Giorgia Bistrusso è un’altra giovane imprenditrice sarda che ho scoperto in rete. Un giorno, cercavo immagini su Instragram legate all’hashtag #sughero. La sua attività, infatti, è molto legata a questo materiale che qui in Sardegna estraiamo dalle querce e lavoriamo con passione da generazioni per realizzare oggetti d’artigianato oltre che tantissimi tappi per bottiglie di vino.
Giorgia è una giovane designer di Cagliari, dopo aver studiato e lavorato “in continente” è tornata in Sardegna dedicandosi a nuove creazioni nel settore moda e fondando il brand che prende il suo nome, Bistrusso.
Le creazioni di Giorgia fanno uso di materiali tipici della Sardegna, come il sughero, appunto, e di motivi artistici ricavati dai tappeti fatti a mano “che ha imparato a conoscere fin da bambina in casa della nonna” così come leggo sul suo sito.
Quando ho visto le foto delle sue borse sono rimasto molto colpito dalla loro originalità. Spesso, infatti, anche le borse e altri oggetti realizzati con la corteccia da sughero vengono realizzati secondo modelli di oggettistica da turista o souvenir, ormai un po’ datati e di poco interesse sul mercato.
Le proposte di Giorgia Bistrusso invece fanno uso del sughero come se fosse pelle o un altro materiale più  comune per borse, allo stesso tempo valorizzandolo, per dare vita ad oggetti dal design moderno, originale e di lusso che possono pretendere di essere esposte in vetrine importanti.
Pensate che ogni creazione Bistrusso è prodotta da artigiani in Sardegna che permettono così di ottenere un prodotto unico e di qualità.
Anche a Giorgia ho rivolto qualche domanda per conoscere la sua passione e le sue scelte.

Giorgia Bistrusso

Giorgia Bistrusso

 

Giorgia, raccontami da dove nasce il marchio Bistrusso e perché hai scelto di usare il sughero.

Arriva un momento nella vita dove la consapevolezza per avviare un progetto diventa prioritario, e Bistrusso nasce nel 2013 per raccontare un mondo ben definito, attraverso un esperienza ben consolidata nel campo della moda e dalla forte passione per l’arte. La borsa è concepita non solo come un accessorio da indossare, ma come un vero pezzo di design riconoscibile nel tempo, grazie ai materiali scelti, come il sughero leggero, vellutato e resistente, che racchiude elementi di memoria imprescindibili. La scelta di inserire il tessuto di sughero nelle collezioni, nasce da una progettualità rivolta all’eleganza, pur essendo un materiale notoriamente classificato come cheap, nonostante le sue evidenti peculiarità. Ho voluto esaltarlo nelle mie collezioni per proiettarlo nel mercato del lusso e mostrarne i suoi progetti.

A quali altri materiali, idee o dettagli prendi ispirazione per progettare i tuoi accessori?

Tutto il mio lavoro nasce da una sperimentazione e da una progettualità e da tutto ciò che ne deriva, sono molto selettiva, sia per i materiale esterni ma anche per le stoffe interne. Amo impreziosire e delineare i contrasti cromatici attraverso geometrie precise. Ogni singola borsa, attraverso ricami fatti a mano con il filo di seta o d’oro, sono la sintesi profonda di un racconto personale attraverso le maestranze artigianali. Non mi piace chi impone un trend a tutti i costi, a me piace condividere un ideale. Mi ispiro sempre a donne eleganti che seducono con gentilezza, immagino la loro gestualità e la disciplina nel porsi.

 

 

Perché hai deciso di tornare in Sardegna? Sei contenta della scelta fatta?

Sono contenta. Ma ammetto di essere severa con la mia isola, da sempre immensamente bella ma estremamente complessa. Riambientarsi non è stato per niente semplice, ora ho trovato il giusto equilibrio, viaggio appena posso, quindi non mi sento soffocare. Credo che lamentarsi in generale non produca niente di positivo, fare invece produce ricchezza, partendo dalle piccole cose. Sono rientrata perché sono una sostenitrice del made in Italy e per amore dei nostri manufatti, della nostra cultura e del lavoro fatto a mano, ho realizzato la filiera tutta sarda. Mi piace pensare che si possa cambiare, e che le mie conoscenze e il mio entusiasmo, possano contribuire a far realizzare un prodotto riconoscibile attraverso un identità ben definita.

 

 

Sardegna: pregi e difetti di vivere nell’isola. Cosa auspichi alla tua terra e ai giovani imprenditori come te?

L’altrove è una scoperta dura, ma fantastica e ci vuole lo stesso coraggio e determinazione sia per rimanere che per partire. Vivere l’isola non è per tutti, reinventarsi poi è ancora più dura. Con mio grande stupore ho potuto appurare che vi sono diverse realtà interessanti, con imprenditori e designer bravissimi, nonostante le riconosciute difficoltà per emergere. Ma ancora, si riscontra una radicata paura di cambiare, dovuta allo scarso ricambio generazionale negli organi che gestiscono l’educazione, la formazione e le istituzioni. Nel mio campo poi, a parte pochissimi casi, se si rimane ancorati ai ritmi sardi non vi è possibilità di crescere. La moda è un’industria molto competitiva, è molto difficile essere notati ma se si è determinati penso che sia possibile raggiungere la notorietà. Per tutte le nostre ambizioni c’è il luogo adatto dove poterli realizzare e viverli con pienezza. Mi auguro che i ragazzi capaci possano avviare progetti importanti ma con la consapevolezza di fare la scelta giusta.

 

Grazie Giorgia per aver condiviso la tua esperienza!

L’Atelier Bistrusso si trova a Cagliari in Via San Giovanni 106, visitabile su appuntamento. Per scoprire tutte le creazioni Bistrusso visitate il sito www.bistrusso.com.

 

Foto di Antonio Pintus (instagram.com/apintux).

 

 

 

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l’attività di blogger con “Un sardo a Parigi” e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell’Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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