Con #StoriediSardi voglio far conoscere diverse storie di chi ha deciso di iniziare una nuova attività imprenditoriale o professionale in Sardegna credendo in sé e nel suo progetto, buttandosi dietro una nuova idea o un prodotto diverso.
C’è anche chi in Sardegna lavora da freelance, vuoi per scelta, vuoi perché per certe professioni è difficile trovare un vero e proprio posto di lavoro presso un’azienda. È questo il caso di molte professioni legate al web design, ai social media e al content marketing in generale.

Anche a queste persone va tutta la mia stima per il loro coraggio e la capacità di buttarsi in un’attività in cui è come se ci si avesse un foglio bianco davanti e uno si fa un po’ da sé, e ogni giorno sa che non deve dare nulla di scontato.
Ho pensato più volte anch’io di lasciare tutto per iniziare la libera professione e dedicarmi alle mie passioni, ma riconosco che si tratta di una scelta rischiosa ed importante.
Oggi sul blog conosciamo Claudia Zedda, una giovane freelance di Cagliari, una scrittrice e una blogger molto appassionata della Sardegna, la sua storia, i racconti e le leggende.

Claudia ha un suo blog che si chiama proprio Essere freelance (www.esserefreelance.it) dove condivide la sua vita e i suoi consigli per chi lavora freelance.
È anche molto creativa e sul blog “Koendi” (www.koendi.it) pubblica ricette di piatti tradizionali sardi che costituiscono l’oggetto dei “Laboratori Koendi” dove Claudia insegna come fare la pasta fresca, la pasta ripiena e diverse tipologie di dolci sardi che lei ha imparato osservando sua nonna.
Insomma, Claudia ama molto la Sardegna ed è dall’isola che trae ispirazione per la sua attività. Devo dire che è molto brava e riesce a raccontare aspetti di Sardegna spesso poco conosciuti, con una sua personalizzazione.

 

Ho chiesto a Claudia di raccontarmi la sua esperienza di libera professionista.

Ciao Claudia, com’è nata la tua professione freelance, da una necessità o da una volontà precisa di essere indipendente?

I cambiamenti più forti e radicali della mia vita sono stati tutti mossi da una necessità. Nel caso della mia professione la necessità era quella di lavorare sì, ma seguendo le mie regole. Mi spiego meglio, dovevo lavorare ma non volevo rinunciare alla mia integrità, alla mia personalità, alla mia felicità.

Ho pensato allora di inventarmi il lavoro dei miei sogni. Non esagero quando dico inventarmi. Nel lontano 2009 la professione di web content non era così nota e questa è stata la mia grande fortuna. Sono cresciuta con il web e il web mi ha dato modo di raccontare a una platea sempre più consistente di ascoltatori la mia isola, il grande filo rosso che lega elegantemente (o almeno me lo auguro) tutta la mia attività. Sei pure mamma di un bambino. Come riesci a conciliare il lavoro con la famiglia? Organizzazione e flessibilità. Quando è nata Rebecca, mia figlia, ho stilato una lista delle mie priorità. Ai primi posti c’era lei, c’ero io e la mia carriera. Quella lista la tengo ancora sulla scrivania. Mi aiuta a non perdere di vista le cose importanti e a dedicare loro i giusti tempi. Per il resto basta lavorare bene per davvero quando si lavora e staccare la spina per davvero dal lavoro quando si è con la famiglia. In poche ore di lavoro,se ben gestite, si possono fare tantissime cose.

Si parla spesso di nomadismo digitale, ovvero della possibilità di poter lavorare ovunque si desideri grazie alla tecnologia, e per chi vorrebbe vivere in Sardegna, nella terra che ama, potrebbe sembrare un’opportunità. Consiglieresti una vita freelance in Sardegna?

Io non potrei immaginare la mia vita da Freelance in altri luoghi che non fossero la Sardegna. E’ la mia isola. Qui ho le mie radici e da qui provengono tutte le suggestioni che mi ispirano. In realtà questo genere di attività la si può svolgere davvero in ogni luogo: è sufficiente siano presenti i supporti giusti (connessione e computer), il giusto grado di ordine e tranquillità, e ispirazione.

Penso che scrivere e pubblicare libri non dev’essere facile al giorno d’oggi. Nei tuoi libri parli spesso di leggende sarde, creature fantastiche e storie di streghe. Che cosa hanno da dirci queste antiche storie oggi?

Quella di autore è la professione più bella del mondo ma come tutte le professioni delle volte è opprimente. Forse è proprio per questo che faccio tante cose: in questo modo non mi annoio mai e trovo sempre nuovi stimoli, mille spunti. Quando non ho voglia di scrivere cucino, oppure fotografo, oppure ricamo, oppure studio, oppure viaggio, oppure seguo qualche corso formativo, oppure vago come una vecchia guaritrice alla ricerca di erbe misteriose per le campagne del campidano. La voglia di scrivere poi torna, torna sempre. Gli spunti mi giungono spesso, temo di averlo già detto, dalla mia terra, l’Isola delle leggende.

Le leggende non sono un gioco, non sono un passatempo. Ogni periodo storico ha dato loro una funzione specifica e fondamentale e come ogni fenomeno culturale si evolvono in maniera sorprendentemente vitale. La funzione che oggi io ritrovo nelle nostre leggende è essenziale: ci raccontano la storia non scritta che i sardi hanno fermato nelle parole. Mettere insieme le leggende, analizzarle, studiarle mi aiuta a scoprire quelli che siamo stati, mi aiuta a non dimenticare quella che voglio diventare: una donna concreata, innamorata della propria terra, pronta a difenderla, raccontarla onestamente, divulgarla.

E il cibo sardo? Raccontami la tua passione.

Il cibo è socialità, allegria, buon umore, festa, infanzia. Il cibo è sapori, odori, alchimia, magia. Il cibo è un anti depressivo, è un sorriso quando sei triste, è la coccola della nonna che non c’è più. Il cibo è ricordi. Il cibo è leggenda. Fa parte della mia vita, e inevitabilmente fa parte della mia professione. Esattamente come fanno parte del mio percorso le erbe spontanee, da riconoscere, conservare, utilizzare, per conservare un rapporto autentico con la nostra natura che, forse alcuni lo ignorano, ci coccola in un’infinità di modi diversi.

Se siete curiosi del lavoro di Claudia Zedda visitate il sito www.claudiazedda.it

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l'attività di blogger con "Un sardo a Parigi" e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell'Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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