiamo delegato ai politici ogni impegno attivo come se fosse una cosa che non ci riguardasse.
C’è da dire, però, che ancora oggi c’è chi crede nella politica, quella sana e attenta alla gente, che si impegna con amore al proprio paese e alle persone che ci vivono.

Anche in Sardegna. C’è chi va alla ricerca di finanziamenti, chi porta avanti nuove idee e promuove l’innovazione, chi cerca di fare del suo meglio per far crescere il proprio territorio e garantire i diritti di grandi e piccoli.
Non è forse da questo desiderio che dovrebbe partire ogni impegno politico?

carlo viti

Carlo mi ha raccontato che ha sempre appartenuto alle realtà associative del paese e tutto il suo impegno è oggi un arricchimento personale. Tutto nasce dal desiderio di dare supporto alla comunità. Amministrare un piccolo comune non è solo far quadrare i conti ma anche la ricerca di bandi per poter avere finanziamenti. “Cerco di fare al meglio quello che mi riesce, amministrando il mio comune impegnandomi nel migliore dei modi, pur nelle difficoltà“.

Fortunatamente, ci sono già diversi traguardi di cui Carlo può andar fiero. Dai fondi della Comunità Europea per la Diga del Liscia, alla creazione di sentieri per le chiese campestri e il completamento del museo cittadino.

Ho voluto capire cosa ci fosse dietro all’impegno di Carlo, ecco le domande che gli ho rivolto.

 

Ciao Carlo, quando hai iniziato a pensare di candidarti come sindaco?
Ciao Daniele, è bello ritrovarsi a chiacchierare assieme dopo gli anni del liceo. Anni belli e spensierati, per certi versi. Una spensieratezza che col tempo lascia spazio ad altri pensieri, soprattutto quando le responsabilità della vita tentano di prendere il sopravvento. Ma è importante non perdere mai quel pizzico di leggerezza per affrontare al meglio la vita, soprattutto quando si decide di farsi carico anche dei problemi di una intera comunità come fa un sindaco, come dici bene tu in premessa.
La mia candidatura è stata un percorso. Ho sempre amato molto la mia comunità, un po’ meno la politica alla quale mi sono comunque sempre interessato ma, lo ammetto, con un po’ di distacco. Ho iniziato il mio impegno pubblico molto giovane. Già prima dei vent’anni facevo parte di numerose realtà associative della comunità di Sant’Antonio e a 23 anni ero presidente della Pro Loco e forse è proprio in quel momento che sono state poste le basi alla mia futura candidatura. Con gli studi in Scienze Politiche, questa possibilità ha iniziato a prendere corpo. E nel 2014, col sostegno degli amici e dei conoscenti, abbiamo iniziato a ragionare sul futuro di Sant’Antonio, costruendo assieme all’intera comunità il programma elettorale che nel maggio del 2015 ci ha portato a vincere le elezioni.

E i tuoi genitori cosa pensano di questo tuo impegno politico?
Mio padre è stato impegnato in politica per anni, ricoprendo anche l’incarico di Vicesindaco sul finire degli anni ’80. Credo sarebbe stato felice di sapere del mio impegno per Sant’Antonio.
Mia madre ha visto il mio entusiasmo ed è felice per me, ma ha provato a mettermi in guardia dagli aspetti meno entusiasmanti dell’impegno politico vissuto in una piccola comunità come la nostra, conoscendone bene gli aspetti, anche perché aveva vissuto l’esperienza politica mio padre appunto. Ma tutto sommato credo sia molto felice di questo impegno.

Che desideri hai per il futuro di Sant’Antonio di Gallura?
Vorrei vedere crescere il benessere generale della comunità. Guardare domani a Sant’Antonio e vedere una comunità più felice, più serena, più coesa. Questo desiderio è un augurio per Sant’Antonio e non solo.

Qual è il primo obiettivo che hai voluto raggiungere in questi mesi?
Si è puntato su un lavoro a tutto tondo con obbiettivi a breve, medio e lungo termine su aspetti che abbiamo ritenuto prioritari per la comunità. La pianificazione è difficile quando si lavora sull’emergenza. Ma abbiamo sempre in mente il nostro programma elettorale e lo stiamo portando avanti con grande determinazione. Anche se spesso i tempi della Pubblica Amministrazione sono molto lunghi, molti temi sono stati affrontati con tempestività ed hanno avuto risposte pronte ad esempio importanti interventi di riqualificazione urbana, il completamento del centro sociale; la sistemazione degli ingressi del centro abitato; Sicurezza stradale con le nuove segnaletiche e il riordino della viabilità urbana; abbiamo importanti novità anche in agro, il reperimento di fondi regionali, nazionali e comunitari. Il sostegno al reddito delle famiglie con un importante abbattimento della tassa sui rifiuti; l’edilizia scolastica con la ristrutturazione integrale degli edifici scolastici dei tre gradi d’istruzione. E tante altre cose, ma non voglio annoiarti.

Nel contesto gallurese come vedi i giovani di oggi e il loro sguardo verso la politica?
Ci sono giovani meravigliosi. C’è da una parte un grande e generalizzato disinteresse nei confronti della politica, e questo si percepisce anche nella nostra Gallura. Accompagnato da un generalizzato accanimento nei confronti dei politici che spesso ci hanno deluso. Ma l’impegno politico più prossimo ai cittadini come quello di un sindaco, di un assessore o di un consigliere comunale viene ancora apprezzato e valorizzato anche se troppo spesso ti espone a grandi rischi e non ne viene riconosciuta l’importanza dalle alte sfere della politica, troppe azioni vessatorie vengono poste in essere con noncuranza da chi ci governa, esponendoci ai rischi di chi deve dare risposte importanti ai cittadini e si trova a lavorare a “mani nude”. Credo che questo sia uno degli aspetti che allontana i giovani, ma non solo dall’amministrare la “cosa pubblica”.

 

Grazie Carlo!

 

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About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l'attività di blogger con "Un sardo a Parigi" e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell'Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola, il suo paesaggio, la sua storia e le sue tradizioni. Oltre alle diverse esperienze da vivere, in tutte le stagioni.

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