Questa è una di quelle storie di chi ha avuto un’idea geniale sui cui investire coraggio, tanto coraggio. E ha unito questo a tanta passione per la Sardegna e il suo cibo.

Sardovan è una piccola e giovane realtà: è un food truck dedicato allo street food sardo nato dall’idea e dall’impegno di Giada e Matteo, due giovani olbiesi. Li ho conosciuti alcuni mesi fa quando sono venuto a conoscenza del loro progetto, che mi ha subito entusiasmato perché ho detto “ecco in Sardegna ci voleva questo!”.

sardovan street food

Si parla sempre di più di street food, è una moda – se vogliamo –  sempre più diffusa, e Giada e Matteo hanno pensato di investire in quello sardo ed in particolare in quello della Gallura. Che cos’è lo street food se non un modo veloce ed economico di scoprire la cucina del territorio? Quando si visita un luogo, lo dico sempre, anche fare una pausa per saziare un piccolo desiderio di cose buone fa parte del viaggiare e conoscere le tradizioni e la storia di quel posto.

In realtà c’è da dire che rispetto ad altre regione italiane, penso ai fritti di Napoli, ai panzerotti pugliesi, alle crocchette e il baccalà di Roma, al pane e panelle della Sicilia etc.., la Sardegna non ha tanti  piatti che possiamo definire realmente street food ma ci sono un po’ di  piatti tipici, come molte ricette casalinghe che pian piano vengono riadattati come piatti di strada. E in Sardegna a livello di street food c’è ancora tanto da fare.

Ecco l’idea di Giada e Matteo. “Abbiamo pensato di rendere sardo lo street food –  mi racconta Giada – e di adattare alcuni piatti della tradizione. Perché invece di mangiare il tradizionale panino con la salsiccia durante una festa in Sardegna non si può mangiare una panada, dei gnocchetti o una seadas?”.

 

Così i due olbiesi hanno comprato un furgoncino ed iniziato a proporre piatti tradizionali, spesso rivisitati, durante eventi locali. Li ho trovati ad Olbia durante diverse manifestazioni come il Centro in fiore e il Giro d’Italia, la Festa del Gusto ed Olbia Experience.

Con il loro furgoncino posso raggiungere diverse mete anche fuori dall’isola. Hanno infatti già partecipato a diversi eventi, come festival del food truck, alcuni dei quali anche in penisola.

Siamo contenti del primo riscontro – continua Giada – ci stanno chiamando a diversi eventi. Non è facile iniziare a lavorare con un furgoncino in giro. Vuoi per via di alcune norme un po’ restrittive sia perché non c’è la possibilità di lavorare in certe aree della nostra città. Anche portare il cibo di qua e di là, soprattutto fuori della Sardegna, non è stato banale. Le autorizzazioni sanitarie costringono a fare tutto secondo norme precise.

Nonostante ciò Sardovan va avanti e le risposte sono molto positive. Propongono spesso i gnocchetti al sugo di salsiccia e le panadas (quelle buone delle ragazze di Oschiri di cui vi ho parlato tempo fa). Cambiano spesso menù in modo da non proporre sempre le stesse cose e sono anche molto creativi inventando loro stessi dei piatti nuovi ispirati alla tradizione. Ecco quindi che le cozze di Olbia sono servite come uno spiedino, le patate fritte sono quelle locali appena colte (e non quelle importate dall’estero!) accompagnate da una maionese aromatizzata al timo, ed il tiramisù è reinventato con il mirto diventando un mirtamisù!

Il loro scopo è proprio quello di promuovere la cucina sarda attraverso lo street food con un’attenzione alle materie prime della regione, perché  secondo loro “il concetto di cibo di strada non stride con quello di qualità“.

A tutti capita di voler provare una specialità tipica durante una vacanza anche semplicemente un panino o un pezzo di focaccia farcita gustata in piedi, perchè no anche in Sardegna?”

furgoncino street food

Sardovan lavora attualmente durante diversi eventi. In particolare lavorano durante feste nell’isola e collaborano con diversi bar e locali di Olbia durante aperitivi, serate di musica ed eventi speciali.  Dallo scorso giugno ogni martedì li trovate presso il TiuGhi’ in Via Imperia ad Olbia.

Ho provato alcuni piatti di Sardovan durante un concerto di Olbia Experience a metà giugno.

Sono rimasto innanzitutto colpito dallo stesso furgoncino. Non il solito “furgone da panini” ma un bel furgoncino accogliente, una lavagna con i piatti del giorno, qualche piantina aromatica e qualche fiore ma anche un po’ di oggetto d’arredo tradizionale sardo. Mi sono sentito a casa più che in strada!

Ho assaggiato la “mazza frissa” una sorta di crema accompagnata con la spianata sarda, piatto tradizionale fin troppo buon per essere stato dimenticato nelle nostre cucine! Sebbene infatti sia fatta solo con panna e semola viene realizzato raramente anche in agriturismi e ristoranti, ed invece è buonissima!  “Molti ci dicono che la faceva la loro nonna per cui è come se avessimo ridato vita ad un piatto tradizionale e a un bel ricordo di diverse persone“.

street food sardo

Ottimi anche i culurgiones con sugo di pomodoro e basilico. Per chi non lo sapesse sono dei ravioli tradizionali sardi ripieni di ricotta e menta caratterizzati da una chiusura particolare che sembra una raffinata cucitura.  Mi sono sembrati davvero molto saporiti ed ho apprezzato l’idea di portare in strada un piatto molto raffinato.

Ottime e non pesanti anche  le patate con maionese al timo! Il tutto servito con un bicchiere di ottimo vermentino del territorio, prodotto dal Consorzio San Michele di Berchidda.

I miei complimenti a Giada e Matteo per il loro impegno e la loro passione e per far riscoprire a noi sardi i piatti della nostra terra e farli conoscere ai turisti che vengono in Sardegna.

lavagna colorata

 

A mio parere i prezzi erano corretti considerando la qualità delle materie prime a cui i ragazzi di Sardovan tengono particolarmente.

E’ quindi giunto il momento di rivalutare lo street food come cibo di qualità. E chi dice che in Sardegna non esiste lo street food ora dovrà ricredersi!

Per seguire Sardovan e i suoi appuntamenti potete visitare la loro pagina Facebook.

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l’attività di blogger con “Un sardo a Parigi” e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell’Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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