Che bella giornata quella passata il 21 settembre scorso durante l’AbruzzoInstarail, l’evento dedicato alla valorizzazione della vecchia tratta ferroviaria del Parco della Majella, in Abruzzo e dei borghi ad essa legati!

 

E’ stata la mia prima volta in Abruzzo e devo dire sono rimasto molto colpito da questa terra. Ho scoperto dei borghi ricchi di arte e artigianato (come solo in Italia ce li abbiamo, diciamolo!), ho visto un paesaggio insolito, a tratti brullo, a tratti verde intenso, diverso da altri che ho visto in altre regioni italiane, ma anche gustato sapori della tradizione gastronomica abruzzese.

L’aggettivo che ritengo più adatto per descrivere l’Abruzzo è ricco. Ricco di volti sorridenti, di persone genuine, di spazi verdi, di bei monumenti, di borghi storici, di sapori intensi, di itinerari. E’ per questo che questo post sarà più ricco di immagini del solito e con qualche immagine in più.
Il tour che abbiamo fatto grazie al vecchio trenino iamo partiti da Sulmona: un piccolo paese dove tra le strade del centro  si ergono maestose bellissime chiese e ampie piazze. E’ qui che è famosa la produzione del confetto: numerose botteghe sono aperte nel centro e rallegrano le strade con coloratissimi bouquet di fiori realizzati con i confetti che fungono da petali.

 

Dopo la breve visita di Sulmona abbiamo preso il treno e ci siamo addentrati nel Parco della Majella. tutti a far foto ammirando il paesaggio dal finestrino! Il paesaggio lascia intravvedere, a tratti, alcuni paesi arrampicati sui colli.

Il treno, arredato in legno e molto accogliente,  ha dato alla giornata un’atmosfera un po’ country e a tratti da far west!

Ci siamo fermati in tre località. Prima a Campo di Giove, dove siamo stati accolti in stazione dalla banda musicale, il sindaco e dei paesani in costumi tipici e una piccola vetrina di prodotti tipici della gastronomia e dell’artigianato.

 

La sosta più lunga l’abbiamo fatta a Palena, la seconda stazione più alta d’Italia, proprio in mezzo al verde della Majella. Siamo stati accoli dal personale del Parco che, per noi instagramers e blogger ha predisposto un bellissimo buffet con piatti tradizionali: primi, secondi, formaggi, salumi, vini, dolci e tante prelibatezze.

Qui abbiamo potuto assistere alla preparazione di mozzarelle abruzzesi e del “primo sale” nonché di della polenta sul fuoco e vedere all’opera alcuni artigiani del luogo. Qualcuno ha fatto un giro in calesse o in mountain bike. Il tutto in mezzo alla natura, all’aria pura di 1200 metri di altezza slm.

 

 

Non voglio dilungarmi troppo su tutto l’itinerario che magari approfondirò con più post. Brevemente vi dico che l’ultima tappa del nostro tour è stato il borgo di Pescocostanzo, un piccolo gioiello dell’Abruzzo ricco di storia e tradizioni.
Gli artigiani ci hanno aperto le porte: abbiamo scoperto che qui ci sono dei bravissimi artisti del ferro battuto ma anche con l’oro non se la cavano male, anzi, questo borgo nei secoli passati esportava gioielli in tutta la penisola grazie al lavoro di un sessantina di famiglie! Per non parlare poi del tombolo pescolano esposto nel museo che qui viene insegnato in una piccola scuola alle giovani ragazze che desiderano conoscere quest’antica arte tessile.

 

L’amore per la propria terra, le proprie tradizioni e le proprie radici l’ho letto negli occhi degli abruzzesi, desiderosi di far conoscere a tutto il mondo la bellezza del proprio territorio. L’ho visto negli occhi delle giovani ragazze disposte a farsi fotografare come dei vip in costumi tipici. L’ho letto negli occhi delle anziane signore che ricamavano il tombolo con il sorriso un po’ nostalgico di tempi antichi e con il desiderio di tramandare a qualcuno il proprio mestiere.
L’ho visto nel sorriso e nelle parole accoglienti di chi ci ha ospitato: dallo staff del Parco della Majella, alle autorità cittadine fino agli anziani dei paesi. Che bello essere accolti dalla banda a Campo di Giove come un ospite tanto atteso!

Forse – mi viene da pensare – è venuto il momento di ritornare nei paesi? Forse i borghi possono avere un futuro in Italia? E’ una domanda che ogni tanto mi viene in mente: i  nostri paesi sono i testimoni di di una bellezza che sta svanendo, cultura e tradizioni da custodire, forse è venuto il momento di preservare e valorizzare concretamente il patrimonio culturale e paesaggistico, che è la nostra identità.

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l'attività di blogger con "Un sardo a Parigi" e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell'Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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