Andare in Sardegna d’inverno è senza dubbio un’esperienza diversa dalle altre. Ogni luogo del resto, mostra nella stagione più fredda un lato diverso di sé quasi come se avesse indossato un vestito diverso dal solito, che lo renda un po’ più misterioso.

 

Diciamolo pure: la Sardegna a febbraio non è proprio il massimo: tra freddo e vento forte si sta spesso chiusi in casa e la pigrizia della stagione lascia poche occasioni di respirare l’aria fresca e pulita.

Questa volta sono comunque riuscito a fare qualche camminata all’aria aperta sfruttando le giornate più soleggiate e non molto fredde.
Anche d’inverno, in realtà, è bello a mio parere fare qualche camminata per le strade di campagna che riescono regalare sia i profumi delle querce da sughero e del sottobosco sia paesaggi affascinanti seppur non così nitidi come d’estate. Basta scegliere le ore più calde e meno umide.

 

Sono stato nei dintorni del paese di Calangianus da cui si diramano diverse strade, ideali peer camminate a piedi ed escursioni in bici. Sono strade di campagna spesso asfaltate che oggi portano a vaste distese boschive, spesso proprietà private con sugherete intervallate da distese verdi che possono essere adibite ad allevamenti bovini. Spesso questi boschi non sono più curati come una volta ed oggi sono un po’ abbandonate.

Ad esempio, sulla strada che dall’alto del paese conduce nella zona detta di “sigara” si apre un bellissimo paesaggio: ampi prati adibiti a pascolo che con il verde di questa stagione quasi ricordano alcuni paesaggi irlandesi. Sembra di attraversare altopiani di montagna, complici anche le numerose rocce che qui assunto forme delle più bizzare, spesso delle smorfie, grazie al lento e paziente lavoro degli agenti atmosferici. E pensare che non c’ero mai stato.
Il silenzio la fa da padrone. Lontani dal paese, raramente passa qualche macchina o trattore. E poi il paesaggio: nei punti più alti e più aperti si osserva un bellissimo panorama della campagna gallurese che arriva fino al paese di Priatu ed al Golfo di Olbia: in fondo si riconosce facilmente l’isola di Tavolara (foto in alto). I toni scuri dell’inverno rendono il paesaggio ancora più unico. Questa è la Sardegna che mi piace, questa è la Sardegna che mi manca.

 

Sono stato anche a visitare la “Conca fraicata”, una di quelle vecchie abitazioni di un passato recente, ricavate sfruttando le cavità create nel tempo in alcuni monoliti granitici. Se ne trovano diversi in Gallura e una di queste si trova all’ingresso di Calanginanus, sulla strada che porta al paese di Telti. A tal proposito anni fa raccontati la vita ad un’altra Conca Fraicata.

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l'attività di blogger con "Un sardo a Parigi" e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell'Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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