Finalmente sono stato ad Autunno in Barbagia! Come avevo accennato in un precedente post si tratta di una manifestazione che in tre mesi viene svolta nella zona più interna e più autentica della Sardegna: la Barbagia, in provincia di Nuoro, è infatti il territorio forse più rappresentativo della culturale sarda: tradizioni artigiane e folkloristiche, piatti tipici, paesi e paesaggi di alta collina.

Sono stato nel paese di Mamoiada dove non ero mai stato. Di per sé è un piccolo paese con qualche casa antica nel centro storico. La manifestazione era ben organizzata: ben 77 punti di interesse tra cantine, vecchie case, musei, siti archeologici e tanti punti di ristoro.
Molto bella l’accoglienza, all’ingresso del paese volontari sorridenti davano il benvenuto offrendo la mappa del paese. Dal parcheggio a pagamento, ma custodito, nel campo sportivo del paese partivano continuamente piccole navette verso il centro del paese, tutti piccoli particolari che non mi aspettavo in un evento organizzato in Sardegna e che hanno reso il mio pomeriggio già più sereno. Era necessaria un’organizzazione del genere perché l’affluenza è stata veramente tanta.

Qui a Mamoiada Autunno in Barbagia mi è sembrato molto improntato sui piatti tipici sardi. Astenersi dunque intenzionati  a portar avanti diete o attenti a piatti leggeri, questo non è posto per voi. Se invece volete conoscere una tradizione culinaria semplice ma diversa potete benissimo fare un salto qui. In ogni angolo del paese era possibile mangiare qualche piatto tipico: spiedini di pecora (ottimi!), patate, frittelle di asparagi, seadas (qui chiamate sevadas) pane vrattau (pane carasau con salsa di pomododo e formaggio), carne e formaggio alla griglia, salsiccia, spezzatino di maiale o di asino, pecora in umido, dolci, castagne arrosto e chiaramente il vino.

Ho assaggiato anche le sevadas con ricotta e zafferano, molto delicate e leggere.

 

L’aranzadas: bucce di arance caramellata con mandorle e miele, dolce tipico del nuorese

 

Grandi spiedoni di manzo alla griglia!

 

Molta curiosità hanno destato le “cortas apertas” ovvero i vecchi cortili delle case dove era possibile trovare banchetti di dolci o altri piatti o oggetti d’artigianato. In una di queste si affacciava una piccola Casa Museo ricca di mobili e oggetti del secolo scorso.
Una delle “cortas apertas
Casa Museo – La sala
Casa Museo – La stanza da letto
Ad Autunno in Barbagia, che qui a Mamoiada prende il nome di “Tappas in Mamujada ho scoperto alcune tradizioni della Sardegna che non conoscevo. Ad esempio il frutto pompia, un agrume dal sapore molto delicato coltivato nella zona di siniscola utilizzato per marmellate e per liquori.

Molte belli (e buoni) i dolci nuoresi che affascinano per la ricchezza delle loro decorazioni fatte a mano.

A tal proposito all’interno della manifestazione era organizzata una piccola mostra di dolci dal titolo “il racconto dei dolci della Sardegna”: mi ha colpito sia l’idea, il voler esporre tutti i dolci dell’isola, sia la ricchezza della varietà dei dolci nell’isola e la particolarità delle decorazioni. Un patrimonio, anche questo, da tramandare in futuro.

 

 

Non si può non parlare di Mamoiada se non si parla delle maschere tipiche (Mamuthones e Issohadores) una tradizione antica ancora tramandata alle nuove generazioni. Durante Autunno in Barbagia, infatti, anche i bambini sfilavano per le vie con questi tipici costumi.

Ma i Mamuthones e gli Issohadores si trovano un po’ dappertutto a Mamoiada, anche nelle facciate della case decorate con colorati murales come nella vicina Orgosolo.

 

Ero quindi curioso di vedere anche il Museo delle Maschere Mediteranee (sito web www.museodellemaschere.it). Il Museo è piccolo, si tratta di due ambienti espositivi , ma permette di avere una breve panoramica sulle maschere sarde e le vicinanze con le maschere di altri paesi dell’area europea.

 

 

La ragazza che ci ha fatto da guida è stata molto brava e chiara nell’accompagnarci durante il percorso. La visita comincia con una multiproiezione di 12 minuti che illustra la storia di queste maschere, immersa nella notte dei tempi, e presenta alcune ipotesi circa il loro significato. Non è ancora chiaro infatti  che cosa simboleggino queste maschere e da cosa nascono, probabilmente si riferiscono ad antichi riti propiziatori per la fine dell’inverno e l’inizio dell’annata agricola e la vita nei campi. Lo si capisce anche dai richiami alla cultura agropastorale delle maschere.

 

Il Museo, infatti, è dedicato in particolare alle maschere in legno con caratteristiche zoomorfee e con campanacci o altri strumenti che provocano suono.  Grazie alle esposizione delle maschere di Mamoiada il museo offre quindi una breve presentazione di questo genere di maschere di cui si ritrovano simili in altri paesi del mediterraneo.

 

La prima sala (“del Carnevale Barbaricino”) presenta le maschere di Mamoiada – che uscivano per la prima volta nelle strade del paese alla festa di Sant’Antonio Abate del 17 gennaio e successivamente nelle sfilate carnevalesche – e le altre maschere sarde (Boes, Merdules e Filonzana di Ottana e i Thurpos di Orotelli). In particolare  sa filonzana è l’unica maschera femminile sarda e raffigura un’inquietante donna con gobba che tiene il filo del destino umano pronto a tagliarlo con delle grosse forbici, una versione moderna delle parche greche… In una vetrina sono esposte diverse maschere in legno con caratteristiche zoomorfe e antropomorfe.

 

Thurpos di Orotelli e Sa Filonzana
Nella sala successiva, la “sala del mediterraneo” sono presentate maschere proveniente dall’arco alpino, la penisola iberica e quella balcanica accompagnate da video sui carnevali delle rispettive località che ricordano molto il carnevale barbaricino.
Maschere Europee

 

A Mamoiada ci sono altri due Musei: il Museo della Cultura e del Lavoro e il Museo MATER dell’Archeologia e del Territorio. Mi ha colpito come un paese così piccolo cerchi, attraverso i musei, eventi ed altre iniziative, di non perdere ma valorizzare le proprie tradizioni e la propria cultura.
La manifestazione Autunno in Barbagia ha avuto molto successo: che belle queste opportunità di conoscere il territorio!

 

 

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l’attività di blogger con “Un sardo a Parigi” e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell’Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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