Per la prima volta in vita mia ho provato l’esperienza di visitare una città in ape calessino. Anche ad Olbia è possibile visitare la città, i suoi monumenti e i suoi siti archeologici con questo simpatico mezzo.

Olbia è cresciuta molto negli ultimi vent’anni ma è una città che ha origini molto antiche. I suoi siti archeologici testimoniano la presenza di un’importante civiltà nuragica durante l’età del bronzo e l’esistenza di una città nata con i punici e che si sviluppò con i romani fino al medioevo e ai tempi più moderni. Di tutte queste epoche rimangono oggi diverse testimonianze.

san paolo olbia

Olbia, Chiesa di San Paolo

Caratteristica del territorio di Olbia è che i siti archeologici sono sparsi su tutto il territorio, quindi, muoversi in ape calessino può rappresentare una soluzione comoda e divertente per visitarli tutti in una sola volta senza dover pensare al traffico cittadino, cercare parcheggio o aspettare che passi l’autobus.

Grazie al portale Escursì – Escursioni in Sardegna ho potuto provare questa nuova esperienza di visita facendo il turista proprio nella città in cui vivo. Vi svelo che ho avuto modo di vedere anche luoghi che non avevo ancora visto, percorrendo anche strade sconosciute, in particolare nel centro storico. Ho ammirato scorci della città e panorami insoliti in un bel clima primaverile che mi regalato un bel sabato pomeriggio di aprile. Chi mi ha seguito su Instagram avrà visto quante foto mi sono divertito a scattare  durante questa escursione!

Il tour è iniziato in tarda mattinata ed è durato 2 ore e mezza circa. L’ape calessino parte dal Molo Brin, a poca distanza dal centro storico e dal Porto Isola Bianca, proprio accanto al parcheggio dove è possibile lasciare la propria auto o moto.

Dovendo visitare diversi siti archeologici abbiamo attraversato un po’ tutta la città. Il viaggio è stato molto comodo, direi anche rilassante e non ho sofferto né il caldo né il freddo. L’ape calessino offre la giusta ventata di freschezza ideale durante la stagione estiva… 🙂

L’ape calessino porta in giro i propri ospiti attraverso tutti i più importanti siti archeologici della città di Olbia. Ad ogni monumento ci si ferma per avvicinarsi ai ruderi, leggere i pannelli o le proprie guide, fare qualche foto. L’autista è disponibile a lasciarvi il giusto tempo per ammirare il sito archeologico.

La prima tappa del tour è stata il sito archeologico del Pozzo Sacro Sa Testa, un importante sito archeologico che si trova  in vicinanza del Porto Industriale e della strada che da Olbia porta a Pittulongu e le sue bellissime spiagge. In vicinanza di un centro commerciale si trova l’ingresso al sito archeologico, opportunamente segnalato, ed è lì che si è fermata l’ape. Il sentiero è arricchito da alcuni pannelli didascalici che mostrano i nomi botanici delle diverse piante caratteristiche della Sardegna. Dopo due minuti arriverete al Pozzo.

pozzo sacro olbia

Pozzo Sacro Sa Testa, Olbia

In primavera il verde circostante e i fiori spontanei contribuiscono a rendere il sentiero e l’inserimento paesaggistico di questo monumento in questo angolo di macchia mediterranea ancora più affascinante.

Il Pozzo sacro risale all’età nuragica (fine dell’età del Bronzo) e rappresenta una delle testimonianze più significative di questa cultura sia per l’importanza che i nuragici davano al culto dell’acqua sia per l’architettura in pietra che rappresentano queste importanti costruzioni. Si tratta infatti di ambienti coperti che raccoglievano le acque sorgive, caratterizzati da un ingresso a forma trapezoidale con scala decrescente, realizzati grazie alla sovrapposizione di blocchi di pietra rifiniti con un’incredibile precisione e ad un’attento studio del peso dell’intera struttura. Attorno al pozzo vero e proprio una struttura muraria circolare ospitava dei sedili quasi sicuramente impiegati durante i riti.

In Sardegna sono ben pochi i pozzi sacri e quello di Olbia rimane una delle testimonianze più significative e meglio conservate.

La seconda tappa del tour in ape calessino è stato l’Acquedotto Romano e la Cisterna Romana, forse uno dei monumenti meno conosciuti da turisti a Olbia (anche per la sua localizzazione vicino alla zona industriale) ma che degna una visita in quanto si tratta di una delle testimonianze più importanti della storia romana di Olbia. A partire da 200 anni prima di Cristo fino a VI secolo d.C. Olbia conquistò un ruolo strategico dal punto di vista economico e militare per la sua posizione poco distante dalle coste laziali. L’acquedotto rappresenta una delle infrastrutture più significative di quel periodo, testimonianza della bravura architettonica dei romani. L’acquedotto , infatti, consentiva l’approvvigionamento d’acqua dal vicino Monte Cabu Abbas (il nome stesso identifica la presenza di ricche sorgenti d’acqua) al centro della città.

Oggi si sono conservate poche arcate ma si possono ancora a capire le modalità di costruzione i in mattoni rossi per gli archi e blocchi di pietra uniti a malta per la restante struttura. Vicino all’acquedotto si trova la Cisterna, un ambiente a volte adibito alla conservazione di acqua piovana, anch’essa importante testimonianza architettonica del periodo romano.

acquedotto romano

Acquedotto Romano

Successivamente ci siamo spostati verso il centro storico. Dapprima abbiamo fatto sosta alla Basilica di San Simplicio, un’affascinante Chiesa del periodo romanico interamente in granito le cui origini risalgono a tre periodi costruttivi che vanno dall’XI secolo fino al XII secolo. Si trova non lontano dalla stazione ferroviaria e a mio parere rappresenta uno dei monumenti più affascinanti della città. Il romanico ha sempre il suo perché, forse per la semplicità delle sue architetture ma anche per i segni e richiami morali che racchiudono le sue decorazioni.

san simplicio

Piazza San Simplicio

Attraverso le viuzze del centro storico ci siamo diretti verso la Basilica di San Paolo, quarta tappa dell’escursione (prima foto del post). Nota per la sua cupola decorata con maioliche, è anch’essa una delle chiese più importanti della città. La Basilica risale al XIV-XIV secolo ma l’aspetto attuale soffrire di interventi eseguiti nel Seicento e nel Novecento. È’ al 1939 che risalgono infatti gli ampliamenti e gli affreschi dell’interno oltre che le maioliche della cupola che sono diventate un simbolo della città.

 

Che bello gironzolare qua e là in ape calesse! Mi sono sentito come una persona importante scarrozzata qua e là semplicemente perché stavo vedendo Olbia da un altro punto di vista.

Fatte le foto anche alla Chiesa di San Paolo eccoci in viaggio verso la quinta tappa del tour: il Castello di Pedres. Si tratta di un castello arroccato su una piccola altura rocciosa, a pochi chilometri dall’aeroporto di Olbia, risalente al XIV secolo e realizzato per esigenze difensive.

Questa tappa è stata quella che mi ha colpito di più. Sarà perché non avevo mai visitato questo sito archeologico, sarà perché le il castello offre un affascinante panorama a 360 gradi su Olbia e il territorio circostante che in primavera è ancora più bello grazie alle distese di campi verde Irlanda e i fiori che qua e là colorano il paesaggio.

Castello di Pedres

Per raggiungere il castello occorre arrivare in località Casteddu e compiere una piccola escursione di circa 300 m per risalire le pendici del piccolo colle sul quale si trova. Attorno ad esso si trovano affascinanti uliveti e rocce granitiche multiformi.

La salita al castello è un’immersione nel verde che ad un certo punto vi aprirà ad un panorama mozzafiato, così come potete vedere nel video realizzato live su Facebook che vi riporto.

 

Il castello oggi presenta i resti di un’antica intanto muraria una torre, e due ambienti chiusi. Una volta arrivati in cima troverete un ambiente coperto e una roccia concava. Il corpo principale del castello è costituito da una torre di avvistamento e un edificio rettangolare, un tempo coperto con volte a crociera di cui oggi permangono i peducci laterali delle vele. Questa struttura offre oggi una bellissimo panorama.

 

tomba dei giganti olbia

Tomba dei giganti Su Mont’e e S’Abe, Olbia

Infine ci siamo avvicinati alla Tomba dei Giganti Su Mont’e e S’Abe, un sito archeologico di età nuragica che rappresenta un’antica sepoltura comune. La caratteristica di queste costruzioni è che la loro architettura è uguale per tutti. In Gallura, in particolare se ne trovano numerose sparse in tutto il territorio. Si tratta di una struttura longitudinale costituita da un corpo centrale in grossi blocchi di granito chiuso in sommità da lastroni paralleli. Su uno dei lati corti veniva costruita una esedra con lastroni verticali disposti uno affianco all’altro. Al centro una grossa stele rappresentava una sorta di portone, una via di accesso all’aldilà. È nella cavità inferiore della stele maggiore che venivano deposte oggetti e offerte per i defunti. Non è da escludersi che in questi luoghi venissero svolti anche riti funerari e di culto.

Il tour in ape calessino si è concluso con il rientro al Molo Brin passando per l’aeroporto e il quartiere della Chiesa Sacra Famiglia e il lungomare Via Redipuglia. Lasciati alle nostre spalle i campi di margherite gialle, gli uliveti e gli asfodeli in fiore del Castello di Pedres che avevano catturato i miei occhi ci siamo immersi nel traffico cittadino.

 

Olbia vista dall ape

Che bello per una volta aver potuto visitare Olbia come un turista! Questo tour in ape calessino mi ha davvero divertito e in una sola volta ho avuto modo di visitare i più importanti siti archeologici della città!

Sono rimasto molto colpito da questa esperienza outdoor non solo per la simpatia e l’accoglienza dell’autista ma anche perché attraverso questo semplice mezzo ho potuto visitare monumenti di epoche diverse, dall’età nuragica a quella romana fino al medioevo.

Ho fatto il tour in compagnia di Alessio, un giovane olbiese che poco più di un anno fa ha deciso di buttarsi in questa nuova avventura insieme alla moglie, anche lei autista. Decisamente simpatica l’idea di indossare l’abito sardo e della musica nostrana, dettagli un po’ folkloristici che piacciono molto ai turisti. Penso che Olbia, per la sua conformazione urbanistica e la localizzazione dei suoi siti archeologici sia molto adatta ad un tour in ape calessino.

Ricapitolando il Tour Archeologico comprende: la visita al Pozzo Sacro Sa Testa , all’Acquedotto Romano e la Cisterna Romana, la Basilica di San Simplicio, la Chiesa di San Paolo e il Centro Storico, il Castello di Pedres e la Tomba dei Giganti Su Mont’e e S’Abe. L’ingresso nei siti archeologici è compreso nel prezzo. È possibile prenotare il tour dalle 8.30 alle 20.00 circa sulla base delle proprie esigenze. Non è necessario nessun abbigliamento particolare ma solo scarpe comode e tanta voglia di divertirsi e scoprire la città!

Consiglierei a chiunque di fare un tour archeologico in ape calessino a Olbia, un modo differente di visitare la città, ammirarne il paesaggio, conoscere la storia e divertirsi.

Anche voi volete provare questa particolare esperienza outdoor? Andate sul sito di Escursì e prenotate il vostro tour.

 

In fondo al post trovate le foto di tutto il tour in ape calessino a Olbia.

Se ti interessa scoprire di più della storia di Olbia, al Molo Brin c’è anche il Museo Archeologico dove sono conservate alcune navi di epoca romana – una delle poche testimonianze in legno imbibito arrivate ai giorni nostri – oltre ad altri reperti di diversa epoca che raccontano la storia della città. Il Museo ospita anche mostre temporanee.

Inoltre, sotto la Basilica di San Simplicio è possibile visitare i resti della necropoli punica un sito archeologico aperto di recente al pubblico con i seguenti orari il lunedì e il giovedì 10:00-13:00, il mercoledì, il venerdì e il sabato 17:00-20:00, martedì e domenica chiuso. Sempre all’età punica risalgono i resti delle mura presenti vicino a Via Acquedotto a pochi passi da Piazza Mercato.

 

 

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l'attività di blogger con "Un sardo a Parigi" e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell'Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola, il suo panorama, la sua storia e le sue tradizioni. In tutte le stagioni.

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