Sono tornato nel ad Aggius, nel  nord-est della Sardegna, nel cuore della Gallura più autentica. Tempo fa vi avevo parlato del Museo Etnografico e del Museo del Banditismo due piccoli  musei che raccontano le tradizioni e la vita contadina e artigiana di questo borgo e del territorio nonché la storia del banditismo sardo.

Aggius mi ha sempre colpito per aver saputo creare un punto di attrazione turistica nel cuore dell’Alta Gallura, valorizzando il proprio centro storico, oltre che il paesaggio, creando piccoli e significativi musei, attraendo artisti pur essendo un piccolo paese.

maria lai meoc

Una delle opere di Maria Lai al MEOC

La street art che valorizza il Borgo. Il Borgo che valorizza la street art.

Il borgo di Aggius ha voluto investire sull’arte: per questo motivo il nuovo Museo AAAperto, che verrà inaugurato il 9 giugno (e non il 26 maggio come precedentemente comunicato), sarà un Museo dedicato all’arte contemporanea allestito proprio per le vie del centro storico. Sarà quindi possibile apprezzare opere d’arte, graffiti, dipinti su porte e saracinesche sparse qua e là per il borgo.

Un telaio di Maria Lai per le strade del borgo

Ricordo che per le vie del centro storico sono già presenti i telai di Maria Lai, una famosa artista sarda la cui arte aveva al centro proprio la tessitura; è lei che qui ad Aggius ha lasciato numerose opere*. Telai, opere ricamate e capretti realizzati da Lai, sono esposti nelle diverse stanza del Museo Etnografico dove gli antichi strumenti della tessitura dialogano con le installazioni dell’artista. Era il 2008 quando Maria Lai realizzò ad Aggius “Essere è tessere”, una serie di installazioni con musica, proiezioni, tessitura e poesia durante la quale vennero coinvolti gli abitanti e i visitatori di Aggius.

Potremmo dire che fu l’occasione in cui la tessitura tradizionale del tappeto Agnese venne in qualche modo trasformata in arte del tessere affidandole un senso più profondo ed esistenziale così come concepita da Maria Lai stessa. Un momento in cui il paese si avvicinò ulteriormente all’arte contemporanea nelle sue diverse forme.

A dieci anni da questo evento il nuovo museo en plein air vuole essere un omaggio all’artista, un percorso che ripercorrerà le tappe dell’evento del 2008 con la valorizzazione dei suoi celebri “telai”.

“Questo dovrebbe fare l’arte: farci sentire più uniti” Maria Lai

Girando per le vie di Aggius potrete ammirare numerosi telai dell’artista che presto verranno accompagnati da alcune fotografiche di 14 importanti fotografi da tutta Italia per celebrare il tappeto e la tessitura e il ruolo della donna “tessitrice”. Coinvolti nella mostra fotografica permanente “Dove c’è un filo c’è una traccia” i fotografi Dario Coletti, Luigi Corda,Marco Navone, Chiara Cordeschi, Gianni Olivari, Francesca Corriga, Stefano Pia, Tiziano Demuro, Matteo Pispisa, Benedetta Falugi, Mario Saragato, Fausto Ligios, Serena Vittorini, Paolo Meloni e Silvia Zoroddu.

murales tappeto

Ma non solo. Se un giorno avrete la possibilità di visitare Aggius vi capiterà di imbattervi in alcune opere di altri artisti come Narcisa Monnni, Giovanni Campus, Zaza Calzia, Rosanna Rossi, Josephine Sassu. In questi anni Aggius ha voluto essere un piccola Montmartre della Gallura accogliendo diversi artisti locali che si sono ispirati al borgo, alla tradizione della tessitura e al paesaggio gallurese.

In occasione dell’apertura di queso nuovo museo alcune facciate delle case del centro storico sono state messe a disposizione per le opere di Tellas un giovane street artist di origine cagliaritana che con la sua arte ha vivacizzato alcuni angoli del borgo. Sapete come apprezzo la street art, specie quando essa riesce a valorizzare uno spazio urbano permettendoci di interrogarci su quel luogo.

La Sardegna non è nuova in questo genere di iniziative. Da Orgosolo a San Gavino Monreale numerosi paesi della Sardegna possono vantare di essersi aperti da decenni a questo moderno genere d’espressione artistica, spesso propagandistico, oggi per lo più motivo di valorizzazione turistico-culturale.

tellas street artist

I graffiti di Tellas sono molto conosciuti e apprezzati in tutto il mondo e nel 2014 è stato inserito dall’Huffington Post USA tra i 25 street artist più interessanti al mondo. Vuoi per i suoi colori luminosi, per i suoi motivi naturalistici e ripetitivi che a mio parere ricordano un po’ certi disegni di Escher, vuoi per la sua ispirazione al contesto rurale o urbano circostante. Come tanti street artist contemporanei Tellas interroga gli spazi urbani e rurali, i loro abitanti e l’ambiente circostante.

Che ne sarà dei borghi della Sardegna a rischio spopolamento?

A questa domanda Aggius propone da tempo la cura e il decoro del centro storico, un’offerta turistica per tutte le stagioni, il turismo slow, l’accoglienza (mi sono sentito dare un bel benvenuto semplicemente perché ero un blogger!), la promozione dell’artigianato e dell’arte, quell’arte contemporanea ma non scontata, vivace e a tratti provocatoria. Un’arte che sembra stridere con l’età delle case in granito ma che invece inizia a offrire risposte sul futuro dei nostri paesi e, forse, ce li fa amare un po’ di più.

Da diversi anni Aggius ha iniziato a tessere il tappeto più importante della sua storia dove una trama fatta di amore per alle proprie tradizioni, coscienza del proprio patrimonio e della bellezza del proprio territorio si unisce ad un ordito costituito da amore all’arte tessile del passato e attenzione a quella contemporanea dei murales e della fotografia.

Particolare di una delle opere di Tellas che mostra il paesaggio da cui trae ispirazione

Ecco quindi che una delle opere di Tellas è la continuazione del profilo delle vette granitiche che si ammirano in lontananza oppure una la riproduzione dei colori del tappeto tradizionale aggese.

Quello di AAAperto sarà un percorso, opportunamente segnalato con orme dipinte sui sampietrini delle strade, che accompagneranno i visitatori di Aggius per le vie del borgo alla scoperta delle diverse opere d’arte di questo museo a cielo aperto.

Coinvolti nell’allestimento di AAAperto gli studenti del Liceo artistico De André di Tempio Pausania che hanno realizzato la  segnaletica orizzontale, i giovani della scuola secondaria di Aggius, e l’artista Gianni Polinas che lavora a Olbia che si dedicherà all’installazione “Summer of love”.

Trovate ulteriori foto di Aggius e di questo nuovo Museo per le vie del borgo in fondo al post.

 

La nuova sezione del Museo dedicata al Coro di Aggius

C’è un altra novità nel paese di Aggius. Il Museo Etnografico Oliva Carta Cannas (MEOC), dedicato a raccontare la vita e i mestieri artigianali di una volta continua ad ampliarsi e da alcuni mesi è aperta una nuova sezione al suo coro. Il coro di Aggius è un piccolo coro maschile denominato a tasgjia (o taja) che si sincronizza grazie all’aiuto di una voce solista. Quello di Aggius è uno dei cori più antichi ed apprezzati della Sardegna, un piccolo orgoglio della Gallura che venne amato da Gabriele D’Annunzio che così scrisse:

Portatemi ad Aggius: e fatemi una capanna in un bosco di sòveri là sul Tummeu Sotza, ch’io veda il golfo e tutto il lido insino alla Maddalena, ch’io sia svegliato ogni alba dal Gallo di Gallura.  G. D’Annunzio

 

Particolarità della nuova sezione del museo è che è costituito prevalentemente da postazioni multimediali audio e video che permettono di ascoltare brani storici e nuove registrazioni del coro di Aggius (oggi sono due). Tra  queste tecnologie, una in particolare consente di analizzare singolarmente le singole voci mentre un’altra permette di consultare una libreria di brani semplicemente appoggiando un piccolo volume su una scrivania digitale. Fa piacere vedere in un piccolo museo della Gallura un interesse alla nuove tecnologie e un’intelligenza nella valorizzazione del patrimonio immateriale. Rendere fruibile e conservare i canti di un piccolo coro locale non è cosa comune.

 

Il MEOC di Aggius non è un Museo qualunque perché è un museo in continua evoluzione e dove viene dato sempre spazio ad artisti e fotografi locali. Non è per nulla scontato.

Attualmente al MEOC potrete trovare la mostra temporanea Alma Mater con le opere pittoriche di Gisella Mura, artista contemporanea profondamente ispirata alla Sardegna e ai suoi abitanti e le figure simbolo: le maschere dei Mamuthones di Mamoiada, i Giganti di Mont’e Prama e la donna sarda. Al ruolo femminile nella cultura sarda sono dedicate numerose delle sue opere.

laghetto aggius

Il laghetto del Parco di Santa Degna

Se passate da Aggius non dimenticate di visitare anche il vicino Parco di Santa Degna, un affascinante spazio verde a 100 metri dal centro del paese. Circondato dalle famose rocce granitiche con forme variegate è costituito da un laghetto artificiale e un camminamento tra lecci. Ideale per una pausa rinfrescante nel mezzo della natura.

Per i più appassionati è possibile fare escursioni nel territorio circostante e tra le rocce. Di questo e altro vi parlerò un’altra volta.

 

*mentre scrivo al Palazzo Pitti di Firenze è aperta la mostra “Maria Lai. Il filo e l’infinito”

 

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l'attività di blogger con "Un sardo a Parigi" e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell'Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola, il suo panorama, la sua storia e le sue tradizioni. In tutte le stagioni.

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