La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coinciderebbe con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso” F. De André

Eccomi nuovamente ad illustrarvi le bellezze sarde, ecco altri luoghi da visitare in Sardegna. Avevo già introdotto l’argomento e ho deciso di continuare a farvi venire l’acquolina in bocca e far accrescere in voi la voglia di venire in Sardegna.
1) Gli Olivastri Millenari di Luras in Gallura
Si tratta di due olivastri millenari che val la pena visitare una volta che si decide di fare un tour per le campagne sarde. Il più grande ha ben 12 metri di circonferenza per 8 metri di altezza con un età tra i 3000 e 4000 anni!
Nel 1991 è stato dichiarato Monumento Naturale, rientrando nella lista dei “Venti Alberi Secolari Italia“, e Monumento Nazionale con decreto ministeriale.
Gli olivastri si trovano nella zona di Santo Baltolu di Carana, vicino al paese di Luras. Nel periodo estivo è possibile usufruire di visite guidate.
2) La Chiesa romanica di Saccargia
In Sardegna si trovano diverse chiese romaniche sparse un po’ dappertutto e presenti sia in centri abitati che in contesti rurali. A livello esteriore sono tutte molto diverse perché sono il frutto di diversi gusti e diverse fasi costruttive.
Tra queste chiese una delle più note è la Basilica di Saccargia.
Terminata nel 1116 sui resti un precedente monastero, fu costruita per volere di Costantino I giudice di Torres che insieme alla moglie fece un voto alla Madonna per ricevere un figlio.
Successivi lavori di ampliamento furono eseguiti da architetti di scuola pisana e lucchese. Come si può notare lo stile è tipicamente toscano. Le pietre disposte in bicromia a strati e le decorazioni geometriche sulla facciata ricordano, infatti, molte chiese della regione toscana.
Si trova nel comune di Codrongianos in provincia di Sassari sulla strada statale SS 597.
3) La Grotta del Bue Marino a Dorgali
La Grotta del Bue Marino prende il nome dal nome sardo della foca monaca, mammifero che anticamente abitava in queste acque.
La grotta è raggiungibile via mare tramite imbracazioni in partenza dal porto di Cala Gonone.
Durante il tragitto in mare si possono osservare le falesie carcaree di questo lembo di costa nonché il bellissimo mare trasparente.
Lungo il percorso all’interno della grotta si osservano stalagmiti e stalattiti nonché antichi fossili.
3) Le Dune di Piscinas

 

Sono una sorta di piccolo deserto della Sardegna o se volete una grande spiaggia che si sviluppa per centinaia di metri dalla costa.
Le dune di Piscinas sono tra le più grandi in Europa e sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Raggiungono l’altezza di due metri espandendosi fino a due chilometri dal mare.
E’ insomma un luogo da visitare per gli amanti di paesaggi insoliti, silenziosi e che permettono di riscoprire una natura meno lussureggiante ma comunque affascinate.
Vicino all’unico hotel presente si trovano alcuni resti di un centro industriale, ora dismesso, che insieme al paesaggio brullo creano un forte contrasto.

 

 

4) L’antica città di Nora

 

La città di Nora è una città di origine punica e successivamente divenuta romana.
E’ molto affascinante perché si sviluppa su una piccola penisola a stretto contatto col mare.
Moto affascinanti i mosaici piuttosto ben conservati che decorano i pavimenti delle antiche abitazioni.
Oggi il sito soffre di problemi di affondamento e erosione marina.
Qui potete trovare ulteriori informazioni riguardo la missione archeologica.
Per arrivare a Nora occorre prendere la SS 195 per poi svoltare per Pula. Si attraversa il paese e si trova la Via Nora che porta al mare e la si percorre per 3 km.

 

 

5) La Domus de Janas della Roccia dell’Elefante

 

La Roccia dell’Elefante si trova sulla SS 134 tra il paese di Castelsardo e quello di Sedini.

Si tratta di una roccia trachitica dalla forma arcuata a causa dell’erosione degli agenti atmosferici il cui profilo ricorda quello di un elefante. Ma non è solo un monumento naturale ma anche culturale.
La Roccia dell’Elefante, infatti, era precedentemente conosciuta con il nome di Sa Pedra Pertunta cioè traforata ed è infatti una Domus de Janas. Tale termine che letteralmente significa “casa delle fate” indica un tipo di antiche tombe ipogee prenuragiche scavate all’interno di ammassi rocciosi e che si ritrovano in tutta l’isola sarda. Sono spesso decorate da pitture murali o da semplici sculture.
La Roccia dell’Elefante è una di queste e senza dubbio una delle più particolari. Forse la forma stessa della roccia ha suggerito agli antichi uomini di sfruttarla ad uso rituale e religioso.

 

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l’attività di blogger con “Un sardo a Parigi” e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell’Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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