Nascosto tra antiche rocce granitiche, a pochi chilometri dalle spiagge della nota Costa Smeralda, si trova il piccolo paese di San Pantaleo. Noto per il suo mercatino è famoso anche come il paese degli artisti.

L’ho visitato per la prima volta questa primavera scoprendo un paese che pur nella sua piccolezza sapeva unire il fascino di un borgo gallurese di case in granito alla mondanità di café moderni e il clima culturale dato dalla presenza degli artisti. Una sorta di piccola Montartre in Gallura, così come piace definirla.

Ci sono andato nuovamente in occasione dell’Instawalk organizzato dalla community degli Igers Sassari durante una domenica autunnale. E in questa occasione che ho conosciuto di più della storia di San Pantaleo.

Si tratta infatti di un paese giovane perché parliamo della fine del 1800 quando San Pantaleo era solo una Chiesa campestre e la vicina casa per la preparazione della festa. Una piccola cussogghjia, che nel tempo è cresciuta tutto attorno alla sua Chiesa, divenuta parrocchia nel 1894, come molti paesi o piccoli villaggi del nord-est della Sardegna. Le case vennero disposte secondo linee orizzontali e costruite su unico livello secondo il modello dell’abitazione in campagna di una volta, lo stazzo.

San Pantaleo conta solo 800 abitanti ma è un fiore all’occhiello del nostro territorio perché è un paese che è riuscito a guardare sempre al futuro nutrendosi e confrontandosi con l’esterno, grazie al crescente turismo costiero.

San Pantaleo mi ha regalato una serie di emozioni che altri borghi della Sardegna non mi hanno ancora saputo dare. Nonostante fosse una piovosa giornata di autunno il mio sguardo si è fissato sugli scorci di questo piccolo paese fatto di tanti stazzi uno a fianco all’altro.

Queste case così ben ristrutturate, dove i blocchetti di granito sanno ancora di vissuto e non sono stati sostituiti da nuovi materiali come in molte ristrutturazioni di oggi… Dove una finestra celeste ci sta bene e non è invasiva. Dove la boutique fa invidiare certi quartieri delle grandi capitali europee e il bar non è da meno… Dove i cespugli fioriti e i pergolati – che poco sanno di Sardegna – danno un tocco ligure o forse amalfitano alla Sardegna di una volta.

Oggi San Pantaleo racconta la storia degli stazzi della Gallura che si è unita a quella della nascita della Costa Smeralda, alla modernità della vacanze al mare, al fascio dell’arte, alle boutique e i ristoranti ben arredati.

Forse è l’unico paese della Gallura dove è evidente l’unione tra passato e presente, tra storia e innovazione, tra territorio e costa e dove cultura e mondanità dialogano rispettandosi l’un l’altra.

Pensate che oggi la casa che un tempo ospitava la Cucina della festa di quella che fu una Chiesa Campestre è diventata la cucina di un raffinato Ristorante, “Giagoni in Piazza”. E’ qui che potete ammirare una particolare pavimentazione con piastrelle in legno di ginepro, un’originale decorazione che è stata impiegata anche all’Hotel Cala di Volpe in Costa Smeralda.

 

Il paese degli artisti

San Pantaleo è noto come il paese degli artisti. E’ qui che da diverso tempo numerosi artisti hanno scelto di soggiornare lontano dal caos delle città, immersi nella calma del paese e della bellezza della natura circostante, tra rocce granitiche, verdi sugherete ed incantevoli spiagge. Primo fra tutti Olaf Christiansen che con la moglie si innamorò di questo piccolo borgo ed è stato uno dei primi a dargli un tocco moderno e bohémien ristrutturando molte delle case.

Oggi ci sono ancora alcuni artisti per i quali San Pantaleo è una seconda casa. Pittori, scultori, artisti ceramisti e del ferro hanno qui la propria bottega o galleria e con la loro presenza offrono un volto un po’ più culturale e se vogliamo anche internazionale al paese.

vecchia abitazione

Da quando venne costruito l’Hotel Cala Di Volpe, il primo Hotel della Costa Smeralda voluto dal Principe Aga Khan, sono passati 50 anni ma ancora si respira quella voglia di cambiare un territorio, di ispirarsi ad esso per creare una nuova destinazione turistica unendo il gusto mediterraneo delle architetture ai materiali e l’artigianato locale. Granito, ginepro, ferro battuto sono alcuni dei materiali che sono stati utilizzati per realizzare gli arredi di diversi hotel di lusso.

Questa è la storia che racconta San Pantaleo. Come nella bottega Lu Fraili dove Davide Solinas continua a lavorare il ferro creando lampade ricche di dettagli ispirate ad animali, pesci e fiori. Suo padre Sebastiano aveva realizzato ben 120 testate di letto per il Cala di Volpe! E’ lui uno dei primi artisti del paese.

Gironzolate per le viuzze di San Pantaleo scuriosando tra le botteghe di Gaspare Da Brescia, Michele Greco, Nicola Filia, Magma  – F.lli Manca. Rimarrete colpiti da come un paese così piccolo sia così ricco di arte ed ispirazione e possa offrirvi un interessante spaccato di arte contemporanea.

 

Una perfetta unione con il paesaggio circostante

Quello che vi colpirà di San Pantaleo sarà senza dubbio il contesto ambientale in cui è inserito. Le rocce di San Pantaleo appartenenti al massiccio di Cugnana uno spettacolo non solo per il paesaggio che creano con il borgo stesso ma anche perché hanno le forme più bizzarre come molte delle rocce granitiche del nord della Sardegna. Rocce antiche, plasmate nei millenni dagli agenti atmosferici. I galluresi hanno sempre cercato delle somiglianze ad animali o tipi umani (la strega, il vecchio) dando  il nome a queste sculture naturali e spesso inventando racconti o creando leggente. Le rocce di San Pantaleo da qualcuno definite “un pettine” sono caratterizzate da alcune cime: Lu fraili, Sant’Andria, Balbacana (= barba bianca).

A leggere le notizie più recenti sembrerebbe anche che a San Pantaleo nascerà un Parco avventura  con percorsi di arrampicata, trekking e mountain bike. Un’occasione di promozione delle attività outdoor nell’entroterra gallurese  e di un turismo attivo fuori stagione. Forse in Gallura stiamo iniziando a capire che è possibile fare turismo anche in altre stagioni oltre che in estate. Sapeste come è bello fare delle escursioni tra le montagne sarde in primavera!

Per fortuna anche a San Pantaleo potete facilmente avere la possibilità di fare escursioni tra le rocce di Cugnana ammirando un pezzo di Gallura e il suo mare. Amanti di ferrate ed arrampicate questo posto fa per voi.

 

Di qui passò anche Roger Moore

Era il 1976 e proprio San Pantaleo e la nascente Costa Smeralda furono le locazione del decimo film di 007 La spia che mi amava. Sapevate?

Alcune scene furono girate nella strada di ingresso al paese nella piazza della Chiesa oltre che all’Hotel Cala di Volpe, la strada panoramica su Liscia Ruja e alla Spiaggia di Capriccioli dove rimase celebre la scena in cui dalle sue acque venne fuori la Lotus di Bond.

 

 

Il Mercatino di San Pantaleo

Da maggio ad ottobre ogni giovedì San Pantaleo ospita uno dei mercatini più famosi dell’isola. Se site in vacanza al mare sfruttate l’occasione per visitare il paese e comprare un souvenir. Nelle strade e nella piazza della Chiesa vengono allestite bancarelle dove è possibile trovare un po’ di tutto, oggetti di antiquariato ma anche prodotti dell’artigianato sardo, vestiario, prodotti tipici, frutta e verdura.

 

Spiagge vicino a San Pantaleo

Il paese si trova davvero a pochi minuti da bellissime spiagge. Tra queste la spiaggia di Rena Bianca, una spiaggia con sabbia bianca e un bellissimo color smeraldo. Vi ricordate che colore stupendo aveva l’acqua nelle foto che avevo condiviso sul blog?

Un po’ più in là, verso il cuore della Costa Smeraldo trovate la lunga spiaggia di Liscia Ruja che come suggerisce il nome è caratterizzata da una sabbia rossastra che contrasta con l’acqua azzurro – smeralda. Vicino alla spiaggia più luna si trova una spiaggia più piccola e diverse calette.

 

Eventi da non perdere a San Pantaleo

Magnendi in carrera: ogni anno verso la seconda metà di luglio una serata di degustazione dei piatti tradizionali per le strade del paese, con salumi e formaggi di produttori locali, gnocchi fatti a mano al sugo di cinghiale, mazza frissa, casciu furriatu, dolci tipici e tanto altro.

Festival del Folklore: Dovete sapere che anche San Pantaleo ha il suo gruppo Folk e a inizio settembre organizza un festival con la partecipazione di gruppi folk da diverse zone dell’isola, mercatini di artigianato e grandi artisti musicali.

 

Come arrivare a San Pantaleo

Proveniendo da Olbia prendere la strada SS 125 per Arzachena per poi prendere la SP 73 verso Portisco. Invece di svoltare a destra per Portisco continua sulla strada e dopo pochi minuti arriverete a San Pantaleo che apparirà all’improvviso dopo l’ultima curva. La strada ha anche una bella vista panoramica sul mare. San Pantaleo dista da Olbia circa 25 minuti in periodo di bassa stagione turistica.

 

Se siete curiosi di vedere qualche immagine in più di San Pantaleo e dell’Instawalk al quale ho partecipato guardate la galleria in fondo al post oppure cercate l’hashtag #WalkiingInSanPantaleo sui social! 

 

 

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l’attività di blogger con “Un sardo a Parigi” e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell’Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

Leave a Comment