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Napoli: c’è ancora qualcosa che vi devo raccontare Sono passati un po’ di mesi dal mio ultimo viaggio a Napoli. Sono tornato per fare un giro da turista in tutta la città e visitare quello che non avevo la prima volta, 4 anni fa. Anche questa volta le emozioni sono state intense e contrastanti. Napoli mi colpisce sempre: una grande città che può essere descritta proprio dalla parola “contrasto”: bei monumenti e brutti edifici degradati, persone socievoli ed accoglienti ma anche delinquenti, tante cose in opposizione tra loro che qui convivono in uno strano ma quotidiano equilibrio. Mi colpisce ad esempio, vedere un bel palazzo ottocentesco vicino ad un vecchio palazzo abbandonato oppure ammirare una città affacciata su un Golfo bellissimo, con tutta una sua storia e i suoi monumenti ma che con è ancora conosciuta al traffico turistico tradizionale. Una città dove una delle piazze più grandi viene ancora utilizzata dai ragazzini per giocare a pallone!

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Sono andato a rivedere alcune foto che avevo scattato durante il mio viaggio, così per rivivere insieme a voi quei momenti.

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E quindi vi racconto di una città dove la fede cristiana si mescola alla fede calcistica e alla superstizione tanto che un’opera di street art recentemente realizzata da Jorit Agoch raffigura (San) Gennaro come un giovane Maradona. Inoltre, gli altarini di devozione verso la Madonna e i Santi si alternano a quelli dedicati al re argentino del pallone.


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Napoli è un groviglio di strade strette e lunghissime fatte di caffè ristretti come mai ne ho bevuto da nessun altra parte, pizze, fritti e dolci ad ogni angolo. È difficile tornare da Napoli senza aver assaggiato almeno un babà e una sfogliatella. È una città tutta da mangiare e soprattutto dovrai assaggiare la pizza. Non è Napoli senza pizza. La pizza di Napoli è tutta un altra cosa: un po’ alta, ben lievitata, morbida e anche un po’ bruciacchiata, con il pomodoro che sa realmente di pomodoro e abbondante mozzarella! E costa niente. Se la prendi per strada e te la piegano per mangiarla mentre cammini e la chiamano “pizza portafoglio”. Se preferisci esistono versioni “più leggere” fritta in olio bollente… o con il cornicione ripieno di ricotta o altri formaggi! E se non ti dovesse andare la pizza, sappiate che di street food Napoli è la regina: frittate, crocchette di patate, arancini e tanto altro..

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La pizza napoletana!

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La pizza portafoglio

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La pizza con il cornicione di ricotta

 

E poi, Napoli è innanzitutto il suo mare. Non si può capire una città sul mare senza ammirare il suo affaccio sul mare. E il mare di Napoli, sappiamo, è anche dentro la musica di Napoli e, quindi, i suoi sentimenti, la sua gente. Di scorci e panorami sul mare ce ne sono tanti, uno che amo molto è quello da Castel dell’Ovo, un vecchio Castello al centro del Lungomare, non distante da Piazza del Plebiscito. Oppure anche la vista dal quartiere da Possillipo, più a nord, è una delle cose da ammirare quando si visita la città.

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A Napoli ci sono storie che scopri solo andandoci. Come quella dei suoi sotterranei, profondi e lunghi cunicoli, una sorta di piccola città sotterranea che fa invidia all’idraulica moderna. Sotto Napoli infatti si trovano una serie di cavità utilizzate in passato per approvvigionare d’acqua la città, poi dismesse e in parte utilizzati anche come cantine di conventi e, custodi gelosi di leggendari racconti maliziosi; poi ancora impiegati come rifugi durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Oggi è possibile visitare questi luoghi e la sua storia grazie alle guide di Napoli Sotterranea. C’è un po’ di fila da fare, soprattutto quando piove, ma ne vale realmente la pena!

L’ingresso a Napoli Sotterranea

Le coltivazioni di basilico

Rimarrete colpiti dalle profondità di Napoli. Se soffrite di claustrofobia non è di certo un luogo per voi: attraverserete stretti cunicoli, scale e corridoi, allo scoperta di un formicaio umano più unico che raro. Dovete sapere che considerato il particolare microclima di questi ambienti è pure in fase di sperimentazione un progetto per la coltivazione di piante e…basilico! In effetti con tutte le margherite che si mangiano ogni giorno a Napoli ce ne è tanto bisogno! E sempre a proposito di sotterranei dovete sapere che il tour comprende pure la visita all’antico Teatro Romano, o meglio a quello che ne rimane, giusto un piccole corridoio delle antiche gradinata, utilizzato fino a pochi anni fa come cantina di un’abitazione… Scoprirete che per accedervi occorrere spostare un letto! Questo teatro era molto apprezzato nell’antichità tanto che anche Nerone volle esibirsi.

I resti sono oggi accessibili da un ingresso sito in Vico Cinquesanti, vicino Piazza San Gaetano, dove si trova anche l’accesso a Napoli Sotterranea. La visita si conclude con i resti della “summa cavea” ovvero la parte superiore della gradinata del teatro. Qui dove fino fino a poco tempo fa lavorava un falegname, è stata allestita una mostra di presepi del ‘700, un po’ per unire la storia antica alle tradizioni più recenti. E a me che sono un appassionato di questa arte non fa che piacere ammirare questi antichi presepi. Inoltre, se la vostra camminata eni sotterranei vi avrà messo appetito, sappiate che proprio lì è stato rimesso in funzione un antico forno per offrire anche il piatto tipico più famoso di Napoli: la pizza! Per cui alla fine del vostro tour nei sotterranei di Napoli non potrete certo restare delusi! Ve lo avevo detto che a Napoli la pizza è in ogni dove.

Ulteriori informazioni su Napoli Sotterranea su www.napolisotterranea.org

 

Cristo velato

Napoli, Cappella Sansevero   (Wikipedia)

Pensate che è a Napoli che si trova il Cristo velato, l’opera di marmo tra le più ammirate di sempre. In molti si chiedono quale artista abbia realizzato questo capolavoro: si tratta di Giuseppe Sanmartino che, sebbene sia poco conosciuto, ha realizzato questo opera in cui sembra che sul corpo del Cristo Morto sia stato appoggiato un velo sottilissimo e sia stato ritratto il suo ultimo respiro. Vi assicuro che vedendolo da vicino stupisce ancora di più di quanto si possa già immaginare ammirando le fotografie! La resa dei dettagli è impressionante e il realismo è azzeccato. Si trova presso il Museo Cappella Sansevero, nel centro storico di Napoli, un piccolo ma affascinante ambiente creato durante la produzione artistica napoletana del settecento per volere di Raimondo Sangro, settimo principe di Sansevero a metà del secolo. Si può considerare come un “mausoleo nobiliare” dove il principe ha diffuso la sua attività di letterato, inventore e alchimista nonché rappresentante della Massoneria. Il Cristo velato si trova al centro della Cappella ma in realtà ci sono altre bellissime opere in marmo che degnano uno sguardo come le raffigurazioni della Pudicizia, della Sincerità e il Disinganno. Di quest’ultimo rimarrete a bocca a porta di fronte ad una rete con cui è coperto il protagonista, realizzata tutta per intero da un unico blocco di marmo! Nel Museo sono custodite anche le Macchine Anatomiche, precise riproduzioni degli apparati circolari di uomo e donna, non copie ma parrebbe dei reali apparati, “estratti” e conservati fino ad oggi mediante una tecnica sconosciuta, probabilmente l’iniezione di metalli.

Ulteriori informazioni sul Cristo velato su www.museosansevero.it.

Questa volta ho visitato anche il Museo di Capodimonte. Come arrivare è forse un po’ difficile ma ne vale davvero la pena. Dovrete districarvi con i mezzi pubblici di Napoli: vecchi autobus che passano non molto spesso… Nonostante ciò il Museo mi ha colpito, un imponente palazzo affacciato dall’alto su Napoli circondato da un bel parco e al suo interno mi è sembrato di trovare un piccolo Louvre. Non mi aspettavo un libro d’arte pronto da essere sfogliato! Ho ritrovato qui tante opere di artisti conosciuti che hanno fatto la storia dell’arte Per visitare il Museo ci vogliono a mio parere più di due ore, purtroppo io l’ho visitato un po’ velocemente per poter riprendere il treno del rientro, ma vi consiglio di prendervela con calma per godervi a pieno tutte le opere e le sale arredate.

Nel Museo di Capodimonte troverete capolavori pittorici su tavola e su tela dal Medioevo ai tempi moderni. Tra questi anche la celebre flagellazione di Caravaggio (foto) e al tra interessanti caravaggeschi tra cui il famoso Giuditta e Oloferne di Artemisa Gentileschi. Infine dovete sapere che a Napoli si trova un metropolitana nuovissima e ben tenuta, forse la più bella d’Italia. Ogni stazione è diversa dalle altre e decorata in modo differente: colori e forme cambiano ad ogni stop regalando ambienti futuristici e innovativi. Trovate tutte le foto del mio tour nella Galleria in fondo all’articolo!


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About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l’attività di blogger con “Un sardo a Parigi” e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell’Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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