Con il desiderio di conoscere di più la South Coast, di vedere un posto diverso e meno turistico, in un sabato piuttosto soleggiato mi sono diretto a Shoreham-by-Sea, una cittadina a dieci di minuti di treno da Brighton che nessun tour operator penso vi inserirà nel programma di un viaggio nella costa sud dell’Inghilterra.
Si tratta di un piccolo centro residenziale poco più ad est di Brighton e Hove davvero molto tranquillo. Chissà come si sentono le persone a vivere qui, forse troppe poche things to do come direbbero gli inglesi.

Un’antica macelleria con maialini in porcellana in vetrina.

A pochi passi dalla piccolissima stazione di soli due binari si arriva facilmente alla parte centrale del paese, con la tipica Chiesa ottocentesca, Saint Mary de Haura, in stile neogotico circondato dal tradizionale giardino del cimitero e qualche negozietto e coffee bar. Vicino il piccolo viale East Street in cui il sabato si trovano gli artigiani della zona.

Saint Mary de Haura

Mi sono sempre piaciuti i mercati e visitare quelli di altri paesi permette di capire di più della cultura del luogo, dei prodotti coltivati in zona, delle tradizioni culinarie delle cose che piacciono maggiormente per la vita di tutti i giorni.

In questo piccolo mercatino di provincia ho infatti trovato oltre a comuni verdure come carote, patate, peperoni, melanzane anche ortaggi rari come il rabarbaro, lo zenzero (molto utilizzato in cucina dagli inglesi) e particolari tipologie di rapa o sedano-rapa.

Ho trovato anche salsicce tipiche inglesi e salmone affumicato. In molti amano preparare dolci o piccoli tortini salati da vendere ai passanti. Nei mercatini di questo tipo si trovano anche oggetti realizzati a mano, accessori e complementi d’arredo, piccoli dipinti, biglietti d’auguri.

Proprio alla fine del mercatino mi sono ritrovato sul canale del fiume di Shoreham-by-sea. E’ questa la caratteristica del paesaggio di questo paesino: il fiume Adur che attraversa la cittadina per poi sfociare al mare.
Il ponte pedonale

 

Del tutto particolare è il paesaggio che si è aperto ai miei occhi: una sottile linea d’acqua pressocché ferma con barche abbandonate qua e là, qualcuno anche arenata a terra a causa del ritiro stagionale della acque. Anche questo è un tipo di paesaggio che non avevo mai visto. Chissà come deve essere bello avere una barca: quando vuoi prendi e fai un giro sul fiume o  attorno alla costa!

 

Non solo barche: alcuni appassionati di canyoning si esercitavano nella parte più bassa del fiume, un modo diverso di vivere il fiume in città.

Non ci sono molti ponti che attraversano il fiume, solo tre nel centro della città, uno pedonale, uno carrabile e uno ferroviario. Il ponte pedonale collega la East Street con il quartiere residenziale, vicino alla spiaggia. Volevo vedere la spiaggia, un altro tratto della costa sud dell’England da scoprire.

 

Quella di Shoreham-by-sea è una lunga spiaggia fatta di soli ciottoli per nulla utilizzata per la balneazione. E’ molto simile alla spiaggia di Brighton ma mentre in quest’ultima sulla spiaggia si affacciano negozietti e bar, ed facile che le persone la frequentino un po’ come una piazza,  qui gli edifici sono più distanti e sono tutte casette e villini, alcuni anche di architettura minimale. Fortunati quelli che si possono svegliare la mattina godendosi il panorama sul mare del tutto indisturbati, un po’ li invidio! Mi ha colpito la pressocché totale mancanza di cancelli o alti muretti di protezione, come si sentono sicuri! Pochissime le persone, la spiaggia era praticamente deserta come potrebbe essere una spiaggia italiana d’inverno.
Ho scoperto solo successivamente che la spiaggia di Shoreham-by-sea è una riserva naturale protetta con ben 90 specie di piante differenti che fioriscono tra maggio e giugno. In effetti nella parte più alta si ritrovano diverse di queste piante, alcune ancora fiorite, che la mantengono un po’ selvaggia nonostante le costruzioni vicine che non sembrano affatto invadenti.

 

 

Al termine di questa lunga passeggiata sulla spiaggia, facilitata da una stradina pedonale, incuriosito dalle tante e diverse villette affacciate sul mare, sono arrivato al forte militare di Shoreham-by-sea. Si tratta di una costruzione militare della metà del 1800 oggi forse non molto valorizzato ma comunque visitabile liberamente nelle parti esterne quasi un tutt’uno con la natura circostante: i ciottoli della spiaggia devono aver coperto parte delle costruzioni (ulteriori informazioni) .
Il forte si trova in una delle estremità degli argini del fiume lì dove l’Adur si affaccia al mar. Il paesaggio del porto di Shoreham acquista qui tutta un’altra immagine: dalla spiaggia selvaggia ad al porto industriale che forse ha mantenuto ancora l’identità di un antico porto militare. Poche persone, qualche amante di passeggiate, con amici o con il cane, e qualche pescatore.
E’ possibile salire nelle parti più alte del forte, originariamente dedicate ai cannoni, e ammirare la spiaggia. Respirare l’aria dal mare, godersi il silenzio e la solitudine, pensare a chi ha vissuto da militare questi luoghi, una nuova sensazione.
A questo punto ho scelto di tornare indietro, camminando tra i tranquillissimi quartieri residenziali di Shoreham-by-sea che come in tanti centri abitati dell’Inghilterra mi colpiscono per la tranquillità ed il silenzio. Arrivato al ponte pedonale che avevo attraversato in precedenza ho fatto qualche passo lungo la High Street che costeggia l’Ardur e ho scoperto un piccolo Museo dedicato alla marineria. Si trattava del Museo Marlipins ospitato presso un edificio medioevale (XII secolo) che si trova al numero 36 della High Street (ulteriori informazioni).
Il museo presenta la storia di Shoreham, la sua archeologia e il passato marittimo fino alle guerre mondiali e alla riserva naturale della spiaggia. Questa volta ero un po’ stanco ma per gli appassionati di marineria potrebbe essere interessante.

 

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About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l’attività di blogger con “Un sardo a Parigi” e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell’Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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