Rodin. Il marmo, la vita è il titolo di una mostra aperta a Roma, presso le Terme di Diocleziano (davanti alla Stazione Termini) e dedicata al celebre scultore francese di fine ‘800. La mostra è stata già allestita a Palazzo Reale a Milano ed è giunta da poco a  Roma dove rimarrà aperta fino al 25 maggio.

Avevo un debito con Auguste Rodin: il suo Museo a Parigi era uno dei pochi musei importanti che durante la mia permanenza nella capitale francese non ho visito. Per questo motivo e per curiosità, ho pensato di andare a visitare questa mostra.
Ammetto di aver avuto timore che la mostra fosse dedicata a Rodin ma contenesse  numerose altre opere di altri artisti come purtroppo spesso accade anche in alcuni di questi eventi apparentemente dedicati solo ad un artista. Invece questa mostra espone solo opere dell’artista francese (ben una sessantina!) e in particolare solo opere in marmo.
L’ambiente delle antiche terme di Diocleziano rende il percorso di visita molto suggestivo: un viaggio tra antico e moderno, tra arte e pensiero di epoche diverse.
Le diverse opere sono esposte una a fianco all’altra su alcuni banconi in un allestimento semplice ma non dispersivo, adatto per un ottima visione e godimento da parte del pubblico. L’esposizione segue un percorso cronologico che ben spiega il percorso artistico di Rodin: dalle prime opere in stile più tradizionale a quelle opere più abbozzate e ricercate fino ai busti e altre opere caratterizzate dal non finito (tra le quali si nota quello di Victor Hugo): marmo non completamente scolpito e levigato come se le opere non fossero completate, un po’ come in certe opere di Michelangelo.
La mano di Dio- Una mano esce dal marmo e sorregge una sorta di Terra insieme ad Adamo ed Eva
Tre sono le sezioni in cui è suddivisa la mostra:
1) L’illusione della carne: la carne e la sensualità, qui è protagonista Il bacio (foto in alto) che accoglie i visitatori all’ingresso della mostra e che riprende il tema dell’amore appassionato dei danteschi Paolo e Francesca. Colpisce molto per la finezza nei particolare e la delicatezza dei tratti anche il ritratto di M.me Roll, donna dall’aspetto austero.
2) La figura nel blocco ovvero le figure che emergono dai candidi blocchi di pietra: la ricerca di nuovi percorsi scultorei lontani dalle prime opere ritrattistiche.
3) Verso l’incompiutezza ovvero le opere che seguono la poetica dell’incompiuto, del non-finito.
I temi principali sono quelli mitologici ma non mancano ritratti e busti caratterizzati da una forte resa realistica anche nelle opere “non finite”quasi come se l’opera non completa potesse dire di più dell’opera finita e perfetta. Alcune opere sono accompagnate dalle originali maquette in gesso che permettono di capire l’originale ideazione dell’opera e il suo trasferimento nel marmo.
L’audioguida, compresa nel biglietto, è molto utile per capire meglio le opere, il loro significato e la storia.
Busto di Victor Hugo
Sarà stata la pioggia ma sabato pomeriggio la mostra era piuttosto piena di gente e questo mi ha fatto piacere. Sembravano tutti interessati ed incuriositi a conoscere di più questo artista.
Nota positiva: nella mostra è possibile fare fotografie! Per la prima volta dopo tanto tempo ho visto abolito questo tabù; spesso nei musei e nelle mostre le fotografie sono negate per l’effetto del possibile utilizzo del flash (ma dipende dal tipo di pere cioè dal materiale) o perché le opere sono date in prestito. Per fortuna in questa mostra tutti i visitatori hanno potuto fotografare con tranquillità le opere.

 

Busti di Pierre Puvis de Chavannes

Sito web: www.mostrarodin.it
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About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l'attività di blogger con "Un sardo a Parigi" e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell'Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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