Era da tanto che volevo raccontarvi questa storia. E’ uno degli incontri più incontri più interessanti fatti in quest’anno in Sardegna. La mia isola riserva storie di imprenditoria femminile, vite poco conosciute di donne che hanno messo le mani in pasta per crearsi un lavoro o sviluppare una vera e propria attività imprenditoriale. Spesso dedicandosi ad una passione o un’idea iniziale, oppure ereditando il mestiere della propria famiglia. Quella di Cloto ne è un esempio.

Oggi vi parlo di un’azienda con 30 anni di storia appena compiuti, la storia di una famiglia, di un trapuntificio nato ad Olbia negli anni ’80 e che oggi realizza arredi di pregio e mobili di lusso.

Questa storia mi ha sempre colpito da quando ne sono venuto a conoscenza alcuni anni fa, perché è la storia di due sorelle che hanno deciso di mollare il proprio lavoro e la propria vita all’estero per prendere in mano l’azienda di famiglia. “Non è stato facile – mi  racconta Francesca Pinna, la sorella maggiore – io e mia sorella stavamo bene a Londra. Avevamo la nostra vita e il nostro lavoro sicuro e anche ben pagato. Abbiamo scelto la strada più difficile e più lunga!

famiglia pinna

Al centro mamma Paolo, a sinistra Francesca Pinna e e destra Roberta Pinna.

 

Francesca aveva iniziato la sua esperienza all’estero grazie ad un master nell’ambito dell’amministrazione d’impresa. Dopo un periodo di studio a Barcellona, si sposta a Londra per lavoro dove viene raggiunta dalla sorella Roberta che inizia a lavorare nel settore yatching.

Quando vengo a conoscenza delle Storie di Sardi che racconto sul blog mi domando sempre cosa spinga i protagonisti delle mie storie a dare una svolta alla propria vita, ad investire in un progetto imprenditoriale nell’isola, a decidere dia tornare dopo tanti anni, a seguire una passione o un’intuizione. Le sorelle Pinna non se la sono sentite di veder chiudere il Trapuntificio Paola che la loro mamma aveva messo su quando loro erano piccole e che per motivi di salute non poteva più seguire.

Hanno voluto fare questo passo: per non rischiare di veder finita l’attività dell’azienda di famiglia le due sorelle hanno lasciato il loro lavoro all’estero e ricominciato da capo la propria vita in Sardegna, ad Olbia.

 

cloto tessuti

Francesca e Roberta hanno deciso di tornare in Sardegna affrontando fin da subito una serie di problemi come riserva un’impresa da gestire in un momento di difficoltà. Che coraggio prendere questa decisione nel 2009 in piena crisi economica!

E’ stata una sfida – continua Francesca – ma nel tempo le soddisfazioni sono arrivate. Abbiamo dovuto affrontare diverse problematiche e non dare per scontato tante cose. Io stessa ho dovuto ripensare a lavorare nel trapuntificio che avevo escluso quando ero più giovane. Lo dicevo spesso a mia mamma che non avrei mai fatto il suo lavoro… e invece!

Qualcuno dice che siamo state fortunate, ma ereditare un’azienda significa impegnarsi e fare sacrifici. La passione è molto importante, non si lavora solo per i soldi ma penso che le gratificazioni arrivino con il tempo“.

laboratorio

Francesca e Roberta hanno ereditato l’azienda rilanciandola nel mercato con l’ideazione di nuovi prodotti e un nuovo marchio. “Cloto” è infatti il brand che racchiude un’idea di arredo moderno e lussuoso, di mobili originali e realizzati con materiali scelti e attenzione ai dettagli. Potremmo dire che rappresenta un po’ la rinascita del trapuntificio e dell’unione delle tre donne per produrre pezzi unici mantenendo posti di lavoro nell’artigianato nella cittadina gallurese.

E’ una tipologia di azienda alla quale molto spesso non ci si rivolge perché siamo abituati ad acquistare divani, poltrone e letti “belli e pronti” ma farsi fare un mobile su misura, personalizzato e più corrispondente alle proprie necessità e gusti, può essere un’idea per arredare la propria casa o una seconda casa in modo originale.

Il nome Cloto da deriva dalla mitologia greca, ed è quello di una delle Moire, figure che potevano tessere il  destino degli uomini.
Un’interpretazione gallurese del made in italy fatto di lavoro che si trasmette di madre in figlia, di lavoro artigianale e tanta passione.

Tra le novità di Cloto da sottolineare l’uso del sughero che da diversi anni in Sardegna è stato trasformato in un vero e proprio tessuto utilizzato per realizzare abiti ed accessori di moda e, appunto, anche mobili. Quelli realizzati da Cloto puntano su disegni originali, ricami che rendono ancora più originale e ricco di particolari il letto o il divano.

Quella di Francesca e Roberta è stata quindi anche un’attenzione alle materie prime del territorio, al sughero abbondante in Gallura, che ancora non viene così valorizzato nonostante sia un materiale naturale, ecologico e resistente.

mobili in sughero

 

 

Il target dell’azienda è oggi quello di una clientela amante del lusso e della ricercatezza, di materiali pregiati e ben abbinati tra loro. Oltre a realizzare singoli pezzi Cloto offre la propria professionista per progettare l’arredo di interni abitativi e commerciali. Cloto può vantarsi di avere uno show-room anche a Porto Cervo servendo in questo modo anche una clientela più internazionale ed esigente, e avendo la possibilità di arredare numerose viene della Costa Smeraldo.

Il Trapuntificio Paola realizza anche arredi per il settore nautico dove la scelta di materiali e design è ugualmente importante.

Oggi Cloto si è arricchita di un’ampia gamma di tessuti e di tanti accessori e complementi di arredo che completano lo studio dell’arredo di un ambiente interno.

Abbiamo molto successo con i divani – conclude Francesca – sono interamente realizzati da noi sia nella struttura che nell’imbottitura. Molti si affidano a noi nasce semplicemente per avere un’orientamento ma noi proponiamo una progettazione complessiva dell’arredo di un’abitazione.“.

 

Dove potete trovare Cloto:

Via Niger 14,
Zona Ind.le sett.6, Olbia

Via del Porto Vecchio 1
Promenade du Port
Porto Cervo

Piazzetta degli Archi 1
Porto Cervo

 

Ulteriori informazioni su Cloto.it

 

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l’attività di blogger con “Un sardo a Parigi” e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell’Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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