Devo dire che sono rimasto molto colpito. Quella che si è svolta giovedì 31 Agosto a Olbia è stata davvero una bella serata. Non è stato solo un successo in termini di pubblico, perché di eventi ai quali partecipa tanta gente in città ormai ce ne sono diversi. Mi riferisco alla tipologia di evento e alle sue potenzialità. È stata la serata delle prime volte: la prima volta che un parcheggio diventa la location principale di un evento; la prima volta in cui la stazione ferroviaria di Olbia è stata collegata con piazza San Simplicio, la prima volta che sulla facciata di questa chiesa sono state proiettate delle immagini in videomapping. E forse anche la prima volta in cui un autobus del servizio pubblico è diventato una piccola galleria d’arte.

Quindi complimenti agli organizzatori. Perché non solo hanno richiamato un grande pubblico di giovani ed adulti, ma perché hanno inventato qualcosa di nuovo ad Olbia, dove spesso è facile scoraggiarsi nel fare qualcosa e lasciare tutto al lamento. Non si è trattato della solita sagra della stagione o del concerto con l’artista del momento ma di un evento in cui era chiara la volontà di far riappropriare ai cittadini i propri spazi.

 

piazza amucano murale

 

Kisthos è stato organizzato dai giovani di Punkomat Project (autore dei contenuti video, della comunicazione e del mapping 3d) con la collaborazione di Dodify, SP Design, Olbia Experience, Sonos e Confcommercio.

Obiettivo dell’evento era proprio rivitalizzare la città, riconquistare spazi creando “inneschi urbani” ovvero “innescare le idee e la creatività, per generare bellezza al servizio della nostra città” così come dichiarato dagli organizzatori. Un bellissimo obiettivo che sento di voler sostenere.

Il nome dell’evento, Kisthos deriva dal nome greco per il cisto, una pianta che se con la sua resina accelera gli incendi, dall’altra è anche la prima a rinascere con tutta la sua forza. Ecco quindi che Kisthos ha voluto richiamare i cittadini alla resilienza, ovvero la resistenza alle difficoltà. Ha chiamato  i giovani creativi per resistere alla resa e promuovere la riuscita culturale di Olbia, tanto auspicata e forse oggi piano piano in via di sviluppo.

L’evento richiamava anche alla tematica degli incendi, purtroppo ancora una piaga che sta distruggendo la nostra isola ogni anno. Per questo motivo Corso Umberto ospitava una fila di querce da sughero incendiate che si tramutano in alberi colorati. Un’altra similitudine per affermare il desiderio di rinascita.

alberi bruciati

 

L’evento ha puntato sulla street art richiamando writer locali e non solo che hanno dato colore a luoghi poco valorizzati. Una piazza che si potrebbe definire insignificante è stata trasformata in una piazza piena di arte e di vita coinvolgendo giovani band musicali, birrai artigianali e i sempre più diffusi furgoncini di street food sardo tra cui La Pecora Nera, Sardovan – Local Street Food, BeerBeghe, S’Abe Sardinia Street Food. C’è pure chi davanti alla pioggia non si è fermato e ha preso a noleggio la biciclette per fare una pedalata in centro città!

Un’occasione per far riscoprire agli olbiesi la propria città, colorando le strade del centro e unendo, almeno per una notte, il centro della città ovvero Corso Umberto e Piazza San Simplicio.

 

street art kisthos

 

Piazza Amucano era bellissima. Mi ha ricordato certi ambienti londinesi dove è possibile bere un aperitivo con gli amici dopo il lavoro. La piazza è un parcheggio ma per l’occasione è stata vivacizzata l’intervento di artisti locali e il lombardo Mr.Wany che ha realizzato un’opera a tema che è diventata la scenografia principale della serata: una fenice che risorge grazie all’aiuto di Dumbo. Ero talmente contento che ci fosse una nuova opera di street art nel centro di Olbia che sono corso a scuriosare il lavoro dell’artista il giorno prima. Di seguito vi lascio una foto e il video realizzato dal staff di Kisthos.

mr wanys olbia

 

kisthos allestimento

 

Un allestimento molto carino che esprimeva la volontà di riappropriarsi di alcuni spazi della città spesso poco valorizzati anche per la semplice movida a favore di molti bar o locali, anche in periferia.

 

E poi c’è stato anche il videomapping. Per una notte San Simplicio ha fatto da schermo ad uno spettacolo di luci ed immagini. Penso che sia stata la prima volta che il videomapping sia stato fatto ad Olbia. Sulla facciata della Basilica sono state proiettate immagini riguardanti la costruzione della chiesa o il suo interno ma anche immagini più fantasiose che permettevano di “entrare” dentro la chiesa. La parte più bella dello spettacolo è stata però la proiezione dei disegni dei bambini: un album colorato delle interpretazioni fatte dai bambini della città. A volte basta davvero poco per valorizzare i propri monumenti e vivere gli spazi della propria città!

 

san simplicio videomapping

Pensate che pure un autobus dell’ASPO è stato usato come galleria d’arte. Vicino a San Simplicio erano esposte le opere di Luca Mura, un artista locale che realizza quadri con frammenti di ceramiche.


autobus aspo

 

C’è da dire che l’evento era alla sua prima edizione per cui c’è sempre da migliorare (il videomapping può essere sviluppato ancora meglio magari mostrando la storia della Basilica, si possono aumentare le installazioni artistiche, etc) ma la prima edizione promette molto bene per il futuro. Direi che è da premiare l’impegno di un gruppo di giovani che hanno deciso di lavorare assieme per una serata di “risveglio urbano”!

Posso dire che quella sera Olbia era proprio come l’ho desiderata in questi mesi: colorata, viva, giovane. Un momento per vivere il centro della città in modo diverso, ammirare la street art e godere dello street food locale.

Come ho scritto sui social si può #VivereOlbia in modo diverso, e qualcuno ha iniziato a farlo. 

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l'attività di blogger con "Un sardo a Parigi" e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell'Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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