Tra i tanti post che mi hanno permesso di raccontare la mia esperienza di Napoli lo scorso luglio non avevo mai raccontato la particolarità della Fontana del Chiostro di San Gregorio Armeno.

Il chiostro fa parte del complesso monastico oggi anche scuola per bambini e annessa chiesa che dà il nome al caratteristico vialetto in cui vendono presepi.
Dopo un’affascinante scalinata che è accessibile da Vico Giuseppe Mazzei che è una traversa della via dei presepi si arriva al Chiostro che è possibile visitare gratuitamente (penso su offerta) grazie alla disponibilità di alcune persone che offrono il loro tempo per farvi da guida. L’istituto infatti ha deciso di aprire le sue porte proprio per far conoscere maggiormente la sua storia e le proprie attività e ricercare così qualche fondo in più in questo periodo di crisi e di riduzione dei fondi.
Scalinata di accesso al Chiostro

 

Chiostro
Il chiostro è ricco di storia in ogni angolo come è evidente dagli affreschi e dai diversi elementi architettonici presenti.
Purtroppo non ho potuto fare molte foto (e qui si ritorna al solito discorso del divieto…): solo la fontana è l’unica che è possibile immortalare. La fontana è un tipico esempio del barocco napoletano e fa da scenografia alle statue ad altezza reale del Cristo e della Samaritana di Matteo Buttiglieri.

 

Le due statue subirono un terremoto durante il quale le due figure si incrociarono le dita della mano di Gesù con quelle della Samaritana. Oggi la statua della Samaritana presenta nella mano destra due dita di Gesù che, a detta della guida turistica, i bambini provano continuamente a staccare senza riuscirci!

Particolare della mano della Samaritana con incastrate le dita del Cristo

 

Particolare del Monastero oggi scuola per bambini. Ogni finestra grande per una nobile era accompagnata da una finestra piccola per la monaca che la seguiva.

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l'attività di blogger con "Un sardo a Parigi" e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell'Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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