Un nuovo borgo visitato da Un sardo in giro! Ultimi giorni a Roma e un invito a passare due giornate nel borgo di Carpineto Romano a 60 km da Roma. Carpineto Romano si trova tra i Monti Lepini,  a metà strada tra la capitale, Frosinone e Latina. Ci troviamo al limite della provincia romana, nel cuore del Lazio e a due passi dai borghi della Ciociaria, già visitata da me durante un blog tour nel 2015. Vi ricordate che bei borghi ci sono da quelle parti?

Ecco, Carpineto Romano è meno famoso di Anagni, Fiuggi, Veroli e altri centri noti per il loro patrimonio artistico e la loro storia – che risale agli antichi popoli che abitavano questi luoghi, alle successive costruzioni romane e agli sviluppi medioevali – e ha qualcosa da raccontare e degna assolutamente una visita. Si trova arroccato sulle due pendici di un colle in modo tale che guarda se stesso da una parte all’altra. È questa una delle prime caratteristiche di cui sono rimasto colpito al mio arrivo.

 

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Carpineto mi ha colpito per la grandezza del suo centro storico e per la diversità delle sue viuzze, tutte storte, gli innumerevoli scorci, le piazzette, i portoni vecchi e quelli nascosti, le scalette. Che belli questi borghi nascosti qua e là su e giù per l’Italia! Dove il bambino che corre ti ricorda dei paesi di una volta, ti immagini il fabbro che lavorava lì sotto, la signora anziana seduta sul portone nelle giornate estive. Sono quei borghi che rendo l’Italia così autentica, familiare e ricca di storia.

Potremmo dire che tutto il centro storico di Carpineto Romano è tortuoso: è molto arroccato e non c’è una strada lineare, una viuzza che non salga e che non scenda. Sarà banale a dire, ma mi sembrava di essere dentro un presepio ammirando il vaso di fiori appeso davanti ad un portone, la scalinata più contorta, gli archetti che si susseguono, il gatto in posa nel vicolo più particolare.

 

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vicolo

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scalinata

 

Purtroppo non tutto il centro di Carpineto è abitato. Anche qua ci sono edifici in decadenza, muri fragili, portoni chiusi, ma ciò nonostante ha una sua vita. In particolare durante le feste del paese il centro storico è il cuore del divertimento e della compagnia.

È questo il caso della Sagra della Caldarrosta, un’occasione per gustare oltre alle castagne arrosto anche i piatti tipici locali, e godere dell’accoglienza locale.

 

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Che belle le “fraschette” allestite qua e là per il centro: i diversi rioni si organizzano per allestire trattorie improvvisate sui piccoli piazzali del centro storico e sotto piccole tettoie  ravvivando il borgo e permettendo di gustare zuppe di legumi, primi ai funghi o succulenti piatti di carne alla griglia o in umido. Anch’io sono stato in una di queste fraschette. Ho mangiato un piatto di tonnarelli (per chi non lo sapesse pasta all’uovo come spaghetti ma con sezione quadrata) con sugo bianco di funghi porcini e un’ottima capra in umido (la prima della mia vita!) cucinata da un simpatico e accogliente signore del luogo che ha accompagnato la nostra serenata con i suoi racconti. Mi ha confidato che è stato in tutta Italia (e non solo) ma non in Sardegna! Cercherò di portarlo in Sardegna per far conoscere questa celebre capra in umido!

 

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I tavoli di una “fraschetta” allestita nel sagrato di una vecchia chiesa.

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Ma a Carpineto si custodiscono delle storie interessanti. Pensate che qui è nato Leone XIII, il Papa della Rerum Novarum. Purtroppo il suo Palazzo, un signorile edificio nel centro del paese è oggi in totale stato di abbandonato – con tanto di portone di ingresso aperto… – e pertanto non è visitabile.

 

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Palazo Pecci, luogo natio di Papa Leone XIII, oggi purtroppo in stato di abbandono.

 

Papa Leone XIII fu infatti originario della famiglia Pecci di Carpineto Romano e fu Papa dal 1878 alla morte nel 1903. È noto come il Papa delle encicliche poiché ne scrisse ben 86 tra cui la più nota è la Rerum Novarum , la prima enciclica sociale dedicata alle questioni sociali e alle discussioni dell’epoca su capitalismo, marxismo e socialismo, alla base della dottrina sociale della Chiesa. Per questo fu chiamato anche il “Papa dei lavoratori” o “Papa sociale”. Curiosità: Leone XIII è stato anche il primo Papa ad essere filmato nella storia.

Di una cosa, cono certo, rimarrete colpiti visitando Carpineto Romano: l’accoglienza e la familiarità delle persone che ci vivono. Devo dire che mi sono trovato a casa mia, accolto con familiarità e generosità come non sempre capita. Vi auguro di vivere anche voi quest’esperienza.

 

Di seguito alcuni eventi che vi consiglio di non perdere e  altre curiosità del borgo.

Cosa fare a Carpineto Romano

 

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fontana

 

Il Pallio della Carriera

Pallio della Carriera

Palliodellacarriera.it

 

Ogni anno ad agosto si svolge il Pallio della Carriera, una rievocazione storica in costume, ambientata nel periodo degli Aldobrandini, in particolare sotto il ducato di Donna Olimpia Aldobrandini “recuperando nel contempo i tempi propiziatori della religiosità nei 7 rioni o contrade e le feste civiche: abbinamento cavalli, cavalieri e rioni storici; “imbussolamento” nella chiesa di san Giacomo Maggiore; offerta dei ceri alla vigilia del santo patrono Agostino (27 agosto) nella chiesa Collegiata.
Il Pallio si arricchisce con altri eventi culturali e la partecipazione di artisti di strada.

 

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I costumi degli Sbandieratori di Carpineto Romano

 

Si tratta di una manifestazione storica caratterizzata da due principali momenti: una “disfida equestre“, ovvero una gara a cavallo per conquistare un anello appeso ed un corteo storico con 400 figuranti in costumi del 600. Il  cosìddetto “treno storico” ravviva il paese con scene di vita seicentesca sparsi per le strade. Ulteriori informazioni sul Pallio della Carriere su www.palliodellacarriera.it

 

Palliodellacarriera.it

 

Curiosità: la gara a cavallo mi ha ricordato la Corsa della Sartiglia di Oristano, una gara sportiva a metà con la ritualità, che si svolge in Sardegna nel periodo di Carnevale. Anche qui la gara è fatta per impugnare un anello con una spada ma i fantini sono degli uomini mascherati e i riti più antichi e complessi.

 

La Sagra della Caldarrosta

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Come vi ho raccontato, ogni anno a fine ottobre a Carpineto Romano si tiene una festa di tre giorni per mangiare caldarroste ma non solo: il paese si anima e vengono aperte numerose fraschette, una per ogni rione, dove è possibile mangiare piatti caserecci (zuppe di legumi, polente, panini, tagliolini ai funghi, ragù, capra, cinghiale, carne alla griglia) il tutto accompagnato da abbondante vino locale e tanta compagnia.

Agli appuntamenti gastronomici si uniscono spettacoli e piccole mostre grazie all’impegno di diverse associazioni e volontari.

 

I Cimeli di Leone XIII

A proposito di Leone XIII, nel pieno centro storico di Carpineto Romano presso l’ex chiesa di San Nicola potete visitate l’ex chiesa di san Nicola che conserva un’esposizione dedicata al Pontefice nata da donazioni ed acquisti.
Nella mostra si trovano gli abiti pontificali, oggetti e ricordi del giubileo del 1900. È spostata anche la penna con cui firmò l’enciclica Rerum Novarum.

 

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Ammirare gli affreschi della Chiesa di Santa Maria del Popolo

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Questa Chiesa mi ha colpito molto. Si tratta di una piccola edificio costruito nel 1483 per ringraziare la Vergine di aver liberato il paese dalla peste. Da quel giorno infatti il paese è molto devoto alla Madonna (a lei sono dedicate il pallio e altre tradizioni del paese) e nel 1657  fu dichiarata patrona di Carpineto. Il quadro che la raffigura fa parte dello stemma comunale ed è conservato in questa chiesa.

Di questa chiesa mi hanno colpito molto gli affreschi che decorano l’abside dietro l’altare. Raffigurano in alto l’incoronazione della Vergine con Santi e in basso gli apostoli. A vederli mi sembravano della seconda metà del 1400 anche se la didascalia parlava del 1600. Facendo alcune ricerche su internet si tratta di affreschi restaurati da pochi anni e attribuiti alla pittura di Mellozzo da Forlì e Antoniazzo Romano. Ecco che la mia osservazione era giusta!

 

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Incoronazione della vergine

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Il dipinto che raffigura la Vergine a cui è devoto il paese.

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Un altro affresco, più recente, che raffigura la Madonna del rosario.

 

Infine una piccola curiosità su un dipinto di Caravaggio che proviene proprio da Carpineto Romano.

Si tratta di un dipinto che raffigura San Francesco in meditazione con in mano un teschio. Esistono due versioni di questo dipinto: uno è quello della chiesa dei Cappuccini di S. Maria Immacolata a Roma e l’altro proviene dalla Chiesa di San Pietro a Carpineto Romano, oggi conservato alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma.

L’attribuzione è ancora oggi molto discussa, anche dopo indagini radiografiche, ancora si dibatte su quale sia il vero Caravaggio. Il dipinto di Carpineto fu scoperto solo nel 1968 ma pare che venne commissionato all’artista da Pietro Aldobrandini quando Caravaggio, fuggito da Roma cerco protezione nei feudi Colonna. Fu Aldobrandini a donare l’opera nel 1609 alla chiesa di San Pietro a Carpineto Romano.  Ulteriori informazioni

 

caravaggio carpineto romano

CarpinetoRomano.it

 

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l’attività di blogger con “Un sardo a Parigi” e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell’Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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