Ho bisogno di soffermarmi. Non solo per le diverse cose da fare di questo periodo piuttosto intenso. Ho bisogno di scrivere con calma le emozioni vissute durante tre giorni in Ciociaria, e non sempre è immediato. Difficilmente faccio lunghi post ricchi di informazioni storico-artistiche ma cerco invece di riassumere le cose più importanti e soprattutto di raccontare la mia personale esperienza.

Ancora una volta avrei da dire tanto su un nuovo territorio che mi ha colpito e forse mai come questa volta mi prenderò tempo per scrivere i diversi post.
Incomincio da Alatri, il primo borgo visitato durante il tour. Penso che Alatri rappresenti a pieno le caratteristiche dei piccoli centri urbani della Ciociaria: un borgo piccolo ma ricco di storia, dai Romani all’età medioevale. La sua costruzione risale per molti studiosi ad un periodo dal VI al IV sec. a.C.
Ad accogliermi la piccola piazza centrale del Paese con la Fontana Pia e dove si affacciano il Palazzo del Municipio e altri edifici di diverse epoche. Non può sfuggire alla vista la Colleggiata di Santa Maria Maggiore con il bellissimo rosone centrale della facciata tipico del gusto romanico-gotico.
     

 

 

Meta immancabile ad Alatri è senza dubbio il Cristo nel labirinto del Chiostro di San Francesco, una particolare raffigurazione ad affresco datata al periodo in cui i templari passavano da queste parti.
L’affresco è stato trovato nel 1996 durante lavori di restauro e si trova all’interno di un’intercapedine (per questo motivo la foto è po’ storta).
La raffigurazione è senz’altro unica nella storia dell’arte religiosa – e pensare si trova in questo piccolo borgo – e secondo alcuni studiosi sembra raffigurare Cristo che indichi la via di uscita dal labirinto, quindi Cristo è la via di uscita dal labirinto della vita. Leggo anche che “I primi studi hanno messo in evidenza come il labirinto di Alatri corrisponda esattamente all’analoga figura che si trova nel pavimento della Cattedrale di Notre-Dame a Chartres, in Francia” (www.ciociariaturismo.it).

 

Vicino all’affresco del Cristo ulteriori decorazioni parietali di epoca medioevale ancora ben conservate. Colpisce la raffinatezze dei pennelli e l’uso attento dei colori.
Fare una passeggiata tra chiese romaniche, vicoli stretti per poi arrivare sulla cima della città e ammirarla dall’altro. Sentirsi per qualche minuto immersi in un atmosfera medioevale e scoprire opere d’arte uniche: tutto questo è quello che ha da offrire un piccolo borgo della Ciociaria.
Il panorama dall’alto è molto bello e permette di gustare le architetture storiche di Alatri e i colli dei dintorni. Che dire poi delle mura ciclopiche dell’acropoli: mura costruite con grassi massi calcarei senza malte cementizie dagli Ernici, il popolo che abitava queste terre in antichità, e che mi hanno ricordato molto le strutture dei nuraghi.
Alatri infatti è costruita su una collina rocciosa dalla quale è stato estratto lo stesso materiale lapideo con il quale sono state realizzate le mura e gli edifici. Due erano gli ingressi alla sommità dell’acropoli: la Porta Maggiore (foto) il cui monolite è considerato uno degli architravi più antichi e grandi al mondo (dalla foto si può vedere come siano piuttosto grandi le dimensioni di questo ingresso) e che dimostra la capacità costruttiva di questa antica popolazione e la Porta dei Falli caratterizzata dalla raffigurazione di tre falli sull’architrave.

 

         

 

 

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l’attività di blogger con “Un sardo a Parigi” e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell’Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

Leave a Comment