Che bella sensazione di pace che ho vissuto alle scogliere delle Seven Sisters! A pensarci bene sono forse le prime scogliere panoramiche che abbia visto in vita mia.  Le emozioni sono state senz’altro del tutto nuove.
Che bello ritrovarsi affacciati sul mare su queste scogliere il cui bianco luminoso contrasta con il blu del mare: un modo diverso di godersi il mare, su una grande terrazza, immersi in un placido silenzio e accompagnati da una leggera aria fresca e pulita che aiuta a sentirsi un po’ più piccoli di fronte alla grandezza di questi “monumenti naturali” o “bellezze naturalistiche” o più religiosamente parlando “creato”.

Mi è venuto in mente il concetto di sublime di certi filosofi o ripresa in certe d’opere d’arte come quelle di Friedich che rappresentava la natura esprimendo i sentimenti dell’uomo che la contemplava, che ne scopriva il senso dell’infinito e del mistero.

Le scogliere delle Seven Sisters sono di origine calcarea e si erodono facilmente: ogni anno si perdono 30-40 cm di costa (BBC), sono senz’altro un must per chi viene nella South Coast e infatti mi spiaceva troppo non essere riuscito a vederle l’anno scorso.
Devo dire che c’era diversa gente: molti studenti che come me hanno scelto di visitare il parco il sabato. Molti gli orientali che, come potete immaginare, scattavano numerose foto e selfie. Ciononostante non ci sono chiaramenti problemi di spazio… e si riesce a godersi il panorama.
Perché si chiamano Seven Sisters?
Semplicemente perché si possono contare sette diverse scogliere dal profilo sulla costa. Sono bene evidenti dalla parte più ad est, verso Eastbourne. Ciascuna “sorella” ovvero ognuna scogliera ha un proprio nome.
Come raggiungere le Seven Sisters?
Le scogliere sono facilmente raggiungibili tramite i bus che partono dal centro di Brighton (Churchill Square) in direzione Eastbourne. La linea Coaster, con i bus verdi (linee 12, 12A, 12X), è appunto la linea costiera che ferma all’ingresso del Parco delle Seven Sisters.
Un altra via di arrivo è tramite Bilding Gap, più  vicina a Eastbourne, che è raggiungibile tramite la linea 13X che però è meno frequente, soprattuto nel fine settimana. (Ulteriori informazioni sui trasporti)

 

 

Il viaggio della durata di un’ora circa permette di  godere di un bellissimo panorama costiero e di scoprire i paesini che si affacciano sul mare da Brighton Marina verso est, come Peacehaven, Newhaven e Seaford. Tutti sembrano molto piacevoli e tranquilli e forse questa sensazione è data dalle tante piccole casette, magari attorniate da un piccolo giardino, costruite sulla costa e non da alti o ampi edifici spesso visibili in altre zone del mondo. Una volta arrivati al parco, al Visitor’s Centre, occorre camminare lungo i sentieri di campagna che sono segnalati dai cartelli in direzione spiaggia o scogliere.

E’ possibile raggiungere i punti panoramici anche con la macchina: dalla strada A259 attraversando Seaford e arrivando ad Hope Gape dove si trovano due cottage costieri oppure arrivando al Visitor’s Centre del Parco, oppure fino a Birling Gap dove si trova un’altra spiaggia.
Per ulteriori informazioni guarda la mappa riportata a questo link

Questo è l’ingresso del Parco con anche il parcheggio per le macchine, una piccola area pic nic e … una cabina telefonica in stile londinese!

 

 

 

Io ero incuriosito di vedere la spiaggia per cui mi sono diretto subito lì. In realtà è facile salire sopra le scogliere grazie ai sentieri che sono tracciati, non è necessario avere delle calzature adatte o un certo fisico sportivo, per intenderci.
Il paesaggio è molto affascinante: pascoli per le pecore sono attraversati dal Cuckmere River e le zone lacustre vicine sono un ambiente ideale per gli amanti di bird watching o per attività sportive come il canyoning.

 

 

 

 

In circa mezzora si arriva alla spiaggia su cui sfocia il fiume stesso. Anche questa spiaggia come quella di Brighton è fatta di sassolini ma anche qua ad alcune persone piace stare ad osservare il mare o fare un vero e proprio bagno in acqua. Chiaramente non parliamo di spiagge affollate come quelle delle coste italiane né tantomeno aspettatevi servizi per la balneazione. Qui si viene solo per ammirare il paesaggio: niente bar, ristoranti, figuriamoci lettini ed ombrelloni!

 

Attraversano la spiaggia si arriva quindi all’accesso alle scogliere, in due minuti si sale e già si può ammirare un bellissimo paesaggio sulla spiaggia, salendo ancora più sopra per altri due minuti si arriva invece alla terrazza più ampia da cui si gode la vista su tutte le scogliere. Guardate che bellezza!

 

 

 

 

Per comodità dei trasporti io sono tornato indietro dallo stesso sentiero, ma in questo modo ho potuto vedere la spiaggia che dopo circa un’ora aveva assunto un aspetto molto diverso a causa della bassa marea: verso le quattro del pomeriggio la spiaggia si è estesa, la linea d’acqua è rientrata di qualche metro ed è come se forse comparso un’isolotto sul quale a molte persone, me compreso, veniva voglia di dirigersi e fare qualche foto. Anche questo è un paesaggio che non avevo mai visto.

 

 

 

 

Cos’altro fare alle Seven Sisters?
 
Pescare dalla spiaggia: è possibile! Chiaramente occorre essere un po’ fortunati…
Passeggiare lungo la spiaggia e godersi lo scrosciare delle onde e il paesaggio che cambia con la bassa marea
– Godersi lo scenario, soprattutto quello dalla parte è più alta delle scogliere che permette di vedere tutto il parco
– Scoprire la vita nella natura: gli uccelli vicino alla spiaggia e la laguna, i fiori e le farfalle, le conchiglie.
– Vicino Birling Gap segnalo inoltre lo Seven Siters Sheep Centre dove sono allevate più di 50 razze diverse di pecore, quasi una collezione, la più grande al mondo. Si tratta di una tipica fattoria del XVII secolo che offre numerose attività didattiche e visite per famiglie e gruppi scolastici.
– Fotografare il faro rosso di Beachy Head 
– Lungo le coste è possibile inoltre  muoversi in mountain bike, fare attività di trekking o surfing (soprattuto a Birling Gap). Per i più appassionati di camminate consiglio una bella escursione lungo tutte le scogliere: è un percorso fattibile che sale e scende e  nel quale si alternano punti più ventosi ad altri più caldi: bellissimi i prati verdi che scendono verso il mare. In questo caso è bene munirsi di scarpe adatte!
E le bianche scogliere di Dover? Sono molto simili e sono quelle che hanno dato il nome ad un film del 1944 (The Withe Cliffs of Dover) e si trovano più ad est sempre nella costa sud, nel punto in cui nello stretto della Manica l’Inghilterra si trova più vicino alla Francia, ovvero solo 33 chilometri. Nelle giornate più limpide è possibile osservare la costa da una parte all’altra.
Sito web del Parco delle Seven Sisters: www.sevensisters.org.ukTi è piaciuto questo post? Twittalo!  

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l’attività di blogger con “Un sardo a Parigi” e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell’Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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