Autoritratto come suonatrice di liuto
Ho avuto l’occasione di visitare la mostra al Palazzo Reale di Milano dedicata ad Artemisia Gentileschi, una delle rare artiste donna della pittura del ‘600 italiano che rientra tra i pittori cosiddetti caravaggeschi, sebbene sia molto spesso poco citata e conosciuta al vasto pubblico.
Artemisia nacque a Roma dove apprese l’arte della pittura dal padre Orazio. Da giovane subì violenza da parte di Agostino Tassi, collega del padre contro il quale fu successivamente aperto un processo, in quanto già sposato e impossibilitato a realizzare un matrimonio riparatore. L’episodio segnò tutta la vita di Artemisia e la sua arte, così come la perdita di diversi figli in tenera età avuti dal successivo marito. Lavorò a Roma, a Firenze presso i Medici, a Napoli e a Londra, sebbene manchino dei dettagli circa alcuni suoi spostamenti.

Una delle caratteristiche principali della pittura di Artemisia é senz’altro la capacità di rappresentare gli attimi di certe azioni e di rendere in modo realistico le scene rappresentate.
Da questo punto di vista la pittura di Artemisia si caratterizza per un’ottimo utilizzo della luce e del chiaro scuro in stile pauperista nonché per un’ottima realizzazione dei tessuti, spesso lucenti, preziosi e colorati che Artemisia aveva appreso dal padre.
Più che arte povera la pittura di Artemisia riprende temi mitologici, più raramente religosi, spesso autoritratti. Non manca la rappresentazione della violenza come nella famosa e ripetuta scena dell’uccisione di Oleoferne da parte di Giuditta (una sorta di vendetta realizzata tramite l’arte, vedi immagine in basso).
La mostra é stata l’occasione per apprezzare l’opera di questa artista, ma devo dire che per essere stata presentata come “la più grande mostra antologica su Artemisia Gentileschi” l’approfondimento storico-biografico-artistico era sì interessante ma un po’ superficiale.
Interessanti i ritratti che scrutano la psiche dei soggetti rappresentati tra cui alcuni autoritratti (vedi dipinto in alto “Autoritratto in veste di suonatrice di liuto”) nonché le sopracitata Giuditta e Oloferne.
Per chi vuole comunque conoscere una grande artista e ammirarne le opere consiglio comunque di visitare la mostra.
Giuditta e Oloferne

Artemisia Gentileschi – Storia di una passione
22 settembre 2011 – 29 gennaio 2012
Palazzo Reale Piazza Duomo
Milano
www.mostrartemisia.it

About the author

Daniele

Nato in Sardegna, ho vissuto a Firenze, Parigi, dove ho iniziato l'attività di blogger con "Un sardo a Parigi" e poi a Roma.
Dopo anni qua e là alla scoperta dell'Italia e di qualche località fuori dal bel paese, ho deciso di tornare in Sardegna per valorizzare e far conoscere la mia bellissima isola.

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