E’ la storia di un artista che a causa di una malattia genetica alle ossa non ha mai superato il metro e mezzo di altezza, un appassionato disegnatore che non ha mai accettato di chiudersi nel suo limite ma ha scelto di seguire la sua passione e di condividere la sua arte.
Quella di Henri Toulouse Lautrec è un tipo di estro artistico – quella del grafico pubblicitario – unica nel suo genere e, sebbene  il suo nome possa non sembrare conosciuto, si tratta di uno degli innovatori in questo ambito.

La mostra permette di ripercorrere il percorso artistico e la vita di Toulouse Lautrec che nacque nel 1864 ad Albi, nei Pirenei francesi, in una famiglia aristocratica, ma che visse gran parte della sua vita fra i locali di Montmartre, tra i bordelli del quartiere del Moulin Rouge e di altri locali notturni, che hanno fatto la storia della vita bohémien di fine ‘800. Dopo aver frequentato l’ambiente impressionista si dedicò al disegno e all’incisione che divenne la sua principale attività.
La mostra mi ha fatto fare un viaggio nel tempo nella mia amata Parigi e nella Belle Époque, i suoi salotti e i suoi vizi, facendomi ricordare uno dei momenti della mia vita che ricordo con maggiore emozione, quello nella Ville Lumière.

Ho scoperto che diverse sono le mostre e gli eventi organizzati dal 2014 in occasione dei 150 anni dalla nascita di Lautrec. Anche a Palazzo Blu a Pisa in questi mesi era aperta una mostra all’artista francese.

L’esposizione che ho avuto modo di visitare io, aperta negli spazi del Museo dell’Ara Pacis a Roma, raccoglie ben 170 opere provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest. Non mi aspettavo così tante opere e mi sono infatti domandato cosa sia rimasto in esposizione dell’artista nella capitale ungherese…
Si tratta di manifesti di grande formato, principalmente litografie,  e due cover di album della cantante, attrice e scrittrice francese Yvette Guilbert. Lautrec fu infatti autore di numerosi manifesti di spettacoli, palletti e rappresentazioni teatrali diventando il precursore della grafica pubblicitaria del XX secolo.

 

La mostra è suddivisa in cinque sezioni che approfondiscono gli aspetti principali dell’opera artistica di Lautrec.

Le notti parigine: un’introduzione alla vita di Lautrec nel divertimento degli spettacoli di Montmartre;
Le dive: le protagoniste delle sue opere: attrici e ballerine esaltate nelle sue locandine pubblicitarie, prime fra tutte La Goulue, il cui manifesto nel 1891 per il Moulin Rouge gli permise di avere altre commesse;
Le donne della notte: molte sue opere raffigurando prostitute delle case di tolleranza, fu un attento osservatore di questo mondo e del rapporto delle donne con la propria nudità ed il proprio corpo
A teatro: Lautrec raffigurò anche scene teatrali e programmi di sala, dando carattere e movimento alle commedia;
Con gli amici: alcuni disegni raffiguranti durante il tempo libero, con gli amici, come durante le passeggiate nel Bois de Boulogne


La tecnica di disegno
Quello che mi ha colpito di Lautrec è senza dubbio la tecnica di disegno: pochi tratti ma essenziali, ampi campi di colore senza sfumature, un forte senso del movimento e la capacità di far capire con pochi segni e figure il tema dell’opera.
Il senso di prospettiva è pressoché assente: sono pochi i particolari che descrivono l’ambiente. Questa è un’altra caratteristica dell’opera di Lautrec che non ha nessun interesse verso il paesaggio perché per lui è la figura umana il protagonista dell’opera.

Una delle sue citazioni, infatti, recita “la novità è raramente l’essenziale. Questo ha a che fare con una cosa sola: rappresentare un soggetto meglio di quanto faccia la sua natura intrinseca.

Henri de Toulouse-Lautrec

 



La litografia
La mostra permette di conoscere la tecnica litografica ovvero di stampa da pietra e riproduzione in più copie. Non conoscevo tutta la complessità di questa tecnica che consiste nel disegnare su una pietra utilizzando una materia grassa e sfruttando poi la non affinità acqua-grasso, e stampando in varie fasi tante sono i colori che si sceglie di inserire.
La scelta dei colori era limitata proprio per questo motivo e in questo Lautrec è stato un maestro. E’ stato molto bravo anche nell’uso di particolari tecniche come quella “a spruzzo” mediante il quale il colore veniva spruzzato in piccole gocce mediante la punta di un pennello e l’uso del pollice o di un coltello, in modo da dare un’originale effetto sfumato.

Durante la mia visita ho avuto modo di ascoltare una guida che faceva notare come la tecnica di stampa litografica ha permesso a Lautrec di riscattare se stesso diffondendo ovunque la sua opera.

Le donne di Lautrec
Una sezione della mostra è dedicata alle donne che Lautrec ha raffigurato nelle sue opere: si tratta di attrici e ballerine, molte delle quali anche famose negli ambienti della Montmartre dell’epoca ma anche di prostitute della case di tolleranza che frequentava abitualmente.
Louise Weber, nota come la Goulue, Jane Avril, Yvette Guilbert, Marcelle Lender, Loïe Fuller, sono alcune delle protagoniste degli spettacoli parigini di cui Lautrec riusciva a coglierne l’anima e a “raffigurarla” trasparire attraverso semplici gesti o l’espressione precisa sui volti spesso anche un po’ malinconici.

Delle donne delle maisons closes raffigurava nudi, preferendo spesso la visione da dietro ma riuscendo ugualmente a trasmetterne il carattere e le emozioni. Passando diverse settimane nei bordelli a Lautrec piaceva molto osservare le donne e studiarne i comportamenti, come delle modelle ideali, vista la loro disinibizione, a cui ispirarsi.
Molto interessanti anche le raffigurazioni di donne addormentanti in morbidissime e abbondanti coperte; tutte le opere offrono un particolare senso di tranquillità.

La mostra mi è sembrata molto bene approfondita, ben due ore di visita nella quale mi sono appassionato senza stancarmi, conosce un artista basso di statura ma grande in creatività, ottimista e amante della vita pur nei suoi limiti fisici.

…il mio disegno non era troppo male, poiché il concorso era mediocre”così scrisse Lautrec  alla mamma  mostrando un suo tormento interiore per la sua arte, non sempre riconosciuta.

Toulouse morì a soli 37 anni lasciando così tanto gusto per il bello e la vita.

La mostra all’Ara Pacis è aprta tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.30. Ulteriori informazioni.

Copyright Immagini: Ara Pacis

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l'attività di blogger con "Un sardo a Parigi" e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell'Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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