Era da tanto che volevo visitare la Galleria di Villa Borghese perché è uno dei musei più conosciuti e apprezzati di Roma. E’ qui che sono conservate tra le opere scultoree più importanti del Bernini e opere pittoriche di artisti tra i più conosciuti, primi fra tutti Caravaggio.

Arrivato a Villa Borghese sono rimasto colpito dai cartelli che all’ingresso indicavano che il museo era pieno e che era necessario prenotare i biglietti telefonicamente… In realtà sono riuscito ad entrare prendendo “uno degli ultimi posti disponibili” così come mi è stato detto in biglietteria; ho quindi pensato che il cartello forse sia stato messo a scopo precauzionale, per non riempire troppo il Museo. A mio parere non mi sembra una scelta accogliente perché i turisti non sono a conoscenza di questa cosa e vanno al Museo direttamente; non tutti controllano il sito prima di andare a visitare la Galleria. Devo dire che anche sul sito del Museo non è ben spiegato questo dettaglio.
Il Museo si sviluppa sui due piani principali della Villa, sebbene il numero delle sale è in un ordine poco comprensibile al visitatore non è difficile seguire il percorso ad anello. Al primo piano le sale sono riccamente decorate con stucchi e affreschi ma ciò che colpisce maggiormente il visitatore sono senza dubbio i “protagonisti” di queste sale ovvero le opere del Bernini e del Canova, nonché le raccolte di arte scultorea antica. La Galleria Borghese nacque infatti grazie al Cardinale Scipione Borghese che tra il 1597 e il 1633 collezionò  opere di artisti dal XV al XVII secolo e dell’antichità.
Apollo e Dafne

Apollo e Dafne, una delle prime opere ad essere visitata, è forse il fiore all’occhiello di questa collezione: è incredibile come il Bernini sia riuscito a cogliere un attimo della trasformazione di Dafne in una pianta di alloro. E’ come se la scultura fosse in movimento: le braccia che diventano rami con foglie dettagliate e molto fini, i piedi che diventano radici e il corpo già metà in corteccia. Un’opera di grande raffinatezza e realismo.

Apollo e Dafne- Dettaglio delle foglie

 

Apollo e Dafne – Dettaglio del piede

 

Apollo e Dafne – particolare

Nella stanza accanto il David è pronto a lanciare il suo giavellotto: la fionda  è tesa, il labbro morsicato e la fronte accigliata indicano l’attenzione del ragazzo a prendere la mira. Anche qui il Bernini è riuscito a cogliere, con un’incredibile cura dei dettagli, un attimo del movimento.

David – particolare
David

Di Antonio Canova è invece il ritratto in marmo di Paolina Borghese come Venere vincitrice. Quest’opera è praticamente perfetta: nella realizzazione del corpo, nella raffinatezza e precisione del cuscino e del materasso le cui pieghe rendono realistica la composizione. La luce dall’alto permette di gustare meglio i chiaroscuri e i dettagli.

Dal sito del Museo scopro che all’interno del supporto in legno di quest’opera è presente un meccanismo che fa ruotare l’opera.

Lasciata Paolina Borghese non si può che rimanere colpiti dalla bellezza dell’ampio Salone d’ingresso originariamente accessibile dalla scalinata esterna e dalla terrazza.

La sala è decorata con stucchi e grottesche che in maniera molto armoniosa si abbinano ad esemplari scultorei dell’antichità.
Il soffitto è aperto da una bellissima decorazione ad affresco di Mariano Rossi realizzata tra il 1775 e il 1779 che esalta la civiltà romana e la virtù dell’onore: ricchezza di colori e senso del movimento caratterizzano l’opera.
Salone d’ingresso, affresco sul soffitto di Mariano Rossi, al centro Romolo accolto nell’Olimpo di Giove per propiziare la vittoria di Furio Camillo contro i galli (http://galleriaborghese.beniculturali.it)

Accanto al salone d’ingresso si trova la terrazza esterna, anche questa una piccola galleria di opere antiche.

Terrazza

Dal Salone di ingresso si accede alla Sala dedicata a Caravaggio nella quale vale la pena soffermarsi: non pensavo di trovarne così tante. Molto bella la Madonna che difende il Bambino dal serpente, detta Madonna dei Palafrenieri ma anche Davide con la testa di Golia e il San Girolamo scrivente avvolto in un’ampia veste rossa.
Altro opere di Caravaggio qui presenti sono: Fanciullo con canestro di fruttaBacchino malatoRitratto di Papa Paolo V.

Sala di Caravaggio

 

Madonna dei Palafrenieri                                              Bacchino Malato

Ricordo che a Roma altre opere di Caravaggio si trovano nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, in quella di Santa Maria del Popolo, nella Chiesa di Sant’Agostino vicino Piazza Navona, nella Galleria Barberini e in quella di Palazzo Doria Pamphilj e nei Musei Capitolini.

Successivamente incontrerete la particolare statua raffigurante Enea e Anchise, anche questa del Bernini, realizzata insieme al padre. Di questa mi ha colpito, oltre alla composizione di Enea che sostiene il padre, il volto un po’ preoccupato e interrogtivo di Anchise che, tra le mani, tieni i Lari tutelari.
Nella stessa sala più nascosta è invece un’altra opera del Bernini: la Verità, pensata per essere accompagnata dalla statua del Tempo in volo che scopriva la verità.

Dopo aver visto l’Ermafrodito dormiente (simile a quello di Palazzo Massimo) giungerete alla Sala degli Imperatori, che già avrete modo di vedere all’inizio del percorso. Qui le decorazioni ptittoriche e i marmi sono abbinati in maniera incredibile sui toni del giallo. Al centro un’altra opera del Bernini: si tratta del Ratto di Proserpina.
Anche qui l’artista non si smentisce nella sua bravura a raffigurare il movimento e a non far sembrar di pietra quello che in realtà è marmo: la resa della carne morbida di Proserpina è di forte realismo. Cercando su Instagram le foto condivise dai visitatori mi sono accorto che quest’opera è una delle più fotografate.
Al secondo piano le sale ospitano opere numerose tele pittoriche organizzate cronologicamente. Sono ospitate opere di artisti conosciuti quali Raffaello, Tiziano, Correggio, Antonello da Messina, Rubens, Cranach, non opere secondarie ma più conosciute, come quelle che si trovano nei libri di storia dell’arte.

Molto belle le opere della pittura fiorentina tra cui delle belle Madonne con Bambino. Tra le opere di Raffello da non perdere è la Deposizione, esempio di importante uso dei colori e resa della tragicità della scena.

Altre opere invece sono copie di altre conservate in altri Musei, tra questi lo Spinario in marmo come quello bronzeo dei Musei Capitolini, il ritratto di Giulio II copia dall’originale di Palazzo Doria Pamphilj, e una copia de La Fornarina, oggi a Palazzo Barberini.

 

Le altre sale, che purtroppo ho visto velocemente a causa della chiusura del Museo, ospitano altre belle e importanti testimonianzae della pittura del ‘500 e del ‘600 tra cui mi hanno colpito molto le numerose raffigurazioni di Madonna con Bambino, alcune realizzate da seguaci di Leonardo.
Imperdibili sono l’Autoritratto di Gian Lorenzo Bernini, il Ritratto d’uomo di Antonello da Messina, Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano e il Compianto sul Cristo Morto di Rubens.

Se devo fare qualche osservazione quello che mi ha dato un po’ fastidio nell’allestimento della Galleria sono state le luci, a mio parere non ben studiate. In particolare i dipinti non sempre erano ben visibili e, anzi, spesso c’erano dei riflessi. Anche le didascalie andrebbero curate un po’ di più.
In ogni sala ci sono dei cartelli in più lunghi con informazioni sull’ambiente e le opere esposte ma che a mio parere sono un po’ troppo prolisse. Sarebbe meglio inserire didascalie più corte poste accanto ad ogni opera o gruppo di opere.
Ciò nonostante la ricchezza di opere fa invidiare numerose gallerie di tutto il mondo.

Il sito web della Galleria è un po’ vecchiotto ma vi si trovano le informazioni basilari www.galleriaborghese.it. Un altro sito, con le planimetrie delle sale è: http://galleriaborghese.beniculturali.it/E’ obbligatoria la prenotazione del biglietto telefonando al numero (+39) 06.32810, per i gruppi 06 32651329.
Il Museo è aperto da martedì a domenica dalle 8.30 alle 19.00 (anche se sul sito c’è scritto 19.30).

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l’attività di blogger con “Un sardo a Parigi” e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell’Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

Leave a Comment