Dopo aver visitato Rimini ho avuto la possibilità di visitare l’antico borgo di San Leo che in diverse occasioni in cui sono capitato nella località romagnola non avevo mai avuto occasione di vedere.

Sono potuto venire quassù grazie all’Hotel Cristallo ed a Edoardo, uno dei gestori, appassionato di arte e che organizza per i suoi ospiti questo tipo di uscite. Devo dire che fare un giro con lui così attento a conoscere la storia e i dettagli dei luoghi rende la visita più piacevole.
San Leo mi ha colpito molto perché è un borgo molto piccolo ma ricco di storia, pulito e ben conservato. Arroccato su un piccolo colle si trova a circa una mezzora in auto da Rimini. La località è divisa tra il centro storico costituito attorno ad una piccola piazza, la Pieve e il Duomo e la Fortezza collocata poco più alta.
La Pieve di Santa Maria Assunta, come le antiche chiese,  dà le spalle alla piazza del paese dove si accede entrando nel paese dal portale di ingresso. La Chiesa è molto antica: è datata tra il III e il IV secolo testimoniando le prime cristianizzazioni del territorio.
Si entra nella Chiesa dall’ingresso laterale come nelle antiche chiese.

 

L’ambiente interno è diviso in tre navate da colonne con capitelli corinzi, è ben conservato e, nonostante alcuni interventi più moderni, come quelli nell’altare, è originale e piuttosto semplice, pressocché privo di decorazione come in molte architetture in stile romanico.
La Pieve mi ha ricordato molto alcune bellissime chiese romaniche della Sardegna.

Sotto l’altare una piccola ma suggestiva Cripta con piccole aperture sulla piazza e con vista sul Forte.

Proprio davanti alla Pieve si trova il Duomo di San Leo o Concattedrale di San Leone, anche questo con ingresso laterale è affacciato su un bellissimo panorama della valle.

 

Le prime strutture di questa chiesa furono costruite nel XVII secolo. La Chiesa colpisce per le sue geometrie e le altezze e per un piccolo richiamo allo stile gotico nel prolungamento delle colonne delle navate lungo gli archi del soffitto. Anche questo ambiente richiama molto al raccoglimento.

Oltre agli affioramenti della roccia su cui è stata costruita la Chiesa, visibili all’interno, mi ha colpito questo particolare riuso di antichi capitelli a testa in giù: non avevo mai visto un capitello utilizzato come basamento di una colonna!

 

Fuori dalla Chiesa, sul lato opposto rispetto all’ingresso e davanti alla torre campanaria, si trova un’antica vasca scavata nella roccia. Se non fosse stato per Edoardo non avrei notato questo reperto archeologico poco valorizzato (non c’è nemmeno un’insegna).

 

Si tratta di una vasca sacrificale che veniva utilizzata nei tempi antichi probabilmente per riti sacrificali e forse riutilizzata in età cristiana come fonte battesimale. Vi si identificano i segni della lavorazioni e i canali di scolo dei liquidi. Interessante che già nei tempi antichi ci fossero qua su presenze umane.
Sono anche presenti delle coppelle probabilmente segno di lavorazione o seguite da antichi pellegrini.
A questo tipo di vasche sacrificali il Comune di San Leo ha anche organizzato un recente convegno di studi.

Vicino un bel piazzale, decorato da una scultura di Giò Pomodoro, permette di ammirare la valle attorno al borgo.

 

E’qui che si possono osservare i colli aguzzi della valle del Montefeltro e in particolare il piccolo colle appuntito che da alcuni storici dell’arte è stato identificato recentemente come il colle raffigurato da Piero della Francesca in uno dei suoi ritratti.

Si tratta del Dittico Urbino, ritratto dei Duchi di Urbino Federico da Montefeltro e Battista Sforza, uno dei dipinti pià famosi dell’artista toscano, opera oggi agli Uffizi di Firenze.

(Wikipedia)

 

A pochi chilometri dal centro storico di San Leo, raggiungibile dalla strada chiamata Via di San Leo, si trova, in mezzo alla campagna, l’antico convento Francescano di Sant’Igne (ulteriori informazioni).
Ho fatto un piccolo giro anche qui trovandomi sia la Chiesa che il chiostro aperti. Qui si respira davvero l’aria degli antichi e piccoli conventi immersi nella natura che facilmente richiamano alla preghiera e al silenzio meditativo.

 

 

 

Ripercorrendo il piccolo tratto di  strada sterrata fatta per andare al Convento ho avuto modo di vedere gli esiti della frana che lo scorso marzo ha interessato il borgo. La foto che ho scattato rende abbastanza la gravità di questo evento che ha messo in serio pericolo il borgo e i suoi abitanti. La frana ha colpito non solo per le sue dimensioni ma anche perché non si era a conoscenza del rischio idrogeologico della zona. Speriamo che non ci siano conseguenze in futuro e che il borgo possa mantenersi così com’è: un piccolo e antico borgo arroccato tra i più beli d’Italia.

 

Per informazioni su San Leo o gli orari di apertura dei monumenti vai su www.san-leo.it.

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l'attività di blogger con "Un sardo a Parigi" e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell'Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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