La prima giornata a Londra è stata davvero una bella sorpresa: un cielo azzurro e un bel sole mi hanno permesso di fare una bella passeggiata di qualche ora.
Ho deciso di passare completamente outdoor la prima giornata nella City, non volevo chiudermi in un museo e sprecare questa opportunità che forse mai più tornerà visto che siamo a febbraio…

Ho fatto una bella escursione urbana senza neanche troppa fatica: il freddo era sopportabile e camminando mi sono riscaldato. La camminata non aveva una particolare meta: dalla metro di Embankment, zona centrale di Londra, ho attraversato il ponte sul Tamigi osservando una bella vista con i palazzi di Westminster e il London Eye (la grande ruota panoramica di Londra).
Essendo il Tamigi piuttosto tortuoso ed essendoci tanti e differenti edifici e ponti il profilo della città cambia tanto da punto a punto, da un ponte all’altro. Purtroppo le numerose gru dei palazzi in costruzione rovinano un po’ le foto.

 

Sono quindi giunto sulla riva opposta nella zona di South Bank: una zona viva, qualche bar e negozio, un piccolo mercato di libri usati e belle stampe da appendere, qualche artista di strada ed il teatro nazionale.  Ho continuato la mia camminata sulla stessa riva arrivando fino alla Tate Modern Gallery, ho quindi attraversato il London Bridge che porta alla Cattedrale di Saint Paul (che bella vederla illuminata dal sole!). Da lì ho voluto dare un’occhiata agli edifici della Bank of England (ma non è quella di Mary Poppins come per la Chiesa!) e ai nuovi ed alti grattacieli della “City of London”. Sono quindi tornato indietro verso Westminster proseguendo lungo il fiume e godermi gli ultimi raggi di sole del tramonto.

Una foto pubblicata da @danielepipitone in data: 8 Feb 2015 alle ore 08:18 PST
Ma tornare a Londra non è solo una semplice passeggiata. E’ stato anche un viaggio lungo non tanto dato dalle distanze, dal lungo percorso dalla casa a Roma alla famiglia a Londra (ho perso il conto dei mezzi di trasporto che ho preso…) ma anche appesantito da quella sorta di “sballottamento” che viaggiare da un paese all’altro comporta: diversi luoghi, diversa casa – non la tua -, diversa accoglienza, diverse abitudini, diverso clima, diverso modo di muoversi e diversa moneta.
Insomma, ritornare in Inghilterra dopo sei mesi è stato un riemmergersi in un altro mondo (e pensare che una settimana fa ero in Sardegna!) che da un lato di costringe a darti le ragioni del tuo viaggio (imparare un po’ di più sto aledetto inglese) e dall’altro ti permette di riapprezzare sin da subito le abitudini ed i modi di fare italiani (cibo in primis…).

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l’attività di blogger con “Un sardo a Parigi” e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell’Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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