Dopo tanta attesa il Blog Trip è arrivato, e lo considero come un piccolo premio per la mia attività di blogger di quest’anno che ho voluto ricominciare con questo nuovo blog dopo quello di Parigi.
Volevo condividere con voi le mie prime impressioni di questa nuova esperienza davvero unica.

Il mio primo blog trip è stata davvero una di quelle esperienze che viene riservata a pochi sia perché le gite/vacanze per blogger sono ancora poche in Italia sia perché è stato il primo tipo di esperienza realizzato in un parco archeologico.
I Wild Blogger osservano come accendere un fuoco in foresta
Ringrazio quindi della grande opportunità che mi è stata offerta. Il Blog Trip è stata un’esperienza positiva perché ho avuto modo di visitare in prima persona l’affascinante Parco Gli Albori di Campagnatico, conoscere chi l’ha ideato e realizzato e vivere io stesso le diverse attività che vengono svolte.
Ho conosciuto Riccardo Chessa, una persona mossa da una grande passione per l’archeologia e lo studio delle origini dell’uomo. Riccardo ha dedicato diversi anni della sua vita allo studio dell’archeologia sperimentale approfondendo le sue conoscenze non solo sui libri ma soprattutto sul campo, proprio come l’archeologia “sperimentale” vuole.
Nel tempo è riuscito a costruire con le proprie mani e l’aiuto di amici e colleghi un villaggio preistorico con capanne di diversa epoca le cui fattezze e dimensioni si basano su dati reali di scavo.
A Gli Albori Riccardo riproduce la ceramica antica in maniera talmente simile a quella originale che è difficile distinguerla (dai non esperti) dai reperti esposti nei musei, riproduce tessuti, strumenti in legno e in pietra. Tutte queste conoscenze vengono poi trasmesse da lui attraverso diverse attività didattiche dedicate a studenti di varie età e ad appassionati che possono imparare qui come i nostri antenati riuscivano a sopravvivere.
Il team de Gli Albori, offre infatti anche corsi di sopravvivenza in luoghi ostili, rivolti a chiunque lo desideri per curiosità o necessità, militari compresi. Altre attività riguardano la falconeria, il tiro con l’arco e il ponte tibetano che hanno arricchito ulteriormente la nostra permanenza in maremma.
Un altro aspetto che mi ha colpito è stato il clima accogliente e familiare. Soggiornando presso l’Agriturismo Santa Caterina (un vecchio podere ben ristrutturato nel bel mezzo della campagna maremmana, i cui terreni ospitano il villaggio) ci si sente subito accolti dalla famiglia Chessa che ll gestisce. Essi hanno unito l’esperienza dell’attività agricola alla passione per l’archeologia e la sopravvivenza di Riccardo.
La stessa familiarità l’ho riscoperta convivendo per tre giorni con gli altri blogger. E’ stato bello incontrare altri blogger, ognuno con la propria storia, le proprie passioni e desideri futuri, appassionati come me nel conoscere nuovi luoghi e nuove persone e raccontarne sul proprio blog. Alcuni di loro sono ormai delle “star-blogger” e hanno girato già mezzo mondo ma si sono mostrati molto cordiali e alla mano. Ci siamo ritrovati un gruppo davvero affiatato!
Devo dire che in tre giorni ho fatto tante di quelle cose che non avevo mai fatto in vita mia: tiro con l’arco, ponte tibetano, un bagno in torrente, dormire in foresta e tante altre!
Approfondirò con altri post ricchi di fotografie la mia esperienza wild!
A questo link potete leggere il racconto dei tre giorni ricostruito tramite i nostri tweet e le foto che siamo riusciti ad inviare nonostante la connessione 3G andasse a singhiozzo. Forse questa è stata la prova più dura per  noi  web-dipendenti!
Sulla pagina Facebook del Parco potete trovare diverse foto.

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l’attività di blogger con “Un sardo a Parigi” e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell’Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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