Era durante una delle gite scolastiche durante le elementari che visitai per la prima volta la Casa natale di Grazia Deledda. A noi bambini ci piacque molto, forse perché ricostruiva gli ambienti della vita di una volta, forse perché ci ricordava i nostri nonni. “Chissà l’aia puru minnanna!” (Quello ce lo aveva pure nonna!, in dialetto gallurese) è un’esclamazione che spesso esce dalle bocche dei bambini sardi che in visita alle dimore storiche o ai musei etnografici trovano oggetti e strumenti che venivano usati fino a poco tempo fa dai nostri nonni.

 

Così è la visita al Museo Deleddiano, Casa Natale di Grazia Deledda, a Nuoro, una signorile abitazione a pochi passi dal centro della città, nel quartiere San Pietro. Un edificio a tre piani dove la Deledda nacque e visse fino al matrimonio. Un viaggio nella quotidianità di circa di 100 anni, là dove nacque e si formò la scrittrice.

Le stanze conservano gli arredi originali insieme ad oggetti della vita quotidiana di un tempo, erbe aromatiche e alimenti compresi, che rendono l’ambiente ancora più familiare e accogliente. Qua e là qualche documento e citazione presa dai suoi romanzi accompagna il visitatore all’interno della vita della scrittrice, come a far respirare l’aria in cui è cresciuta. Documenti e oggetti di suo uso permettono di capire il suo rapporto con la sua città natale.

 

Il Museo non è una semplice esposizione di oggetti ma racconta anche la vita della Deledda e la premiazione del Nobel. Ricordiamolo: questa donna nata in un paese dell’interno della Sardegna è l’unica in Italia ad aver ricevuto un premio Nobel per la letteratura. Sfidando i pregiudizi, la cultura di un tempo e anche la “chiusura” mentale della Sardegna di una volta Grazia Deledda è riuscita a diventare una scrittrice; una letterata dell’inizio del XX secolo amata e criticata in tutto il mondo. Riuscendo così portare fuori dalla Sardegna, la Sardegna stessa, il suo paesaggio e la sua cultura.

Penso si possa dire che oggi Nuoro ami molto la Deledda più di quando sia vissuta (all’epoca molti lavori intellettuali non erano ben visti per le donne). Certo, c’è l’orgoglio per aver dato i natali ad una scrittrice di riconoscimento internazionale. Sue citazioni si trovano qua e là, come ad esempio quella sul Monte Ortobene che ho visitato durante il mio soggiorno nella cittadina.

 

 

In tutto sono dieci stanze. Si inizia dal piano terra, dove le prime sale raccontano la società nuorese di fine Ottocento e gli avvenimenti più importanti della vita della scrittrice.

Colpisce l’accogliente ambiente della cucina, ricostruita seguendo la descrizione che la Deledda ne fa nel romanzo Cosima, si accede ad un piccolo cortile dove un tempo dovevano esserci l’orto e un po’ di animali. Si respira un clima domestico di circa un secolo fa che appare però molto familiare. Merito di un allestimento fedele fatto di cura dei dettagli tanto che vi sono presenti alimenti freschi come formaggi e pane carasau.

A metà del percorso, affacciata sulle scale interne dell’abitazione, la dispensa è un ambiente che affascina molto per la ricchezza di materie prime, erbe, cereali, frutta secca, e altri alimenti che costituivano l’alimentazione di un tempo. Tessuti di lana e lino accompagnano l’esposizione, venivano utilizzati per la preparazione del pane.

 

Le altre cinque sale sono dedicate più dettagliatamente alla scrittrice, a partire dalle vetrine contenenti la medaglia del Premio Nobel ed alcune immagini e brevi proiezioni della premiazione.

 

Una sala è dedicata a Nuoro, definita l’Atene dei Sardi in quanto negli ultimi due secoli in questa città c’è stata una sorta di risveglio culturale frutto di un’affermazione orgogliosa e collettiva della cultura sarda. Qui sono esposte alcune opere di artisti nuoresi coevi alla Deledda come Francesco Ciusa, Sebastiano Satta, Pasquale Dessanay.

La camera della scrittrice è anch’essa ispirata alle descrizioni di certi romanzi. Un letto, una libreria e uno scrittorio. Tutto ciò che componeva la vita della scrittrice. Nella stanza che un tempo apparteneva ai fratelli di Grazia, invece, è ora presente una raccolta di documenti, foto, oggetti personali, lettere.

 

Le ultime sale sono dedicate al periodo romano con la presenza dei mobili originali dello studio datati al 1913.

 

Se quindi anche voi volete scoprire la vita di Grazie Deledda e il suo contesto non mancate di visitare la sua Casa Natale. E con l’occasione magari pensate di leggere qualche suo libro per capire di più qualcosa della Sardegna e dei sardi.

A Nuoro, inoltre, c’è tanto da vedere come il Museo Etnografico Sardo (Museo del Costume), di cui vi avevo parlato qualche mese fa, e il MAN, il Museo d’Arte Provincia di Nuoro, un prestigioso museo che organizza mostre di arte contemporanea e fotografia con artisti da tutto il mondo.

 

Dove si trova il Museo

Il Museo è sito in Via Grazia Deledda 42 (ingresso al n°44) a Nuoro, raggiungibile facilmente a piedi dal centro o con l’auto. Gente conto che le strade sono strette e quindi è bene parcheggiare la propria auto un po’ più distante.

 

 

Orari del Museo Deleddiano
Dal 1 ottobre al 15 marzo apertura dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 – Chiuso il lunedì
Dal 16 marzo al 30 settembre apertura dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00 – Chiuso il lunedì

Il Museo è aperto in occasione di Natale, Capodanno, Pasqua, Lunedì dell’Angelo e per le feste del 25 aprile e del 1 maggio, Ferragosto e per Sa Die de sa Sardigna (Fonte: ISRE Sardegna)

 

Ulteriori informazioni su www.isresardegna.it

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l’attività di blogger con “Un sardo a Parigi” e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell’Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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