Il Carnevale si avvicina. Per molti questa festa non significa niente molto probabilmente perché nella propria città non vi è tradizione e non è stata vissuta da piccoli.
In Sardegna il carnevale c’è ed è anche molto sentito a tal punto che in alcuni paesi la scuola offre una settimana di vacanza. Non c’è però solo il carnevale allegorico (che comunque si è affermato in alcune cittadine dell’isola grazie al lavoro di alcuni artigiani cartapestai).
C’è anche il carnevale tradizionale la cui origine si perde nella notte dei tempi, in antichi riti precristiani mantenendo ancora oggi caratteri arcaici, misteriosi e pagani.
Le maschere sarde nascono dal mondo agropastorale e da riti propiziatori e di esorcizzazione da malattie, carestie e siccità. Alcune maschere, infatti, ricordano animali sacrificati per essere offerti a divinità per poterne ottenere grazie.

Come spesso capita per diverse tradizioni della Sardegna anche le maschere sarde variano da zona  a zona distinguendosi nelle diverse caratteristiche del costume e assumendo nomi differenti (mamuthones, issohadores,thurpos, boes e merdules, etc..). E’ quindi proprio bello anche partecipare a diverse manifestazioni in giro per l’isola. Qui una descrizione delle diverse maschere mentre qui un sito appositamente dedicato .

Non basta un post per descrivere la storia e le caratteristiche delle tradizioni sarde legate al Carnevale.
Cito solo la più nota tra tutte le maschere che è quella dei Mamuthones, la cui tradizione viene conservata nel paese di Mamoiada.
I mamuthones hanno una maschera in legno nera, chiusa da un fazzoletto scuro e indossano pelle di pecora e un particolare gruppo di campanacci appesi lungo la schiena. Generalmente si dispongono su due file separate muovendosi in maniera coordinata e facendo tintinnare così le campane.
Queste maschere cos’ insolite spaventano un po’ i bambini.
Ulteriori approfondimenti sulla storia del Carnevale sardo le potete trovare qui (Grazie a Claudia Zedda).

 

Molto particolare è invece la Sartiglia di Oristano. Spero un giorno di poter vedere questa particolare manifestazione perché è senza dubbio molto affascinante.
La sartiglia di Oristano è una sorta di torneo equestre tra quelle organizzate durante il XV-XVI secolo sul modello dei tornei medioevali allo scopo di puro intrattenimento. Rientra nelle “corse all’anello”, gare di abilità fra cavalieri che cercano di infilare una anello con una lancia.
La Sartiglia di Oristano consiste in una serie di riti, tra cui molto interessante è la cerimonia di vestizione del capocorsa (Componidori).  I cavalieri della Sartiglia si distinguono, infatti, per i costumi riccamente decorati e la maschera bianca quasi a voler indossare i panni di una creatura non terrena.
Vi consiglio la visita al sito ufficiale in cui si trovano approfondimenti della manifestazione nonché delle foto molto belle.
Anche d’estate è possibile conoscere le maschere sarde in manifestazioni estive quali sagre o feste popolari che ospitano sfilate di maschere sarde.
L’elenco di tutti i diversi carnevali dell’isola lo trovate qui.

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l'attività di blogger con "Un sardo a Parigi" e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell'Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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