Ci giravo sempre intorno tra una passeggiata e l’altra per il centro di Roma ma non ero mai stato nel cuore del Ghetto. Ero passato davanti al teatro di Marcello e al portico di Ottavia e più volte su via Arenula ma non ero mai stato per le vie di questo importante quartiere di Roma che si trova proprio nel cuore della capitale.

Il ghetto ebraico di Roma fu voluto nel XVI secolo dal Papa Paolo IV per delimitare l’area abitativa degli ebrei tra l’antico Portico di Ottavia e il lungo Tevere. Fu poi liberalizzato nel 1848 da Pio IX. E’ proprio sulla via del Portico di Ottavia che si sviluppa gran parte del Ghetto affacciandosi sul Tevere davanti all’isola tiberina.
Imperdibile nella visita al Ghetto la “Fontana delle Tartarughe“, realizzata tra il 1581 e 1588 su progetto di Giacomo della Porta con sculture di Taddeo Landini. E’ una fontana unica nel suo genere per materiali utilizzati (marmi policromi) e soggetti rappresentati (efebi e delfini). Le quattro tartarughe da cui prende il nome furono aggiunte solo durante un restauro del 1658-59 e sono attributi dalla tradizione Gian Lorenzo Bernini.

 

 

La Via del Portico di Ottavia è la via su cui si sviluppa il quartiere, qui oltre alle rovine di questo particolare monumento si trovano una serie di piccoli ristorantini che offrono cucina ebraica o ebraica-romana che prima o poi devo provare…

 

Numerose insegne fanno memoria del “rastrellamento” avvenuto nel ghetto il 16 ottobre del 1943. Alcune testimonianze di questa tragedia sono raccolte presso il Museo Ebraico allestito nel seminterrato della sinagoga, che si trova proprio lì davanti (per motivi di sicurezza non è possibile fare foto).
Via del Portico di Ottavia
Senza dubbio passare per quelle vie fa riflettere su una della pagine più brutte della nostra storia, e il pensiero è ancora più vivo quando vengono in mente certe immagini del rallestramento viste in alcuni film.

 

 

Le rovine che dal Portico di Ottavia portano al Teatro di Marcello

Visitare il ghetto è quindi fare un salto nella storia di Roma, dell’Italia e di una cultura sebbene vicina ma sempre un po’ a noi sconosciuta.

Nonostante ‘apertura del Ghetto il quartiere conserva ancora il suo carattere ebraico dato soprattutto dalle botteghe e le trattorie tipiche.
Durante l’anno nel Ghetto vengono organizzate alcune feste della cultura ebraica. Anch’io ho colto l’occasione lo scorso luglio per visitare con una guida la Sinagoga e il Museo Ebraico. Il Museo, in particolare permette di scoprire maggiore dettagli della Shoah e della cultura ebraica.

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l'attività di blogger con "Un sardo a Parigi" e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell'Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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