Anche Veroli è stata una bella scoperta. Forse non ne avevo mai sentito parlare, lo ammetto.
Veroli è un piccolo borgo arroccato su un piccolo colle e anche qui si intersecano viuzze e stradine e si conservano diverse pagine di storia: dalle architetture romane agli edifici medioevali e i santuari, diversi edifici raccontano secoli di vita.

 

 

Che cosa si conserva dell’antica città romana? Innanzitutto una parte delle antica mura ciclopiche poligonali di epoca ernica oggi conservate sotto all’edificio che nel centro del paese ospita il museo civico archeologico. E’ qui che sono conservati alcuni reperti archeologici, suppellettili e frammenti di statue, ritrovati duranti gli scavi ma più interessante da visitare è il camminamento coperto, antica strada romana recentemente restaurata, che si trova al di sotto dell’attuale livello del suolo, che mostra molto chiaramente la bravura architettonica degli antichi romani.

 

 

 

 

In pieno centro, all’ingresso di un cortile privato si può ammirare uno dei pochi calendari romani oggi conservati. Scolpito in marmo e datato al I sec. d.C. Sono i Fasti Verulani che commemorano alcuni mese per mese gli eventi della storia romana con alcune annotazioni con sigle (F= gironi dei Fasti, N= giorni Nefasti etc). Oggi è stata realizzata una copia fedele per poterla conservare nel museo archeologico.

 

A cinque minuti a piedi si trova la Basilica di Santa Salome. E’ questo forse il luogo che più mi ha colpito di Veroli, non mi aspettavo infatti di trovare qui un santuario così importante. Salome era una delle donne più affezionate a Gesù e una delle prime testimoni della sua resurrezioni. E’ lei una delle donne definite “mirraie” perché andarono al sepolcro per imbalsamare il corpo di Cristo. Per questo motivo Santa Salome è raffigurata nelle icone sacre con un calice in mano. Salome fu madre dell’apostolo Giacomo Il Maggiore e di Giovanni l’Evangelista. Raggiunse Veroli a seguito delle persecuzioni cristiane.
La struttura attuale della Chiesa è dovuta ai lavori eseguiti tra il XVII e XVIII secolo.  Molte delle decorazioni pittoriche sono dedicate alla Santa patrona. Tra queste anche un bellissimo affresco databile al XIV secolo e che riporto qui di seguito.

 

Al di sotto dell’altare, in una piccola cappella si trovano le reliquie della Santa.

 

 

 

Vicino all’ingresso, sulla destra si trova la Scala Santa, costruita nel XVII secolo per volere del Vescovo Tartagni e che gode della stessa benedizione della scala di San Giovanni in Laterano a Roma. E’quindi meta di pellegrinaggi e basilica di riferimento durante gli anni del giubileo.
In cima alla scala si trova una Deposizione di Antonio Cavallucci sotto la quale è custodita una reliquia della croce. E’ possibile ottenere l’indulgenza plenaria percorrendo la scala in ginocchio e il 24 e 25 maggio che sono i giorni in cui si celebra la festa della Traslazione del Corpo di Santa Sàlome ( i drappi appesi nella chiesa sono relativi a queste festività).
Al di sotto della Scala, nella Cripta degli Innocenti, una lastra testimonia il ritrovamento della Santa.
La Chiesa mi ha colpito oltre che per la ricchezza di opere d’arte anche per la capacità di raccoglimento che essa suggerisce. Non mi aspettavo proprio di trovare nel cuore della Ciociaria una delle prime testimoni di Cristo.
Da ammirare anche il paesaggio che si apre sulla vicina terrazza panoramica.

 

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l’attività di blogger con “Un sardo a Parigi” e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell’Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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